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arte contemporanea, collettiva MUSEO D'ARTE ORIENTALE EDOARDO CHIOSSONE ​ Piazzale Giuseppe Mazzini 4 Genova 16122

Genova - dal 15 aprile al 30 ottobre 2005

Acqua Fuoco Luce Fiori

Acqua Fuoco Luce Fiori
MUSEO D'ARTE ORIENTALE EDOARDO CHIOSSONE
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Piazzale Giuseppe Mazzini 4 (16122)
+39 010542285 , +39 010580526 (fax)
museochiossone@comune.genova.it
www.museochiossonegenova.it
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Bronzi Cinesi e Giapponesi dall’Antichità al XIX Secolo
orario: dal martedì al venerdì, ore 9.00 – 19.00; sabato e domenica, ore 10.00 – 19.00. Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: valido per tutte le esposizioni (Palazzo Ducale e Museo Chiossone): euro 7,00 intero, euro 6,00 ridotto, euro 2,50 scuole
vernissage: 15 aprile 2005.
editore: SKIRA
curatori: Donatella Failla
genere: arte antica, collettiva, arte moderna

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comunicato stampa
Il bronzo, che dà nome a un’epoca arcaica della civiltà umana, fu il primo materiale metallico ad essere impiegato nella forgiatura delle armi. Per questo, in tutte le civiltà, è simbolo della forza militare. In Cina, fin dal secondo millennio avanti Cristo, il bronzo servì non soltanto a forgiare armi, bensì fu impiegato nella produzione di magnifici apparati usati nei rituali imperiali di propiziazione delle potenze celesti, terrestri e naturali: contenitori e vasi per le libagioni sacre d’acqua e vino, per le offerte di cereali e cibi cotti e in tempi successivi, con la liturgia buddhista, per l’apparecchiatura degli altari con luce di lampade o candele, con vasi da fiori, con incensieri e bruciaprofumi.
I primi vasi rituali in bronzo furono fusi in Cina attorno al 1700 a.C., riproducendo modelli in terracotta delle epoche precedenti. Le forme e le decorazioni di questi vasi arcaici furono trasformate nel corso dei secoli: e mentre nuovi modelli venivano creati per nuove esigenze, l’impiego dei bronzi rituale veniva progressivamente modificato. Il collezionismo dei bronzi arcaici negli ambienti imperiali e tra i letterati, sorto fin dall’antichità, influì sensibilmente su queste trasformazioni, sia formali sia simboliche, costituendo un importante corpus di sapere antiquariale e stimolando fin dall’XI secolo la pubblicazione di cataloghi illustrati di celebri collezioni storiche. Durante il Medioevo, questo sapere e questo speciale gusto collezionistico furono trasmessi al Giappone, generando nuove interessanti trasformazioni di forma e significato, legate allo sviluppo della Via del Tè (chanoyu) e dell’arte di comporre i fiori (ikebana).
La mostra, allestita nelle Gallerie Terza e Quarta del Museo Chiossone, offre una selezione di oltre 270 pezzi, scelti dalla vasta collezione di 1800 bronzi cinesi e giapponesi, tutti collezionati in Giappone dall’incisore genovese Edoardo Chiossone (1833-1898). Questa selezione dà ampia testimonianza delle tradizioni e dell’evoluzione tecnica e stilistica della lavorazione artistica del bronzo e dei metalli in Cina e in Giappone nel corso di circa 4000 anni, dal secondo millennio avanti Cristo al tardo XIX secolo. L’ordinamento espositivo è stato studiato appositamente per mostrare come da forme cinesi “capostipiti” siano state eleborate numerosissime forme derivate, ottenute soprattutto manipolando la volumetria e alterando le proporzioni degli elementi strutturali.
Circonfusi di uno speciale, antichissimo alone di magnificenza, nobiltà e solennità, portatori di un carisma estetico “classico” e intramontabile, i bronzi cinesi e giapponesi di tutte le epoche manifestano la profonda energia della materia metallica, trasformata e potenziata dalla creatività dello spirito.
 
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