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arte contemporanea, collettiva HAUS DER KUNST ​ Via Paolo Gili 4 Palermo 90138

Palermo - dal 24 maggio al 5 giugno 2019

Franca Scholz - Unsteady State

Franca Scholz - Unsteady State
Franca Scholz, Unsteady State, still da video, 2018
 [Vedi la foto originale]
HAUS DER KUNST
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Via Paolo Gili 4 (90138)
Cantieri Culturali Alla Zisa
+39 3404612219 , +39 3207629396
duesseldorfpalermo@gmail.com
www.duesseldorfpalermo.com
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Mostra personale dell'artista tedesca Franca Scholz, esito della residenza d'artista Düsseldorf-Palermo a Palermo nell'Ottobre 2018.
orario: dal 30 maggio al 5 giugno ore 18-21
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 maggio 2019. ore 18
autori: Franca Scholz
patrocini: in collaborazione con Sicilia Queer Filmfest 2019
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Un mese a Palermo, ottobre, nell’anno di Manifesta XII e di Capitale Italiana della Cultura, Franca Scholz l’ha trascorso sulla soglia, sul crinale dei luoghi, rimbalzando nella frenesia della città, tra mostre e eventi e l’inevitabile apatia che deriva dalla grande abbuffata. Invitata dal Verein Düsseldorf Palermo e. V. e dal Kulturamt della città di Düsseldorf, l’artista tedesca ha vissuto la città nel suo momento di massima espressività, poco prima della chiusura del sipario. Nelle opere prodotte a Palermo durante la residenza l’artista sembra guardare e focalizzare la propria attenzione proprio su quello che si cela dietro il sipario, nel momento in cui l’esterno inizia ad diradarsi e l’interno si svela negli elementi che lo compongono. L’interieur è la base della poetica di Scholz, sia quello fisico, l’interno dell’appartamento che l’ha ospitata per un mese, che quello legato alla sfera privata delle emozioni. Sono due sfere che si sovrappongono e si scambiano a vicenda i ruoli, come nel video Unsteady State in cui l’occhio della telecamera, indugia sugli elementi che portano le tracce della presenza dell’artista. Le mensole del bagno, il tavolo della cucina, il letto, tutto è disfatto e lasciato in disordine. Mentre le immagini scorrono i pensieri dell’artista scorrono con esse, si sovrappongono in testi intimi, non connessi tra di loro. Frammenti di flussi di coscienza che a loro volta si accostano e si differenziano nel formato del carattere, a volte così piccolo da non permetterne la lettura. Sembrano monologhi bisbigliati nel silenzio di una casa vuota, come se le tracce lasciate nella casa portassero il ricordo di pensieri sparsi effettuati alla presenza degli oggetti inquadrati. Altri frammenti di pensiero ritornano nella serie di opere su tessuto It‘s for the soft baby butts, presentate come drappi. In queste i pensieri sono più brevi, simili a slogan intimi, motti personali, come note veloci raccolte durante il giorno. Sembrano frasi che rimbombano nella testa di chi le formula, ripetute all’infinito alla ricerca di un senso, o di un codice segreto che ne sveli un significato arcano. In realtà il significato sembra esaurirsi nell’importanza del banale, in quei pensieri veloci destinati a perdersi nella frenesia quotidiana.
 
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