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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MAGNANI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 29 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 27 maggio al 18 settembre 2005

Antonio Ligabue
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PALAZZO MAGNANI
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Corso Giuseppe Garibaldi 29 (42100)
+39 0522454437 , +39 0522444436 (fax)
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it.
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la più vasta e importante mostra antologica, mai realizzata, dedicata ad Antonio Ligabue, nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa
orario: 10-13 e 15-19, chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Euro 7 intero; Euro 5 ridotto; Euro 2 studenti
vernissage: 27 maggio 2005.
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
curatori: Sergio Negri, Sandro Parmiggiani
autori: Antonio Ligabue
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 28 maggio al 28 agosto, cento dipinti, trenta opere su carta e cinquanta terrecotte ricostruiranno l’intero percorso creativo dell’artista nato in Svizzera, ma che ventenne arrivò a Gualtieri, vivendo il resto dei suoi giorni nella Bassa reggiana.


Dal 28 maggio al 28 agosto 2005, nelle due sedi di Palazzo Magnani a Reggio Emilia e di Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (RE), si terrà la più vasta e importante mostra antologica, mai realizzata, dedicata ad Antonio Ligabue, nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa, avvenuta il 27 maggio 1965.
Promossa dalla Provincia di Reggio Emilia e dal Comune di Gualtieri, con il contributo degli sponsor istituzionali, Fondazione Pietro Manodori e CCPL Reggio Emilia, l’esposizione propone, in Palazzo Magnani, una scelta di cento dipinti, tra cui molti di grandi dimensioni, e a Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri (RE), un'ampia selezione di opere su carta, tra cui trenta disegni e incisioni originali - nella tiratura firmata dall'artista - oltre a più di cinquanta terrecotte, che documentano in modo esaustivo tutto il percorso creativo dell’artista emiliano.
Curata da Sergio Negri e Sandro Parmiggiani, la mostra sottolineerà il grande valore di Ligabue nell'àmbito dell'arte italiana ed europea, al di là della fuorviante definizione di "naïf" che l'ha troppo a lungo accompagnato e ne ha mortificato la comprensione, e lo collocherà tra gli esponenti più significativi di quel filone "primitivo" ed espressionista, che continuamente è riaffiorato - anche nei decenni recenti - nell'esperienza artistica internazionale. Quest’importante appuntamento costituirà, anche sulla base della qualità delle opere presentate, un punto fermo nella valutazione critica e nella comprensione dell'artista.

Di Ligabue, nato il 18 dicembre 1899 a Zurigo, è ormai nota la triste odissea esistenziale che segnò profondamente il suo lavoro. Dopo un'infanzia difficile e tormentata, e la morte nel 1913 della madre naturale, operaia italiana immigrata - il padre restò ignoto -, fu affidato a un istituto rieducativo di Marbach e successivamente, nel 1917, a soli diciotto anni, fu ricoverato nel manicomio di Pfäfers. Espulso dalla Svizzera per la sua vita turbolenta, Antonio Ligabue arriva nell'agosto 1919 a Gualtieri, paese d'origine dell'uomo, Bonfiglio Laccabue, che la madre, Elisabetta Costa, aveva sposato nel 1901. L'impatto con il nuovo ambiente si rivela da subito triste e doloroso. I primi dipinti di Ligabue - che aveva dimostrato, sia a San Gallo che a Reggio Emilia, un grande interesse per i musei di scienze naturali e per gli animali in genere - risalgono alla fine degli anni Venti: sono gli anni in cui Ligabue incontra a Gualtieri Marino Mazzacurati.
La difficile e tormentata vita di Ligabue, segnata da ostilità e incomprensioni, e da ricoveri all'Istituto Psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia e al Ricovero di mendicità di Gualtieri, è tutta dedicata, fino alla morte, alla pittura e alla scultura, nonostante le diffuse derisioni e i mancati riconoscimenti.
Dopo la personale d'esordio di Ligabue - che ebbe luogo nel 1956 a Gonzaga (Mantova), con un testo in catalogo di Cesare Parmiggiani -, varie esposizioni, a partire da quella di Gualtieri nel decennale della morte, hanno presentato, con crescente interesse del pubblico, l'opera dell'artista.
L'esposizione sarà accompagnata da un ampio catalogo (ed. Skira) di oltre 300 pagine
 
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