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arte contemporanea, collettiva GALLERIA PUCCINI ​ Via Lazzaro Bernabei 39 Ancona 60121

Ancona - dal 25 maggio al 9 giugno 2019

Maurizio Azzoguidi - Ancona la città della luce

Maurizio Azzoguidi - Ancona la città della luce
Ancona vista da via Cialdini
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA PUCCINI
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Via Lazzaro Bernabei 39 (60121)
galleria.puccini@gmail.com
www.galleriapuccini.it
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Maurizio Azzoguidi è un paesaggista di vedute urbane e presenta un viaggio nel cuore di Ancona svelando, fin dalle prime opere, che la protagonista assoluta delle sue tele è la luce, fin quasi a considerare il soggetto dipinto un pretesto per poter intessere nella trama ombre e chiarori.
orario: da martedì a domenica ore 17,30-19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 maggio 2019. ore 18,30
curatori: Tiziana Torcoletti -Galleria Puccini
autori: Maurizio Azzoguidi
patrocini: Comune di Ancona
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Maurizio Azzoguidi, anconetano nato a Vercelli, è un paesaggista di vedute urbane. Un pittore dalla tecnica classica, olio su tela, che è passato nel tempo dall' en plein air sperimentato grazie al suo maestro Reno Fabretti, alla riproduzione in studio basata su foto. Un paesaggismo il suo che “non omette niente” facendo dei dettagli cittadini come i cartelli stradali, le automobili, i passanti indaffarati le vere attrazioni delle sue opere vive e brulicanti.

Per la Galleria Puccini, Azzoguidi presenta un viaggio nel cuore di Ancona svelando, fin dalle prime opere, che la protagonista assoluta delle sue tele è la luce, fin quasi a considerare il soggetto dipinto un pretesto per poter intessere nella trama ombre e chiarori. Una luce tersa che vibra nelle “zebrature” impresse sulle strade, pensata per poter saturare i colori fino a fonderli con la realtà. Una luminosità, per lo più, meridiana che può disvelare tutto il campo visivo e che solo in rare eccezioni lascia il posto agli ultimi raggi del tramonto, alla foschia, allo smog. Il nesso con le ricerche coloristiche degli Impressionisti è evidente, ma nella memoria pittorica di Azzoguidi trovano posto anche i Macchiaioli toscani, soprattutto per quel colore dato a macchie più che a singole pennellate, e il realismo americano di Hopper che guida lo sguardo cittadino sulla resa tanto degli edifici quanto delle lunghe strade.

In questa serie, le vedute celebrative dei monumenti e i panorami da cartolina cedono il passo a istantanee di vita vera: un caotico incrocio che svela, sullo sfondo, l'imponente teatro cittadino; una briosa mattina in centro animata dagli zampilli della fontana dei Cavalli in Piazza Roma; un raggio di sole che sbuca dalle fronde dei tigli del Viale con tanto di auto al centro dell'inquadratura e una primaverile passeggiata mattutina all'ombra della statua di Cavour che ci da le spalle. Visioni che riproducono i mille volti di Ancona creando tante piccole città che si ricombinano nell'identità dorica solo in uno sgardo d'insieme. A queste prospettive quotidiane, alle quali si fondono i dettagli del tessuto urbano, si intreccia il mondo dei “flessi e riflessi”: ad un'occhio attento, infatti, non può sfuggire la profusione di riflessi annidati nei vetri, nelle portiere e negli specchietti delle tante auto che affollano le tele e neppure passeranno inosservati i tocchi di luce che scintillano e rimano tra loro dalle finestre più remote. Il mondo flessuoso delle carrozzerie metalliche diventa il vero divertissement dell'autore, la sua firma indelebile nella distesa di facciate e asfalto: l'opportunità di distorcere le sue prospettive impeccabili seguendo liquide linee curve.

Un omaggio alla città di Ancona realizzato da un cittadino autentico animato da uno sguardo limpido e benevolo che sa cogliere centri nevralgici e vedute periferiche senza perdere di intensità. Una carrellata di opere che permette allo spettatore di ingaggiare, senza fatica, anche grazie alla prospettiva a altezza uomo, una sorta di “caccia alla via” che presto si trasforma in un'accurata analisi dei mille dettagli. In questo gioco un posto di rilievo ha un esperimento luministico condotto sulla scia delle vedute della Cattedrale di Rouen di Claude Monet: tetti e scorci di facciate che si snodano fino al Duomo di San Ciriaco sono raffrontate alle prime luci del mattino e al tramonto, traducendo in tocchi di luce la città dove sorge e tramonta il sole. (Nicoletta Rosetti)

 
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