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arte contemporanea, collettiva PAN - PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI - PALAZZO ROCCELLA ​ Via Dei Mille 60 Napoli 80121

Napoli - dal 16 maggio al 3 giugno 2019

Lucia Gangheri - Syn-Essenza

Lucia Gangheri - Syn-Essenza

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PAN - PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI - PALAZZO ROCCELLA
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Via Dei Mille 60 (80121)
+39 0817958600
pan@comune.napoli.it
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In mostra lavori inediti realizzati in PVC e acrilico, accompagnati da 10 disegni tratti dal libro d’artista “Di-segnare” edito da EffEErrE
biglietti: free admittance
vernissage: 16 maggio 2019. h 17.30
catalogo: in galleria. EffEErre (Franco Riccardo Arti Visive)
curatori: Simona Zamparelli
autori: Lucia Gangheri
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Accostare un pittore,come succede per ogni artista,richiede di collocarsi davanti alla sua
opera, valutarne il risultato, ascoltare l’emozione che essa trasmette e reciderne i fili che la
legano all’individualità privata dell’autore perché quei legami possono essere fuorvianti.
Nel caso di Lucia Gangheri,tale separazione diventa difficile. Le matrici pittoriche della sua
opera, infatti, sono così immedesimate con la sua esperienza umana e con l’ambiente
circostante, che la fruizione del suo lavoro è consentita solo a chi tenga presente la vita
esistenziale e creativa dell’autore. Intitolata “Syn-Essenza”, la personale, che sarà
inaugurata, giovedì 16 maggio ore 17,30 alla Sala Foyer del Pan in via dei Mille 60 a
Napoli, curata da Simona Zamparelli, presentata dal critico Gabriele Perretta e organizzata
in collaborazione con Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli,
visitabile fino al 3 giugno, presenta una molteplicità linguistica attraverso 28 opere in
dialogo armonico tra natura e artificio, tra essere dell’opera ed essere appartenenza. Tutti
lavori inediti realizzati in PVC e acrilico,testimonianza della sua continua ricerca
sperimentale sono accompagnati da 10 disegni tratti dal suo libro d’artista “Di-segnare”
edito da EffEErrE presentato lo scorso anno. L’usufruitore delle opere è “costretto” a volte
ad immaginare tante figure,animali e cose appena accennate che lo portano a riflettere
sul sentimento della natura con le sue forze primordiali ed in costante mutamento. Il
movimento inteso quale principio costitutivo di tutte le cose del mondo e motivi mitico-
psichico-spirituale in un incontro cui forse non è estraneo il suggerimento della cultura
orientale. “Lucia Gangheri-scrive Zamparelli- ha realizzato un corpus di lavori frutto della
sperimentazione di sé stessa attraverso il simbolo esemplare della vita, della nascita, del
mistero riflesso di una porzione di realtà svelata solo attraverso l’estetica….“Gangheri,
intende donare la bellezza, la purezza, la sessualità, attraverso i suoi fiori, gli animali, la
realtà per ritrovare la natura delle cose ed il distacco dalle stesse per riscoprire la sua
essenza, un processo che passa in obbligo dalla forma ed arriva al fine ultimo: la nostra
natura. “Come l’acqua che agita i miei pensieri,-spiega l’artista - ogni piccola onda prende
forma e dalla parte più profonda della mia mente, la mano senza intoppo fluida e senza
meta, si muove ondeggiando, seguendo il lieve scorrere del mio pensiero e il segno come
un fiore si dischiude.Ogni segno come un petalo si apre e prende forma più svariata e

tratto dopo tratto il segno si dichiara. Parla della sua volontà e del suo essere al di qua di
questo spazio-tempo relativo e contemporaneamente è nel suo spazio-tempo non
relativo”.Il suo lavoro costituisce un tentativo di ricostruire relazioni invisibili che legano le
persone ai luoghi e agli altri individui in uno scambio continuo tra mappatura geografica e
mappatura simbolica. Paesaggi dove corpo e mente si incontrano nel loro transito
temporale. Mente e corpo, artificiale e naturale sono i temi principali della sua ricerca
attraverso fenomeni legati alla percezione e processi cerebrali che permettono di
mantenere il ricordo delle esperienze, registrazioni di ricordi visivi che danno vita a
complesse sintesi astratte in un senso e figurative in un altro. “Nell’opera della Gangheri,-
scrive Perretta- il ritorno della pittura all’ambiente natura è inteso come la banalizzazione delle
funzioni e del linguaggio della pittura. Se uno dei principali meriti del ciclo pittorico e disegnativo di
L. Gangheri è quello di ricordare le differenti specificità di immagine naturale e pratica mediale, in
un periodo in cui le due espressioni rischiano di essere confuse o appiattite in un unico senso, un
altro è dato dalla modalità rigorosa, per riferimenti, lessico, indagini, con la quale i differenti segni
sono stati trattati offrendo, in particolare, la formulazione di diversi possibili paradigmi di riferimento
per muoversi all’interno del vasto orizzonte di queste icone distinte, ma non separate. Il ciclo
gangheriano rinuncia,infatti, a ridurre il fenomeno della pratica pittorica a una formulazione
generica, magari di facile fruibilità ma di scarsa utilità e corrispondenza alla realtà, affrontando la
complessità dello stile da prospettive differenti per approcci, riferimenti epistemologici, finalità e
interessi, offrendo così un lavoro nel complesso sostanzialmente inedito seppur su di una pratica
assai considerata.”
La serata inaugurale sarà accompagnata dall’intervento teatrale dell’attore Rosario D’Angelo che
interpreterà “Seminomena, la parte immateriale del segno“. La mostra è corredata da un nuovo
catalogo ragionato edizioni EffEErre (Franco Riccardo Arti Visive) con testi di Simona Zamparelli
e Gabriele Perretta …
 
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