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arte contemporanea, collettiva LAC LUGANO ARTE CULTURA ​ Piazza Bernardino Luini 6 Lugano 6900

Lugano - dall'undici maggio al 22 settembre 2019

Gertsch / Gauguin / Munch - Cut in Wood

Gertsch / Gauguin / Munch - Cut in Wood
Franz Gertsch
Natascha IV
1988
Xilografia (tre matrici: disegno, contrasto e sfondo)
232.5 x 182 cm
Esemplare a tre colori su carta giapponese
Kumohadamashi di Heizaburo Iwano,
276 x 217 cm
ea 6/7 [p.d.a. 6/7]
Collezione privata, courtesy Galleri K, Oslo
© Franz Gertsch
Foto: Dominique Uldry
 [Vedi la foto originale]
LAC LUGANO ARTE CULTURA
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Piazza Bernardino Luini 6 (6900)
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La mostra ideata dallo stesso artista e co-curata da Tobia Bezzola, direttore del museo, presenta nove monumentali incisioni di Franz Gertsch accanto a una selezione di oltre settanta xilografie di Paul Gauguin e Edvard Munch
orario: Martedì - domenica: 10:00 – 18:00
Giovedì aperto fino alle 20:00
Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 11 maggio 2019. h 18
catalogo: in galleria. edito da Kehrer
curatori: Tobia Bezzola, Franz Gertsch
autori: Paul Gauguin, Franz Gertsch, Edvard Munch
genere: arte moderna e contemporanea, disegno e grafica

