Elena Franco - Hospitalia. O sul significato della cura 3046 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
22/07/2019
Partecipa all'edizione 2019 di Fuori Fuoco Moak e racconta il caffè in tutte le sue forme
22/07/2019
Da Noto, in partenza per la Luna, con Photology Air
22/07/2019
Addio a Ilaria Occhini, volto gentile e notissimo di cinema, teatro e tv
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva SANTA MARIA DELLA SCALA ​ Piazza Del Duomo 2 Siena 53100

Siena - dall'undici aprile al 7 luglio 2019

Elena Franco - Hospitalia. O sul significato della cura

Elena Franco - Hospitalia. O sul significato della cura

 [Vedi la foto originale]
SANTA MARIA DELLA SCALA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Piazza Del Duomo 2 (53100)
+39 0577224811 , +39 0577224829 (fax)
infoscala@sms.comune.siena.it
www.santamariadellascala.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Hospitalia. O sul significato della cura è un progetto fotografico che parte dalle architetture degli antichi ospedali europei – vere e proprie città nella città – per aprirsi al territorio, attraverso le donazioni che, nel corso dei secoli, i benefattori hanno devoluto per la cura di questi centri dell’accoglienza
orario: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica: ore 10.00 – 19.00
Giovedì: ore 10.00-22.00
Ultimo ingresso un’ora prima l’orario di chiusura del museo
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: La mostra è compresa nel biglietto di ingresso al museo
vernissage: 11 aprile 2019. ore 18.00
ufficio stampa: CIVITA GROUP
curatori: Tiziana Bonomo
autori: Elena Franco
genere: fotografia, arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Hospitalia. O sul significato della cura è un progetto fotografico che parte dalle architetture degli antichi ospedali europei – vere e proprie città nella città – per aprirsi al territorio, attraverso le donazioni che, nel corso dei secoli, i benefattori hanno devoluto per la cura di questi centri dell’accoglienza.



La mostra presenta un progetto avviato da diversi anni e documenta edifici ospedalieri storici in un itinerario che, da Siena, attraversa Venezia, Cremona, Milano, Alessandria, Vercelli, Torino, Arles, Bourg-en-Bresse, Lione, Parigi, fino a Lessines in Belgio. Non è solo quindi una ricerca estetizzante, ma uno studio ben condotto. Gli scatti non seguono un itinerario geografico, ma sono inseriti in raggruppamenti tematici, che suggeriscono una stimolante chiave di lettura: monumentalità-bellezza, liturgia-rito, limite-legame, memoria-archivio, comunità-solidarietà, autarchia-sostenibilità, paesaggio-ambiente, riuso-trasformazione, e da essi emergono affinità e somiglianze anche in luoghi tra loro remoti.



Si tratta di un’indagine, infatti, che interroga gli edifici e gli archivi per scoprire le storie degli uomini e delle comunità che hanno costruito e gestito tali importanti monumenti sociali. Ma è anche testimonianza del viaggio che Elena Franco ha compiuto, negli ultimi sette anni, per dare un senso alla malattia e alla morte proprio in quei luoghi che sono testimoni della fragilità ma, al contempo, del senso più profondo delle nostre esistenze. E’ un approfondimento che vuole incoraggiare la riflessione sul riuso e la messa in rete di queste strutture, in Italia e all’estero, avendo già ottenuto quale risultato che, in alcuni fra i siti fotografati, si siano realizzati specifici progetti di valorizzazione. La ricerca si è tradotta in un progetto speciale de “Il Giornale dell’Architettura” e in un libro – Hospitalia. O sul significato della cura (ARTEMA 2017) – a cura di Tiziana Bonomo e con prefazione del giornalista Domenico Quirico, oltre che in alcuni approfondimenti locali, come nel caso del volume "La rinascita dell'ex ospedale di Sant'Andrea a Vercelli" (Silvana Editoriale, 2016).



Il risultato si presenta come un “glossario visivo” che restituisce alla memoria collettiva un patrimonio architettonico, artistico, medico e sociale, in modo da suggerire nuove interpretazioni per la storia comunitaria e individuale, ponendo l’accento sui meccanismi di solidarietà che sono stati per secoli alla base dell’accoglienza dei malati e dei poveri in Europa.



Elena Franco (Torino, 1973) È architetto e fotografa. Si occupa di valorizzazione urbana e territoriale. Grazie alla sua esperienza, lavora a fianco delle comunità locali con progetti di messa in rete, anche a livello internazionale, e, spesso, viene chiamata a intervenire come formatore o speaker a eventi che mirano a sostenere programmi strategici di sviluppo. La fotografia – di documentazione e ricerca – occupa gran parte della sua attività e viene spesso utilizzata nei suoi progetti, anche a supporto del lavoro di costruzione dell’identità locale e di percorsi di messa in rete di potenzialità territoriali. La sua principale ricerca fotografica “Hospitalia”, in corso dal 2012, dopo essere stata esposta e presentata in sedi istituzionali a Milano, Napoli, Vercelli, Losanna, Venezia, Firenze, Arles (FR), Lessines (BE), accompagnata da convegni e workshop ispirati dal suo lavoro, è ora un libro, a cura di Tiziana Bonomo (ARTEMA 2017). Attualmente lavora a progetti artistici focalizzati su architettura, archivi, territorio. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Scrive per Il Giornale dell’Architettura ed è autrice di articoli e saggi sui temi di sua specializzazione. Da gennaio 2016 è direttore artistico della Fondazione Arte Nova, per la valorizzazione della cultura Liberty e Art Nouveau.



Tiziana Bonomo di ArtPhotò Dal 2015 con ArtPhotò propone, organizza e cura eventi legati al mondo della fotografia intesa come linguaggio di comunicazione, espressione d’arte e occasione di dialogo e incontro.

Da giugno 2018 è rappresentante, insieme a Pierangelo Cavanna, del gruppo "operatori culturali, curatori e artisti fotografi" del tavolo della fotografia della Regione Piemonte.

La passione verso la fotografia si unisce ad una ventennale esperienza, prima nel marketing L’Oreal e poi in Lavazza come responsabile della comunicazione, di grandi progetti internazionali: dalla nascita della campagna pubblicitaria Paradiso di Lavazza nel 1995 alla progettazione, gestione e divulgazione delle edizioni dei calendari in bianco e nero con i più autorevoli fotografi della scena mondiale fra cui Helmut Newton, Ferdinando Scianna, Albert Watson, Ellen von Hunwerth, Marino Parisotto, Elliott Erwitt e i più famosi fotografi dell’agenzia Magnum.

Un periodo di consulenza nella comunicazione e poi ArtPhotò… per creare atmosfere, raccontare storie, suscitare emozioni.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram