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arte contemporanea, collettiva PAOLO TONIN ARTE CONTEMPORANEA ​ Via San Tommaso 6 Torino 10122

Torino - dal 14 marzo al 26 aprile 2019

Ramella - Il mare di Omero

Ramella - Il mare di Omero
Attesa, olio su tela cm.125x180
 [Vedi la foto originale]
PAOLO TONIN ARTE CONTEMPORANEA
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Via San Tommaso 6 (10122)
+39 01119710514 , +39 01119701494 (fax)
info@toningallery.com
www.toningallery.com
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Dipinti di grandi dimensioni dai colori decisi, emozioni che sbucano dai quadri, che trovano sempre un pertugio per sgattaiolare fuori e comunicare col pubblico: il mare di Omero di Ramella è un oceano tempestoso dal segno materico e pastoso.
orario: Da lunedì a venerdì 10,30/13-14,30/19 Sabato su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 14 marzo 2019. ore 19
catalogo: in galleria. Il mare di Omero a cura di Olga Gambari
curatori: Olga Gambari
autori: Giorgio Ramella
genere: arte contemporanea, personale

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Dipinti di grandi dimensioni dai colori decisi, emozioni che sbucano dai quadri, che trovano sempre un pertugio per sgattaiolare fuori e comunicare col pubblico: il mare di Omero di Ramella è un oceano tempestoso dal segno materico e pastoso. La curatrice Olga Gambari descrive bene il “…gioco di scatole cinesi e di compresenze spazio-temporali dove domina il colore blu, la cromia per antonomasia della spiritualità e dell’inconscio, ma soprattutto il colore del mare e del cielo insieme, che costituiscono le quinte dell’Odissea”.
Ramella si è messo sulle tracce di Ulisse e l’ha seguito nelle sue peregrinazioni, ha fatto suo il viaggio augurandosi che questo durasse il più a lungo possibile, come nel poema Itaca di Constantino Kavafis: “… Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d’estate siano tanti quando nei porti – finalmente e con gioia – toccherai terra tu per la prima volta…” perché sono le esperienze di questo lungo viaggio che è la vita che rendono le sue opere così intense.
E in questo ciclo Il mare di Omero ritroviamo tracce di alcune delle opere precedenti dell’autore: dall’ombrosità dei ritratti oculari di Van Gogh alle segnature verticali dei graffiti rupestri, che si fanno anche tessuti. Stratificazioni di velature, incisioni nella pasta pittorica, pennello, spatola e colore spremuto dal tubetto. Appaiono porzioni di tela non terminate. Crepe che incrinano terre e cieli, che sono quelle degli antichi vasi greci, che, insieme alle edicole romane, sono stati ispiratori di segno e composizione, catalogo di una costellazione di scene preziose sparse come oracoli nei quadri di Ramella.Giorgio Ramella è un pittore che non smette mai di raccontare e lo fa con grande sincerità nella maniera più intima; l’Ulisse dei suoi quadri è emblema di tutta l’umanità: è carne e divinità, aspirazioni e cadute, illusione e delusione. È un uomo che è caduto e si è rialzato mille volte, abituato a struggersi per ciò che ha perso ma anche per ciò che vuole ancora conquistare per poter tornare a casa ricco di tutte le esperienze che rendo la vita meritevole di essere vissuta.

 
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