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comunicato stampa
Dal 12 maggio al 22 settembre 2019 il Museo d’arte della Svizzera italiana celebra uno
degli artisti contemporanei svizzeri più significativi, Franz Gertsch. La mostra ideata dallo
stesso artista e co-curata da Tobia Bezzola, direttore del museo, presenta nove
monumentali incisioni di Franz Gertsch accanto a una selezione di oltre settanta xilografie
di Paul Gauguin e Edvard Munch.
Franz Gertsch è stato chiamato a collaborare con il Museo non solo in veste di artista ma anche
come curatore. Questo invito è stato accolto e rielaborato dall'artista con una sorprendente proposta:
quella di presentare le sue xilografie in dialogo con le opere di coloro da lui considerati maestri
assoluti dell’incisione tra Ottocento e Novecento, Paul Gauguin (1848-1903) e Edvard Munch
(1863-1944).
Sebbene questa scelta in un primo momento – per distanza storica e differenze stilistiche – possa
risultare singolare, vi sono profonde affinità tra i tre artisti, a cominciare da una comune padronanza
della tecnica xilografica e dalla volontà di testarne ed espanderne i limiti. Le xilografie di Gauguin e
Munch sono infatti opere di piccolo-medio formato, contraddistinte da linee estremamente
espressive e accesi contrasti cromatici. Le monumentali incisioni di Gertsch si presentano invece
come vaste superfici monocrome, costellate da una miriade di minuscoli punti di luce.
Come ha dichiarato lo stesso Gertsch: “[…] io mi sento vicino a Gauguin e Munch nel loro approccio
estremamente personale alla tecnica xilografica. Tutti e tre abbiamo elaborato un linguaggio molto
particolare in questa tecnica. La nostra produzione xilografica è in qualche modo unica”.
Gauguin incide i blocchi di legno con qualsiasi strumento disponibile: sgorbie, coltelli, carta vetrata,
punteruoli e li rielabora continuamente, anche in fase di stampa. Munch scompone le matrici delle
sue opere in vari pezzi utilizzando colori diversi per poi ricomporli come un puzzle e procedere con la
stampa di un’immagine a più colori in un solo passaggio. Entrambi stravolgono i canoni dell’incisione
su legno stabiliti sin dal XV secolo e lo stesso attua Gertsch quando, nel 1985, decide di sospendere
la produzione dei dipinti realisti di grande formato che lo hanno reso celebre sin dagli anni Settanta
per dedicarsi all’esplorazione della tecnica xilografica.
Come i suoi predecessori, Gertsch elabora un procedimento rivoluzionario per creare le sue incisioni
evitando del tutto la linea: l’artista incide sulla matrice una trama fittissima di punti che determina le
zone luminose e la cui modulazione permette all’immagine di delinearsi. Date la meticolosità della
tecnica e le dimensioni monumentali delle matrici, la realizzazione di ogni xilografia richiede all’incirca
un anno di lavoro. Da ogni matrice Gertsch realizza esemplari di tonalità diverse con inchiostri da lui
stesso preparati e stampati su enormi fogli di carta appositamente realizzati da un cartaio
2/11
giapponese: il risultato di questo laborioso procedimento è un insieme di opere immersive che
offrono un’esperienza visiva unica e invitano alla contemplazione.
Da un punto di vista tematico nelle opere di Gertsch, Gauguin e Munch ritroviamo un intenso
intreccio di malinconia ed eros, una visione mistica del paesaggio e della natura, intesa come fonte
primordiale di ispirazione, così come un senso di solitudine ed estraneità degli artisti rispetto alla
società.
Per tutti e tre gli artisti l’opera incisa è da intendersi come in constante dialogo con l’opera pittorica.
Nelle incisioni di Gauguin vengono immortalate quelle scene di vita quotidiana e figure femminili di
Tahiti che contraddistinguono le sue tele più celebri. Sono caratterizzate da un aspetto decisamente
più oscuro e misterioso, data la predominanza del nero e delle tonalità scure. Nelle xilografie di
Munch è possibile riconoscere alcuni dei suoi dipinti più famosi come Il bacio o Ragazze sul ponte.
Lo stesso vale per Gertsch che utilizza il medesimo archivio di immagini fotografiche come punto di
partenza sia per i suoi dipinti che per le sue incisioni.
La mostra nasce dal desiderio di celebrare la straordinaria carriera di uno dei principali esponenti
dell’arte svizzera in vista del suo 90esimo compleanno, che si inserisce nella serie di esposizioni che
il MASI quest’anno dedica alla storia dell’arte elvetica: inaugurata con il progetto dedicato al
Surrealismo svizzero, si concluderà con uno sguardo rivolto alla produzione contemporanea di più
stretta attualità, grazie alla monografica di Julian Charrière, classe 1987, prevista per il prossimo
autunno.
L’artista
Franz Gertsch nasce l’8 marzo 1930 a Mörigen. La sua formazione artistica si svolge principalmente
a Berna presso Max von Mühlenen e Hans Schwarzenbach. Nel 1969 Gertsch decide di dedicarsi a
un’arte di tipo realista iniziando a realizzare dipinti di grande formato a partire da diapositive. Nel
1972 partecipa alla Documenta 5 di Kassel dove la sua opera riscuote un grande successo. Nel
1985 l’artista sospende l’attività pittorica per dedicarsi alla creazione di xilografie monumentali
tramite una tecnica rivoluzionaria, che consiste nella creazione dell’immagine attraverso una miriade
di minuscoli punti incisi sulla matrice. Gertsch riprende a dipingere nel 1994 e da allora alterna la
produzione di dipinti e xilografie dedicati ai soggetti esplorati nel corso della sua carriera: vedute
della natura, motivi vegetali, scene di gruppo e ritratti.
Il catalogo
Il catalogo della mostra, edito da Kehrer, contiene riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, testi
di Tobia Bezzola (direttore del MASI), Gerd Woll (per anni capo curatrice del Museo Munch di Oslo) e
una conversazione tra Franz Gertsch e Gerd Woll che esplora il rapporto dell’artista con la tecnica
xilografica. Disponibile in edizione italiana, tedesca e inglese.
La mediazione culturale
Oltre alle consuete visite guidate gratuite che si svolgono ogni domenica alle 11:00, sono previste
per tutta la durata della mostra numerose attività di mediazione culturale volte a favorire la fruizione
da parte del pubblico e a trasformare la visita in un’esperienza arricchente ed emozionante.
Il programma è disponibile sul sito www.edu.luganolac.ch.
Programma espositivo
Nel 2019 il MASI è impegnato in importanti progetti con musei e artisti svizzeri e internazionali.
A fianco della mostra Gertsch-Gauguin-Munch. Cut in wood, il museo presenta, assieme all’Aargauer
Kunsthaus, un’esposizione dedicata al surrealismo in Svizzera (Surrealismo Svizzera); in
collaborazione con il Museo nazionale svizzero di Zurigo e l’Ufficio federale della cultura, una grande
esposizione dedicata alla collezione della Fondazione Gottfried Keller con capolavori di Hodler,
Segantini e Giacometti. Seguirà Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini, un progetto
espositivo che ruota attorno all’eccezionale presenza del trittico La Natura, La Vita, La Morte di
3/11
Giovanni Segantini, mettendolo in relazione con una selezione di opere delle raccolte del MASI. Il
Museo presenterà poi lil giovane artista svizzero Julian Charrière, con il progetto interdisciplinare
Towards No Earthly Pole, e il fotografo americano William Wegman, del quale ospiterà la prima tappa
europea del suo ultimo progetto Being Human.
Esposizioni in corso
Surrealismo in Svizzera
LAC, fino al 16.06.2019
Hodler-Segantini-Giacometti
Capolavori della Fondazione Gottfried Keller
LAC, fino al 28.07.2019
A Collection in Progress. Nature is what we see
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 29.03 al 16.06.2019
Prossime esposizioni
Sublime. Luce e paesaggio intorno a Giovanni Segantini
LAC, dal 25.08 al 10.11.2019
William Wegman: Being Human
LAC, dal 08.09.2019 al 05.01.2020
Marisa Merz
Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, dal 22.09.2019 al 12.01.2020
Julian Charrière
Towards No Earthly Pole
LAC, dal 27.10.2019 al 14.03.2020
MASI Lugano
Il Museo d'arte della Svizzera italiana, diretto dal Dr. Tobia Bezzola, appartiene al ristretto gruppo di
musei d'arte in Svizzera capaci di attrarre oltre 100'000 visitatori annui e si posiziona, fin dalla sua
creazione, come crocevia culturale tra il Nord e il Sud delle Alpi. Grazie ad una ricca offerta espositiva
di mostre temporanee e allestimenti della Collezione, rinnovati ciclicamente, il Museo offre un vasto
programma di attività dedicate ai visitatori di ogni età nelle sue due sedi espositive: quella più
recente, cuore pulsante del centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura, e quella storica di Palazzo
Reali, che riaprirà nell'autunno 2019 a seguito di un'importante ristrutturazione.Alle due sedi del
MASI si aggiunge la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati, aperta al pubblico in due periodi dell’anno.
Incluso tra i 13 musei svizzeri sostenuti dall’Ufficio federale della cultura per il quinquennio 2018-
2022, il MASI è parte di "Art Museums of Switzerland", il gruppo di musei d'arte selezionato da
Svizzera Turismo come veicolo di promozione turistica nel mondo. Partner principale del MASI
Lugano è Credit Suisse, che conferma il suo storico impegno in favore dell’arte a Lugano
 
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