Multidisplay. Il mezzo è il messaggio 3062 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
25/05/2019
Il viaggio di Arca Collective inizia dalla sede di Fondazione Romaeuropa
25/05/2019
Leica celebra il centenario Bauhaus con una fotocamera da collezione
25/05/2019
Massimo Osanna riconfermato alla guida del Parco Archeologico di Pompei
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva FAKE COMA STUDIO ​ via Montanara 3 Grosseto

Grosseto - dal 23 febbraio al 16 marzo 2019

Multidisplay. Il mezzo è il messaggio

Multidisplay. Il mezzo è il messaggio
Multidisplay. Il mezzo è il messaggio
 [Vedi la foto originale]
FAKE COMA STUDIO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Montanara 3
+39 3317539466
www.facebook.com/fakecomastudio
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Una mostra collettiva sul tema dell'audio-visivo, finalizzata a valorizzare il valore estetico dello schermo inteso come mezzo
orario: Da lunedì a sabato, ore 10.00-13.00 e 16.00-19.30.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 23 febbraio 2019. Ore 18.30
curatori: Matteo Olivo
autori: Escrauva, Il Leprotto, Monoiz, Q2 Visual, Leonardo Barbadoro, Francesco Ciarapica, Oscar Corsetti, Michele Guidarini, Matteo Maggio, Matteo Olivo, Lorenzo Pezzella, Mika Shkurat, Faber Torchio
genere: arte contemporanea, collettiva, disegno e grafica

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
La mostra Multidisplay propone nove opere sul tema dell’audiovisivo realizzate da artisti europei: un percorso tra vari universi, uniti dall’attrazione per le nuove tecnologie e per le immagini in movimento, ed accomunati dall’utilizzo dello schermo come mezzo.
In un mondo sopraffatto dalla presenza degli schermi, così numerosi da scomparire quasi dalla percezione cosciente, questa esposizione punta invece a riportare l’attenzione sul valore estetico di tali oggetti. Il “display” rappresenta e materializza l’epoca post-umana, di cui è simbolo, attraverso la freddezza e il senso di vuoto che caratterizzano la propria superficie: un rettangolo piatto, nero, minimale e senza memoria, attivato solo dalla presenza delle immagini ed in grado di trattenere solamente l’attimo fugace di una stimolazione elettrica. Lo schermo è eternamente disponibile, non produce traccia dell’interazione: lascia scorrere le informazioni senza trattenerle. Questa amnesia, questo costante flusso, generano contenuti che sono effimeri ma, allo stesso tempo, anche più accessibili poiché non fissati all’interno della materia. Lo schermo favorisce anche l’anonimia e quindi la libera espressione, aprendo uno spazio – meno vincolante e restrittivo rispetto agli altri media tradizionali – nel quale gli artisti possono creare senza necessariamente svelarsi e in cui le modifiche sono ancora e per sempre possibili.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram