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arte contemporanea, collettiva GALLERIA MAZZOLENI ​ Piazza Solferino 2 Torino 10121

Torino - dall'undici marzo all'undici giugno 2005

Renato Guttuso - Opere 1937-1986

Renato Guttuso - Opere 1937-1986
renato guttuso, barattoli e fiaschi, 1974, olio su tela, cm. 70x90
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA MAZZOLENI
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Piazza Solferino 2 (10121)
+39 011534473 , +39 011538625 (fax)
info@mazzoleniarte.it
www.mazzoleniarte.it
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Un percorso espositivo straordinario e di grande ricchezza che si snoda attraverso cinquantacinque opere.
orario: da martedì a domenica, 10.00 – 12.30 / 16.00 – 19.30. Chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 marzo 2005. ore 18
catalogo: con testo di Angelo Mistrangelo
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
autori: Renato Guttuso
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Particolare attenzione è dedicata in questi mesi alla straordinaria figura di Renato Guttuso, a cui Mazzoleni Arte Moderna fa omaggio con un'importante retrospettiva antologica dal 12 marzo al 11 giugno2005.

Nelle sale sono esposte cinquantacinque significative opere, di cui 45 oli e 10 gouache, che consentono di ripercorrere il cammino di questo artista, insignito del Premio Lenin per la pace e l'amicizia dei popoli nel 1972. Il percorso consente ai visitatori di accostarsi a una ricerca pittorica che esprime la pulsante energia di un linguaggio scandito da una personale e vibrante interpretazione di volti, di nudi, di oggetti.

Molteplici le esperienze artistiche di Guttuso rappresentate dalla scelta dei lavori in mostra che indubbiamente definiscono una stagione quanto mai intensamente vissuta e stabiliscono un immediato riscontro con il periodo milanese di Corrente, e del Fronte Nuovo delle Arti -fondato insieme a Renato Birolli, Emilio Vedova e Giuseppe Marchiori-, del Manifesto del neo-cubismo e del realismo sociale di cui spiccano i grandi ed evocativi quadri, oltre alle rappresentazioni post-cubiste, alle suggestive nature morte con frutta e oggetti, ai nudi espressionistici, ai visi femminili.

Una stagione, quella di Guttuso, caratterizzata dall'iniziale frequentazione dell'atelier del pittore futurista Pippo Rizzo, dagli inviti alla Quadriennale Nazionale di Roma (1931) e alla Biennale Internazionale di Venezia. Fu legato ad intellettuali come il poeta Salvatore Quasimodo, il filosofo Antonio Banfi, gli scrittori Libero De Libero, Alberto Moravia e Antonello Trombadori.

In mostra spiccano importanti opere tra cui: Natura morta 1937, Gatti 1938, Vaso di fiori 1938-39, Limoni su drappo nero 1939, Gabbia bianca e foglie 1940, Gabbia Rosa 1941, Studio 1948, e Caraffa 1947, sino a La bottiglia di Madera, 1940-41, La finestra blu 1940-41,Occupazione delle terre in Sicilia 1947, l'importante Nudo sdraiato nello studio 1959, Pannocchie 1963, La notte di Gibellina 1969, e le acqueforti della cartella edita dai Maestri Incisori 1983/1987.

Delle più recenti esposizioni di Mazzoleni si ricordano: Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Afro, Alberto Burri, Enrico Baj, Salvo e Hartung, tutte mostre che hanno riscosso un ottimo successo di pubblico e di critica.

Accompagna la mostra il catalogo edito da Mazzoleni Arte Contemporanea, con testo di Angelo Mistrangelo.

Angelo Mistrangelo
a proposito delle opere in mostra, nel testo in catalogo scrive: "Il senso profondo della pittura di Renato Guttuso risiede nella straordinaria forza del pensiero, nella pulsante e inesausta energia delle immagini, nell'incontro tra arte e cultura, tra eventi sociali e il percorso dell'umanità.

In ogni interno con oggetti, in ogni suadente figura femminile, in ogni testimonianza della lotta dei lavoratori, vi è incontestabile e indiscusso il sogno di un artista che ha segnato con le sue opere la storia del Novecento. […]. Senatore della Repubblica, Premio Lenin per la pace e l'amicizia dei popoli, presente alla Biennale di Venezia del 1950 con il dipinto Occupazione delle terre incolte in Sicilia.
Nudi di donna, grandi nature morte, vedute urbane, concorrono a creare il senso di un'arte che deve avere 'un'azione diretta nella vita di tutti gli uomini, perché a tutti gli uomini essa si rivolge scoprendo ad essi infiniti modi di bellezza, di commozione poetica, di esaltazione civile'....
E così il suo discorso trova riscontro nell'olio Gatti del 1938 e ne La gabbia rosa del 1940/41, nella Bottiglia di Madera e nel dipinto Occupazione delle terre in Sicilia del 1947 risolto con una linea incisiva e robusta, con un colore che permea ed estrae dal fondo il complesso delle figure, con l'incedere dei personaggi-contadini dal potente verismo […].
E dalla Caraffa (1947) del periodo neo-cubista a la notte di Gibellina (1969), dipinta nel secondo anniversario del terremoto del Belice, si 'scopre' ancora una volta la vibrante misura espressiva dell'artista siciliano, del suo mondo, del rapporto con Picasso e di una ricerca in cui ha scritto Marco Rosci, nel catalogo della mostra in questa stessa galleria del novembre 1997, 'si nota una svolta con "la nettezza picassiana dei piani-colore ribaltati; ma anche, meditatamente, nei materiali coinvolti in quella nettezza e nei suoi ritmi. Sono i materiali -popolari- della quotidianità domestica e del lavoro, compagni della sedia impagliata, il fiasco, la gabbietta […]'.
E il fascino raccolto dello studio con pennelli, tavoli ingombri, barattoli, libri, colori, tele e cavalletti, finestre aperte sulla realtà, accoglieva gli amici artisti come Achille Perilli, Ugo attrardi, Pietro Consagra, Giulio Turcato e Pietro Dorazio che ricorda: portavano tutti i nostri quadri 'nello studio di Guttuso e li osservavamo insieme, facendoci complimenti e rilevando reciprocamente le origini e i possibili sviluppi delle nostre esperienze'.
Un'esperienza -ha scritto Renato Guttuso- nella quale prende forma: 'Una mela, una bottiglia, un volto, uomini in guerra o in pace, angeli nei cieli, estasi di Santi, massacri, dannati nell'inferno, crocifissioni o concerti, giornali, cinematografi, musei, strade, campagna, palazzi e camere chiuse, letti disfatti, oggetti abbandonati e impolverati. La pittura è la forma del nostro coesistere in ognuno di questi elementi o in tutti questi insieme'.

E la pittura diviene racconto, passionalità e storia dell'umano procedere alla ricerca di un'interiore verità, di uno sguardo che è vita, denuncia, poesia".
 
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