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arte contemporanea, collettiva FUSION ART GALLERY ​ Piazza Amedeo Peyron 9G Torino 10143

Torino - dal 9 al 30 novembre 2018

Talking With Hands / Part 2

Talking With Hands / Part 2
Jessy Rahman
 [Vedi la foto originale]
FUSION ART GALLERY
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Piazza Amedeo Peyron 9g (10143)
+39 3478750263
info.fusionartgallery@gmail.com
www.fusionargallery.net
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Fusion Art Gallery / Inaudita, Torino e Quartair Contemporary Art Initiatives, The Hague presentano la mostra collettiva Talking With Hands. La mostra è a cura di Wieteke Heldens & Barbara Fragogna e fa parte dei circuiti NESxT, COLLA, ContemporaryArt T&P ed è sostenuta da Stroom Den Haag.
orario: da giovedì a sabato ore 16 - 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 9 novembre 2018. ore 19
curatori: Barbara Fragogna, wieteke heldens
autori: Harold de Bree, Geeske Harting, wieteke heldens, Erik-Jan Ligtvoe, Astrid Nobel, Jessy Rahman, Mike Rijnierse, Ludmila Rodrigues, Pietertje Van Splunter, Thom Vink
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Fusion Art Gallery / Inaudita, Torino e Quartair Contemporary Art Initiatives, The Hague presentano la mostra collettiva Talking With Hands con Pietertje Van Splunter, Jessy Rahman, Harold de Bree, Erik-Jan Ligtvoet, Thom Vink, Mike Rijnierse, Ludmila Rodrigues e Wieteke Heldens, Geeske Harting e Astrid Nobel.
La mostra è a cura di Wieteke Heldens & Barbara Fragogna e fa parte dei circuiti NESxT, COLLA, ContemporaryArt Torino e Piemonte ed è sostenuta da Stroom Den Haag.

Inauguazione con Performance di Jessy Rahman.

La mostra Talking With Hands rientra nell’ambito del programma FUSION AIR – Artisti-in-Residence da un’idea sviluppatasi dopo la Residenza di Wieteke Heldens nel 2016 di creare una relazione forte e continuativa tra Fusion / Inaudita di base a Torino e Quartair Contemporary Art Initiatives di base a L’Aia.

Il titolo della mostra collettiva: "Talking With Hands" nasce dal tipo di comunicazione in cui il gruppo di artisti olandesi di base a L’Aja si trova ad utilizzare quando i suoi membri si trovano in Italia. Gli italiani sono noti per la loro coreografica gestualità. Inoltre, dato che gli italiani con fatica parlano altre lingue, i molti stranieri che si avvicinano al nostro paese sono in qualche modo costretti a cimentarsi in questa forma di linguaggio. I lavori in mostra alla Fusion Art Gallery Inaudita richiamano metaforicamente questa comunicazione gestuale. L’opera d’arte è una forma di comunicazione, su questo poniamo l’accento, e proprio a causa della sua forma visiva, fisica, materica, può e riesce a creare un contatto diretto con il pubblico che ne è fruitore.


“The hand of the human may be distinguished by the precision grip; however, the humanity of the hand, Heidegger argued, lies in its possession by the word. ‘Man does not “have” hands, but the hand holds the essence of man, because the word as the essential realm of the hand is the ground of the essence of man’ (Heidegger 1992: 80). Thus language holds the hand, and the hand holds man.” (p. 113 uit: Making: Making Anthropology, Archaeology, Art and Architecture van Tim Ingold, 2013)

Tutti gli artisti in mostra sono membri del Quartair – Contemporary Art Initiatives e nel contesto di uno scambio che ha già visto la sua prima parte svolgersi a L’Aia in Settembre dove otto artisti di base a Torino (Davies Zambotti, Maya Quattropani, Sebastiano Mortellaro, Valeria Dardano, Alessandro Fara, Ettore Pinelli, Barbara Fragogna e Leardo Sciacoviello) hanno lavorato sullo stesso tema, sono stati prodotti dei nuovi lavori sul concept Talking with Hands per la mostra a Torino. Il gruppo di artisti olandesi a Torino è costituito da: Pietertje Van Splunter, Jessy Rahman, Harold de Bree, Erik-Jan Ligtvoet, Thom Vink, Mike Rijnierse, Ludmila Rodrigues e Wieteke Heldens, Geeske Harting e Astrid Nobel.

Questa mostra quindi nasce da una necessità artistica. Creando nuove opere, mostrandole reciprocamente a L’Aia e a Torino e comunicandole, si ottengono nuove influenze e una diversa prospettiva sul proprio lavoro. Per gli artisti è importante lavorare al di fuori del confortevole ambiente familiare per acquisire nuove conoscenze. È proprio a causa della barriera linguistica che è interessante "parlare" attraverso l’opera in forma di performance, fotografia, pittura e installazione, il lavoro stesso deve comunicare. Il titolo della mostra è una giocosa chiave di accesso anche se, naturalmente, i lavori presentati non hanno nulla di didascalico e le opere individuali formano comunque un insieme coerente.



Info:+39 3493644287 | www.fusionartgallery.net | info.fusionartgallery@gmail.com
www.quartair.nl

 
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