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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DUCALE ​ Piazza Giacomo Matteotti 9 Genova 16123

Genova - dal 16 aprile al 21 agosto 2005

Giappone. L'Arte del mutamento - Hiroshima-Nagasaki
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PALAZZO DUCALE
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Piazza Giacomo Matteotti 9 (16123)
+39 0105574000 , +39 0105574001
palazzoducale@palazzoducale.genova.it
www.palazzoducale.genova.it
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La mostra è sorta per ricordare e commemorare il sessantesimo anniversario del bombardamento atomico delle città di Hiroshima e di Nagasaki il 6 e il 9 agosto 1945
orario: tutti i giorni 9-21 (ultimo ingresso alle 20), chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 6,00, ridotto € 5,00, scuole € 2,50
vernissage: 16 aprile 2005.
editore: SKIRA
ufficio stampa: Camilla Talfani, tel. 010/5574012, Florence Reimann, tel. 010/5574047
e-mail: ufficiostampa@palazzoducale.genova.it
curatori: Gian Carlo Calza, Rossella Menegazzo, Ono Philbert
genere: fotografia

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comunicato stampa
La mostra è sorta per ricordare e commemorare il sessantesimo anniversario del bombardamento atomico delle città di Hiroshima e di Nagasaki il 6 e il 9 agosto 1945. Essa si avvale della collaborazione organizzativa del Museo della Pace di Hiroshima e del Museo della Pace di Tokyo e si compone di tre parti.
La prima, divisa in due sezioni ciascuna dedicata a una delle due città, consiste di una serie di settanta fotografie che costituiscono i primi documenti visivi della catastrofe. Le immagini furono scattate nei giorni immediatamente successivi allo scoppio delle due bombe. HAYASHI Shigeo, HIMURA Ken’ichi, MIYATAKE Hajime, MATSUSHIGE Yoshito, sono alcuni dei fotografi che ripresero per primi la catastrofe di Hiroshima: le rovine, le distruzioni, gli oggetti, i cadaveri, i sopravvissuti. Impressionante il montaggio a 360° di Hayashi: la visione di un altro mondo. YAMAHATA Yosuke è invece il più importante testimone del disastro di Nagasaki. Le sue foto, scattate per la massima parte il giorno dopo l’esplosione, sono state di recente oggetto di una trasmissione dell’ente televisivo di Stato (NHK) che, attraverso i volti ritratti, ha potuto ricostruire, riconoscere e in alcuni casi rintracciare diversi sopravvissuti.
La seconda parte consiste di una serie di ventisei pannelli fotografici e didattici in cui viene ricostruita la storia, diventata simbolo di pace e speranza, della piccola Sadako e delle sue mille gru di carta. La gru è in Giappone sinonimo di buon auspicio e di longevità. Quelle colorate di carta che Sadako cominciò a creare mentre era in ospedale per la leucemia generata dalle radiazioni, dovevano accompagnarla a una guarigione che non ci fu. Da allora gru di carta come le sue continuano a essere create e donate da grandi e piccini che visitano il Parco della Pace di Hiroshima intorno al museo. Anche la campana del Parco è in forma di gru.
La terza parte di questa mostra commemorativa è un’istallazione creata da Riccardo Blumer con Gian Carlo Calza per la memoria e la meditazione. Occuperà l’intera Corte Grande di Palazzo Ducale fino all’ultimo piano e verrà montata per il 22 giugno per essere aperta con un evento.
 
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