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arte contemporanea, collettiva SPAZIO KRYPTOS ​ Via Panfilo Castaldi 26 Milano 20124

Milano - dal 7 novembre al 6 dicembre 2018

Pio Tarantini - Imago#2018

Pio Tarantini - Imago#2018
Pio Tarantini - Io sono un albero
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SPAZIO KRYPTOS
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Spazio Kryptos presenta Pio Tarantini, la cui mostra comprende una accurata selezione di opere più recenti, e molte inedite, relative al suo lavoro Imago, sul quale l’autore è impegnato da molti anni.
orario: da lunedì a venerdì ore 16.00-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 novembre 2018. ore 18.30
catalogo: in galleria.
curatori: Filippo Rebuzzini
autori: Pio Tarantini
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Imago#2018 comprende una accurata selezione di opere più recenti, e molte inedite, relative al suo lavoro Imago, sul quale l’autore è impegnato da molti anni.
Con questo lavoro Pio Tarantini scrive l’ultimo capitolo di una ricerca artistica dal percorso quasi circolare, cominciato sin dagli anni settanta, quando realizza i suoi primi studi, in bianco e nero, sulla figura umana ripresa con il “mosso” fotografico che ne accentua la precarietà della visione.
Il lavoro comprende due gruppi principali: da una parte opere della sua ricerca sulla figura umana che diventa protagonista assoluta, scandagliata, scomposta, “traccia” di vita in contesti minimali, quasi astratti; e dall’altra opere in cui la traccia della figura umana è inserita all’interno di un discorso visivo più vasto e contestualizzato, dove il paesaggio o l’ambiente rivestono un ruolo importante.
Le figure lasciano una traccia riconoscibile e nello stesso tempo sfuggente, complessa, quasi a sottolineare una dilatazione del tempo, il contrario della “cristallizzazione” tipica della fotografia. Tarantini fotografa la vita che passa: “Tutto scorre” (le figure mosse) e, nello stesso tempo “Tutto è” (i pochi elementi fissi di contesto).
Scrive su questo lavoro, tra l’altro, Gigliola Foschi: «[…] La fotografie di Pio Tarantini non sono una semplice rappresentazione di qualcosa, e neppure un gioco fantasioso realizzato grazie a mossi e a lunghi tempi d’esposizione: sono immagini attraversate dal profumo del tempo, da una malinconia penetrante e vitale. Facendo coesistere chiarezza e fuggevolezza, l’autore s’inoltra nel terreno fluido e incerto dove il reale si biforca, s’intreccia con la memoria e l’immaginario, con il visibile e l’invisibile. […] Allusive, frammentarie, simili a cenni aperti verso possibili racconti, le sue immagini ci rivelano come la realtà non sia solo luce, chiarezza, ma soprattutto oscurità, inconoscibilità senza fondo, latenza, fugacità.»
 
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