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arte contemporanea, collettiva ACCADEMIA DI BELLE ARTI ​ Via Di Ripetta 222 Roma 00186

Roma - dal 14 al 25 marzo 2019

Lucia Romualdi - Platea

Lucia Romualdi - Platea

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ACCADEMIA DI BELLE ARTI
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Via Di Ripetta 222 (00186)
+39 063227036 , +39 063218007 (fax), +39 063227025
direzionedidattica@accademiabelleartiroma.it
www.accademiabelleartiroma.it
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Installazioni multimediali, composizioni video, partiture di luci e suoni, scritture di note e di formule matematiche: Lucia Romualdi, artista attiva sulla scena italiana e internazionale dalla fine degli Anni Settanta, porta avanti un lavoro complesso, orientato all’investigazione del tempo, fra trasmutazione, smaterializzazione e continuo fluire dei corpi, dei segni, delle immagini.
orario: dal lunedì al sabato,h. 10-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 14 marzo 2019. h 18
curatori: Lýdia Pribišová
autori: Lucia Romualdi
genere: arte contemporanea, performance - happening, personale

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comunicato stampa
Installazioni multimediali, composizioni video, partiture di luci e suoni, scritture di note e di formule matematiche: Lucia Romualdi, artista attiva sulla scena italiana e internazionale dalla fine degli Anni Settanta, porta avanti un lavoro complesso, orientato all’investigazione del tempo, fra trasmutazione, smaterializzazione e continuo fluire dei corpi, dei segni, delle immagini. Metafora privilegiata è il movimento del mare: fenomeni misteriosi e affascinanti, le maree incarnano l’idea di attrazione e di distanza, di assenza e di prossimità, di eternità e di trasformazione, di imprevedibilità e di ciclicità. L’Accademia di Belle Arti di Roma, situata nell’area dell’antico Porto di Ripetta, è oggi teatro di un nuovo progetto dell’artista, realizzato in collaborazione con Studio Trisorio e Accademia dei Virtuosi al Pantheon. Sullo sfondo il ricordo del mare, nell’evocazione lontana dell’elemento acquatico e nella sfida interpretativa di un luogo storico, saturo di memorie. La mostra si concentra intorno a un’installazione site-specific, pensata per l’Aula Colleoni: lo spazio, in quanto organismo sensibile, cambia pelle e si trasforma grazie all’opera, venendone condizionato ed essendo restituito allo sguardo in forma nuova. Fissa al soffitto, l’installazione è costruita sulle strutture geometriche dell’ambiente stesso, mentre l’elaborazione di un film in bianco e nero, sortant du port, stabilisce un dialogo con il suono della lettura morse dei tabulati delle maree del porto di Kamsar, in Guinea. Solo nel giorno dell’inaugurazione, presso l’Aula Magna dell’Accademia, sarà inoltre proiettato in loop l’intero Archivio Documentario dell’artista, per offrire al pubblico un’occasione di approfondimento intorno a uno degli aspetti principali della sua ricerca. Parla di “lirismo matematico” la curatrice, Lýdia Pribišová, a proposito del suo lavoro. E spiega: “L’idea centrale dell’opera di Lucia Romualdi è il movimento del mare, l’incontro di questo elemento con l’esistenza umana. (…) Nella sua poetica si riconosce una linea di ricerca precisa, profonda e rigorosa, anche enigmatica. I suoi lavori seguono un’armonia ispirata a un criterio combinatorio, un particolare incontro tra anima e esattezza, un procedimento simile alla composizione musicale”. Lucia Romualdi collabora dagli Anni Ottanta con il compositore Franco Donatoni e con altri compositori e musicisti contemporanei, tra i quali Ivan Fedele, Fausto Sebastiani, Riccardo Giagni, Antonio Ballista, Bruno Canino, Stefano Cardi, Claudio Iacomucci e Francesco De Gregori. I suoi progetti sono stati esposti in diversi spazi pubblici con una forte connotazione storica e monumentale, dall’Aquarium Neapolitanum (1977) all’Osservatorio Astronomico a Roma (1998), da Castel dell’Ovo a Napoli (2003) alla Sinagoga di Šamorín in Slovacchia (2010), dal Museo Andersen di Roma (2010) al Maschio del Forte Michelangelo di Civitavecchia (2013), a cui si aggiungono prestigiosi musei d’arte contemporanea, dal MuHKA Museum di Anversa nel 2002 al MAXXI di Roma nel 2016. Romualdi è da sempre incline alle forme dell’arte concettuale e della multimedialità, all’incontro tra arte, musica e scienza. Una parte consistente della sua ricerca si concentra sulla cinematografia sperimentale storica: vecchi film trasformati, ripensati in quanto materia prima creativa e ridotti a simboli visivi elementari, avvalendosi anche di procedimenti tipici del montaggio cinematografico.
 
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