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arte contemporanea, collettiva FOTOTECA SIRACUSANA ​ Largo Empedocle 9 Siracusa 96100

Siracusa - dal 2 al 13 luglio 2019

Estate fotografia 2019

Estate fotografia 2019
barOcco-65_C&Ph_Ordioni
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FOTOTECA SIRACUSANA
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Largo Empedocle 9 (96100)
+39 347 4218241
fototecasr@gmail.com
www.fototecasiracusana.com/
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Claire e Philippe Ordioni, francesi, sono padre e figlia che presentano 'Photographies barOques', una serie di personaggi freak ispirati ad opere della letteratura classica di fantascienza. Montserrat Diaz, spagnola, propone 'Tierra madre y otros': surreale lavoro sulla materia dei sogni.
orario: da martedì' a sabato ore 17:00-20:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 2 luglio 2019. ore 19:00
catalogo: Edizione a cura di Fototeca Siracusana, pp. 52, € 6,00
curatori: Massimo Gurciullo, Salvatore Zito
autori: Montserrat Diaz, Claire Ordioni, Philippe Ordioni
genere: fotografia, doppia personale

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comunicato stampa
L’idea di organizzare una rassegna di autori di fotografia, giunta alla sua terza edizione, nasce tra le mura di Fototeca Siracusana, spazio nel quale confluiscono le idee e le esperienze di molti appassionati. Il titolo della rassegna, ‘Estate Fotografia 2019’, non tragga in inganno e non liberi suggestioni di leggerezza tipiche del periodo estivo: dietro l’organizzazione della rassegna c’è il lavoro costante ed entusiasta di chi ama la fotografia e segue le articolazioni, il lavoro e gli sviluppi stilistici di autori italiani e internazionali. ‘Estate Fotografia 2019’, pur innestandosi nella vastità delle rassegne fotografiche che affollano la scena della comunicazione fotografica, intende distinguersi per l’ampiezza della sua attenzione verso autori che attraverso una molteplicità di linguaggi, stili, attitudini, concorrono ad arricchire una disciplina artistica che trova linfa nell’accogliere ogni esperienza e in cui l’osservatore può coglierne l’evoluzione. La fotografia è un medium, un mezzo che consente di appropriarsi dello spirito del tempo, delle sue contraddizioni, dei delicati momenti dei cambiamenti socio-economici, ma è anche una finestra aperta sullo sconosciuto, su quanto non sappiamo; né su noi, raccontando i turbamenti del profondo, né sul Mondo, attestando con sempre più forza la vocazione del reportage. Poi, nello scatto libero a cui ci ha abituati, la fotografia è anche fine art, è la libera espressione artistica e creativa degli autori che, in forza del proprio registro stilistico, vedono per noi, esprimono per noi, realtà ora oggettive ora surreali che hanno il potere di scuoterci toccando la nostra sensibilità. In questo senso la proposta di ‘Estate Fotografia 2019’, ospitando progetti di fotografi molto diversi per genere e inclinazione, si articola nella direzione di un particolarismo di qualità in cui fotografia sociale, documentaristica, surreale concorrono a tessere la trama delle possibili interpretazioni e dei molteplici linguaggi presenti nella comunicazione visiva contemporanea. Lo stile diventa linguaggio; e il linguaggio diventa forma, paradigma visuale e intellettivo che chiama a una sua decodifica; e tutto diventa memoria. László Moholy-Nagy, grande fotografo ungherese ed esponente del Bauhaus, già nel 1923 affermava che «non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l’analfabeta del futuro». A distanza di quasi un secolo molte cose sono cambiate, le espressioni artistiche, dalle più tradizionali alle più complesse agitano il mondo della comunicazione, la divulgazione e la circolazione delle esperienze è abbreviata dalla velocità di fruizione offerta dal Web dove le immagini si impongono all’attenzione. Tuttavia questo pone un problema. I miliardi di fotografie che ogni giorno si riversano sulla Rete ci pongono di fronte un quesito relativo al nostro grado di educazione visiva, che si addensa davanti a una domanda: cosa vediamo quando vediamo una fotografia? Conosciamo i suoi segni? Comprendiamo le sue ambiguità? Cogliamo i suoi interrogativi? Il linguaggio della fotografia è multiforme, sfuggente, allusivo per poterlo incastrare dentro una definizione che metta tutti d’accordo. Ecco che le rassegne fotografiche, i festival, gli incontri e le mostre divengono luoghi naturali della maturazione della conoscenza, spazi della consapevolezza. Con ‘Estate Fotografia 2019’ Fototeca Siracusana si inserisce di diritto tra gli organismi che, rifuggendo dalla transitorietà dell’evento, promuovono la conoscenza di fotografi artisti il cui linguaggio è destinato a lasciare un’impronta incisiva, come una voce che reclama d’essere ascoltata, come un segno che pretende d’essere osservato. E noi osserviamo i progetti dei fotografi ospiti di questa edizione, lasciandoci trafiggere dagli struggenti tableau vivant barocchi di Claire e Philippe Ordioni; emozionandoci davanti alle rigorose visioni di Montserrat Diaz, scoprendo realtà umane nei reportage di Mahmoud Issa, Souryene Ramaget, Giorgio Papadopoulos, Vyacheslav Teschner e Anton Malinovskiy; addentrandoci nelle intime narrazioni di Lily Zoumpouli; penetrando la mistica inquietante e seducente di Turi Avola; inoltrandoci nel mistero buio come luce di Ksenia Petrovska. Voci diverse, stili diversi, tematiche diverse ma tutto, ogni singola sensibilità, contribuisce ad arricchire il lessico fotografico, una lingua inesauribile. ‘Estate Fotografia 2019’ propone alcune tra voci più rappresentative di una fotografia in costante evoluzione, fluida, magmatica, ribollente di creatività per offrirle alla nostra attenta fruizione. Con leggerezza, come si addice alle cose importanti.
Giuseppe Cicozzetti
 
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