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arte contemporanea, collettiva COLLEZIONE ROBERTO CASAMONTI ​ Piazza Di Santa Trinita 1 Firenze 50123

Firenze - dal 23 al 26 maggio 2019

Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo

Dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo

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COLLEZIONE ROBERTO CASAMONTI
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Piazza Di Santa Trinita 1 (50123)
+39 055602030
info@collezionerobertocasamonti.com
www.collezionerobertocasamonti.com
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La Collezione Roberto Casamonti allestita al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, storico edificio capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, si rinnova totalmente con l’obiettivo di presentare e mettere a disposizione dei visitatori il fior fiore dell’ampia Collezione personale, raccolta dal noto gallerista fiorentino in 40 anni di appassionate ricerche
orario: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica dalle ore 11.30 alle ore 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 23 maggio 2019. su invito
ufficio stampa: STUDIO ESSECI, DAVIS & CO.
note: Vernice per la Stampa: 23 maggio 2019, ore 11
genere: arte contemporanea

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comunicato stampa
Aperta al pubblico il 25 marzo dello scorso anno, la Collezione Casamonti allestita al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, storico edificio capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, si rinnova totalmente.

E’ il rinnovo programmato ed annunciato da Roberto Casamonti già al momento dell’apertura al pubblico. Con l’obiettivo di presentare e mettere a disposizione dei visitatori il fior fiore dell’ampia Collezione personale, raccolta dal noto gallerista fiorentino in 40 anni di appassionate ricerche.
Nel primo anno di apertura ad essere esposti in palazzo Salimbeni sono stati i capolavori della prima metà del Novecento, accolti con notevolissimo interesse da pubblico e critica. Ad essere rivelata è ora l’arte della seconda parte del secolo e le proposte si confermano all’altezza delle maggiori istituzioni museali attive in questo ambito.

L’elenco degli artisti qui presenti è da manuale. Volendo individuarli per movimenti, si inizia con l’Arte Povera da Penone, Ceroli, Zorio, Merz, Pistoletto, Kounellis, Gilardi, Boetti, Calzolari fino ad arrivare a Pascali. Mentre Biasi, Colombo e Bury, testimoniano l’Arte Cinetica o Programmata. Agnetti e Paolini, l’Arte Concettuale.
Per il Nouveau Réalisme la scelta è caduta su Cesar, Arman, Spoerri, Klein, Hains, Christo, mentre Nam June Paik e Chiari testimoniano il movimento Fluxus. Poi la cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo con Schifano, Angeli, Festa, Tacchi, Mambor e Lombardo; la Land Art con Long e Christo; il New Dada con Rauschenberg e Dine.
Gilbert&George, Ontani, Marina Abramovic, Vanessa Beecroft interpretano la Body Art, opere affiancate dal video di Bill Viola; mentre in riferimento alla Pop e Graffiti Art sono presenti Andy Warhol, Keith Haring e Basquiat.
Il movimento della Transavanguardia è documentato da Paladino, Clemente, De Maria e Chia.
Con loro la Collezione propone una sequenza non meno spettacolare di altri interpreti: da Melotti, Pomodoro, De Dominicis, Parmiggiani, Adami, Marca-relli, Uncini, Cattelan, Isgrò. Tra i grandi dell’arte internazionale ricordiamo opere di: Mirò, Tàpies, Uecker, Kiefer, Kapoor, Cragg.

Il livello che connota la Collezione è sempre e comunque personale. Roberto Casamonti nel proporre questa sua seconda finestra sull’arte, così come è stato per la prima parte, non si è posto un obiettivo museale, di precisa e completa documentazione storico-artistica, obiettivo per altro impossibile. Ha scelto, selezionato, individuato, artisti e opere di suo personale interesse.


Ad essere qui proposta è una sorta di storia dell’arte del secondo Novecento “secondo Casamonti”, in cui il collezionista racconta i suoi personali gusti e valori, questa specificità garantisce alla Collezione un valore aggiunto. Trattandosi di un collezionista del livello e della competenza di Roberto Casamonti, questa “discrezionalità” di scelta, diventa realmente un valore. Nel racconto di mezzo secolo d’arte, essa ci riconduce a visioni e passioni, storie e amicizie che hanno tracciato la lunga storia del gallerista e del collezionista.

L’auspicio di Roberto Casamonti è che il successo ottenuto con la prima parte della Collezione - incentrata sulla linea evolutiva del Novecento che dal figurativo arriva al linguaggio astratto - possa continuare anche per questa seconda sezione, in cui si analizzano i profondi cambiamenti dell’arte contemporanea e i suoi esiti di stampo concettuale.
 
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