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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal 12 giugno all'undici settembre 2005

Thayaht futurista irregolare
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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
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Doppia esposizione, al Mart di Rovereto e agli Uffizi di Firenze, e una pubblicazione per valorizzare l'opera del futurista fiorentino
orario: martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica 10-18; venerdì 10-21. Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 8 EUR Ridotto: 5 EUR
Ridotto scolaresche: 1 EUR a studente
vernissage: 12 giugno 2005.
editore: SKIRA
curatori: Daniela Fonti
autori: Giacomo Balla, Tullio Crali, Fortunato Depero, Ernesto Michahelles Thayaht
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Il Mart inaugura il 12 giugno 2005 un'esposizione dedicata alla figura di Ernesto Michahelles, in arte Thayaht, affiancata dalla pubblicazione del catalogo e di una monografia.

La mostra, a cura di Daniela Fonti, presenta oltre 200 opere, non solo di Thayaht, ma anche di Fortunato Depero, Giacomo Balla, Tullio Crali e di altri artisti delle avanguardie del Novecento; sarà aperta fino all'11 settembre 2005.

La direzione scientifica è di Gabriella Belli, con il contributo di Elisabetta Barisoni, Paola Bonani e Paola Pettenella.



L'opera di Thayaht è da qualche tempo oggetto di approfondimenti e studi critici, che stanno rivalutando il suo ruolo all'interno e ai margini del movimento futurista.

A lui sarà, infatti, dedicata anche una seconda esposizione, curata da Mauro Pratesi, che si terrà presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, sotto la direzione di Marzia Faietti. L'esposizione fiorentina, aperta dal 16 giugno, riguarderà proprio la collezione di disegni di Thayaht e del fratello Ruggero (detto RAM) conservata agli Uffizi.

La presentazione alla stampa delle due rassegne è prevista per il 12 maggio 2005 alle ore 12.00 presso la Biblioteca Magliabechiana degli Uffizi, a Firenze.

Il felice connubio tra i due musei intende valorizzare l'opera di due protagonisti dell'arte italiana del '900, che seppero disinvoltamente spaziare nei più svariati campi della produzione artistica, dalla pittura, alla scultura e alle arti applicate, dalla scenografia alla moda.

Figura poliedrica, Thayaht portò infatti un contributo significativo e originalissimo entro l'arte italiana del Novecento e nella storia del movimento futurista.

Noto soprattutto per aver inventato un indumento oggi universalmente diffuso - la "TuTa", l'abito da lavoro che a lui deve il nome e l'ideazione - Thayaht fu attivissimo tra le due guerre (dal 1915 al 1939) in tutti i campi della produzione artistica, muovendosi fra pittura, fashion e interior design, scenografia e costumi teatrali, oggetti di arte decorativa, e dando poi un sostanziale contributo alla scultura italiana non solo del futurismo.

La mostra del Mart presenterà l'intera produzione scultorea di Thayaht ed una significativa selezione delle opere grafiche astratte, di dipinti, progetti e creazioni di moda, pubblicità e arti decorative, illustrate in catalogo dalle schede di Carla Cerutti e Paola Bonani. Il percorso espositivo mette così a confronto in un contesto internazionale i diversi ambiti operativi di Thayaht - finora considerati in modo distinto - con l'obiettivo di individuare un pensiero creativo unitario in tutta la produzione di un artista originale che non ammise mai gerarchie fra le categorie delle arti e del pensiero.

L'iniziativa del Mart è nata anche per valorizzare il fondo documentario di Thayaht, conservato presso l'Archivio del '900, riordinato da Mirella Duci e rappresentato in mostra con una selezione di materiali. A tale fonte preziosa ha attinto Alessandra Scappini per la stesura del volume Thayaht. Vita, scritti, carteggi, che uscirà nella collana Documenti delle pubblicazioni del Mart in concomitanza con l'apertura delle due mostre.



La mostra del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze è curata da Mauro Pratesi, con contributi di Enrico Crispolti e Chiara Toti, premessa di Antonio Paolucci e presentazione di Marzia Faietti (Leo. S. Olschki Editore, Firenze). Aperta al pubblico dal 16 giugno al 18 settembre 2005 - raccoglie circa 140 opere dei due artisti fiorentini conservate agli Uffizi (disegni a matita, acquerello, china, tempera, carboncino, matite colorate, modelli e bozzetti), cui si aggiungono quattro opere provenienti dalla Galleria del Costume di Palazzo Pitti.

Una ricca collezione comprendente progetti per monumenti, moda, pubblicità, scenografie e arti applicate, volta a illustrare la vastità di interessi dei due maestri, così vicini e al tempo stesso profondamente diversi.







Ernesto Michahelles (Thayaht)

Biografia



Nato a Firenze nel 1893 in una famiglia di origini anglo-svizzere, l'artista riceve una formazione internazionale, trascorrendo periodi di studio in Francia e negli Stati Uniti. Nel 1919 inventa, con il fratello Ruggero (Ram) - il modello della "tuta". A Parigi, all'inizio degli anni '20, collabora con l'atelier di Madeleine Vionnet.

Nel 1929 conosce Marinetti ed entra a far parte del gruppo futurista, partecipando alla Mostra trentatrè futuristi presso la galleria Pesaro di Milano. Nel 1932 firma con Ram il Manifesto per la trasformazione dell'abbigliamento maschile. Presente a moltissime esposizioni, come quelle d'arti decorative di Monza nel 1923 e nel 1927, nel corso degli anni Trenta partecipa fra l'altro alla I Quadriennale romana (1931), alle Biennali di Venezia, alle Triennali di Milano del 1933 e del 1936. Ritiratosi a Marina di Pietrasanta, approfondisce gli studi scientifici ed astronomici e, nel secondo dopoguerra, fonda il CIRNOS (Centro indipendente raccolta notizie osservazioni spaziali).





Ruggero Alfredo Michahelles (Ram)

Biografia

Nacque a Firenze nel 1898. Nel 1923 si laureò in Chimica presso l'Università di Firenze e un anno dopo vinse, con il fratello Ernesto, il Concorso Nazionale riservato agli artisti contemporanei in Toscana per il nuovo allestimento scenico dell' "Aida". Frattanto aderì ai programmi futuristi e incominciò una lunga collaborazione con la "Rivista Illustrata del Popolo d'Italia" e con il periodico "Natura". Il 1927 fu un anno molto importante: in contatto a Parigi con Alberto Magnelli, Giorgio De Chirico, Massimo Campigli e altri illustri esponenti dell'arte contemporanea, maturò i presupposti di uno stile di ispirazione metafisica, improntato a una moderna e rara classicità. Nel 1937, ormai riconosciuto a livello internazionale, vinse il Prix Paul Guillaume a Parigi. Purtroppo numerosi suoi lavori realizzati a Parigi vennero quasi completamente distrutti o saccheggiati durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale; altre opere rimaste a Firenze (circa centocinquanta) subirono la distruzione durante un bombardamento.

Morì a Firenze nel 1976.
 
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