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arte contemporanea, collettiva AXRT CONTEMPORARY GALLERY ​ via Mancini 19 Avellino 83100

Avellino - dal 16 maggio al 16 giugno 2019

Caroline Geys / Brian Murphy - Geometry Traces - Journey lines - Linee di Viaggio

Caroline Geys / Brian Murphy - Geometry Traces - Journey lines - Linee di Viaggio

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AXRT CONTEMPORARY GALLERY
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Via Mancini 19 (83100)
+39 335.5819837
info@axrtgallery.com
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Siamo lieti di presentare, presso la nostra galleria, la mostra internazionale di due artisti statunitensi che arrivano direttamente dalla città di Los Angeles, attualmente capitale dell'Arte Contemporanea a livello mondiale.
orario: dal martedì al venerdì ore 17-20, sabato e domenica ore 10-13 e 18-20.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 16 maggio 2019. ore 18.30
curatori: Anna Dusi
autori: Caroline Geys, Brian D. Murphy
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Caroline Geys e Brian Murphy due entità diverse ma con lo stesso comune denominatore, L’astratto. Una visione che contrasta, incuriosisce l’immaginario. Tracce Geometriche è il titolo del lavoro creato esclusivamente per la mostra alla galleria AXRT Contemporary Gallery di Avellino. Il lavoro di Caroline e Brian è stato quello di tracciare dei percorsi legati al luogo di nascita, al viaggio quotidiano tra passato e presente. Tracce per ricordare dove siamo stati, dove stiamo andando. Una mappa metaforica sul ”viaggio". Caroline adotta un approccio rigoroso, che la conduce a realizzare eleganti composizioni astratto-geometriche basate sulle possibilità espressive di forme e colori. Emerge una precisa volontà dell’artista di servirsi esclusivamente del linguaggio astratto per indagare e decodificare il reale, riservando una grande attenzione ai rapporti cromatici e formali. Il suo è uno sguardo di meraviglia, di accettazione, di struggente empatia di fronte alla perfezione dello spazio che interpreta con cura nella composizione. Predilige realizzare soggetti bidimensionali, piatti e dai colori vibranti. Il colore è un elemento centrale, mentre la geometria delle forme viene solcata da linee e sovrapposizioni cromatiche con campi indefiniti, a superfici in cui il colore tende alla monocromia rendendo marginale la logica delle linee e delle composizioni. Brian racconta l’importanza del segno e della sua diretta esperienza nel dare forma al ricordo vivido del passato nel presente: una linea, una macchia, un frammento che nascono da ciò che pare assopito nelle nostre anime insieme a quello che ci perseguita nello spazio. La composizione geometrica si fonda su di un gioco di presenze e di assenze. Brian definisce un lessico in cui la composizione segnica e l’espressività emotiva propria del “dipingere” si fondano in vari strati.
Col suo gesto pone l’equilibrio dell’insieme in uno stato di vibrante tensione che cerca di accogliere, nel tempo, il flusso delle frequenze complessive della forma, che si sviluppa quasi per istanti ed espressività. Ogni scansione pittorica presentata dall’artista, delinea campi di certezza ed evanescenza, di trasparenza e di solidità, di logica precisa e di libertà emotiva sempre capaci di accogliere, nell’insieme, una musicalità impalpabile fatta di equilibri e delle loro fratture improvvise. Nella visione di questo viaggio pittorico, Caroline e Brian manifestano con tutta la semplice complessità dell’ambiguo un dialogo degli opposti, dove il clamore del colore sa spegnersi e bilanciarsi nella profondità silenziosa e assoluta della superficie lasciata libera. Tra evidenze marcate e pronunciamenti impercettibili dell’apparire, prosegue nella poetica pittorica filosoficamente impegnata, quanto profondamente aperta all’immaginazione dello sguardo dello spettatore.

Anna Dusi
Curatrice
 
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