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arte contemporanea, collettiva PROLOGO ​ Via Graziadio Isaia Ascoli 8/1 Gorizia 34170

Gorizia - dal 9 al 14 marzo 2019

Donatella Pau - Impensamentada, ognuna ha la sua vita

Donatella Pau - Impensamentada, ognuna ha la sua vita
opera di Donatella Pau
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PROLOGO
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Via Graziadio Isaia Ascoli 8/1 (34170)
+39 048132436
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Donatella Pau è scultrice, costruttrice, burattinaia e marionettista. Da oltre trentanni progetta e costruisce i personaggi teatrali, gli spettacoli e i laboratori della compagnia Is Mascareddas, di cui è co-fondatrice e direttore artistico.
orario: da lunedì a giovedì ore 16.00 - 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 9 marzo 2019. ore 19.30
curatori: Franco Spano'
autori: Donatella Pau
patrocini: CTA Gorizia
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Impensamentada, ognuna ha la sua vita
opere di Donatella Pau
Spazio espositivo Prologo
dal 9 al 14 marzo 2019 (chiuso domenica 10/03)
ore 16.00 – 19.30
presentazione al pubblico sabato 9 marzo, ore 19:30
Donatella Pau è scultrice, costruttrice, burattinaia e marionettista.
Da oltre trentanni progetta e costruisce i personaggi teatrali, gli spettacoli e i laboratori della compagnia
Is Mascareddas, di cui è co-fondatrice e direttore artistico.
A Puppet d’inverno porta alcune delle sue opere più belle che saranno esposte dal 9 al 14 marzo.
Così scrive Marco Peri della mostra:
«I soggetti sono anime femminili dotate di grande forza espressiva. Figure appena abbozzate tra le quali si
instaura un discreto dialogo di sguardi e rimandi visivi, quasi una narrazione che si rivela con dettagli minimi
nelle pose serene.
La costruzione assembla materie diverse: pezzetti di stoffe, legni ritrovati, ferro, lamine metalliche ma
sembrano piuttosto fatte di sogni e di poesia.
Le esili figure raccontano una mescolanza di influenze e sono capaci di evocare riflessioni profonde, di
coinvolgere in un mondo sognato ma non privo di tensione. Si ha la sensazione che le opere tentino
costantemente di trasformarsi tanto appaiono leggere e precarie, in attesa di divenire qualcosa d’altro”.»
E Alfonso Cipolla su La Repubblica:
«I busti sono esposti al pari di frammenti di antiche madonne lignee o di “conocchie” di sante. Entrare lì
dentro, possibilmente nella solitudine, è davvero un tuffo in un mondo parallelo. Quelle sculture sono figure
mute eppure pronte a parlare, a disvelare la storia che custodiscono, per uno spettacolo che può solo
consumarsi nella mente. Un autentico incantamento.»
 
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