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arte contemporanea, collettiva MART ​ Corso Angelo Bettini 43 Rovereto 38068

Rovereto (TN) - dal 2 luglio al 20 novembre 2005

Opere della fondazione tedesca VAF
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MART
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Corso Angelo Bettini 43 (38068)
+39 0464438887 , +39 0464430827 (fax), 800397760
info@mart.trento.it
www.mart.trento.it
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La prestigiosa collezione, dal 2000 depositata al Mart, raccoglie oltre 1200 opere di autori italiani del XX secolo
orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 16.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero: 8 Euro Ridotto: 5 Euro
Ridotto scolaresche: 1 Euro a studente
vernissage: 2 luglio 2005.
editore: SKIRA
curatori: Volker Feierabend, Ewelyn Weiss, Klaus Wolbert
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Dal 2 di luglio saranno visibili - in un percorso curato da Volker Feierabend, Ewelyn Weiss e Klaus Wolbert, con la direzione scientifica di Gabriella Belli - le opere della fondazione tedesca VAF. La prestigiosa collezione, dal 2000 depositata al Mart, raccoglie oltre 1200 opere di autori italiani del XX secolo, metterà in evidenza esperienze ampiamente accreditate nella storia dell'arte, come quelle di Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e Alberto Savinio e lavori d'artisti talvolta a torto trascurati dalla critica ufficiale. Si potranno ammirare i protagonisti di Corrente, dell'Arte Programmata e Cinetica, e la produzione dei secondi anni '50 italiani, con alcune scelte originali, come le sale dedicate all'arte cinetica, con opere di Colombo, Munari e Grazia Varisco, che permetteranno di riflettere sulla parte "sommersa" dell'arte italiana, spesso mai entrata nei musei.





"Bisogna ammettere innanzitutto che il concetto di collezione (colligere, scegliere, raccogliere) si distingue da quello dell'accumulazione. Lo stadio inferiore è quello dell'accumulazione di materiali: ammasso di vecchie carte, stoccaggio di alimenti...La collezione vera si innalza verso la cultura: essa guarda agli oggetti differenziati, che spesso hanno valore di scambio, che sono anche oggetti commerciali, facenti parte dei rituali sociali, e da esibire, forse sono anche fonti di profitto. Questi oggetti sono forniti di progetti. Senza cessare di rimandarsi gli uni agli altri, includono nel loro gioco l'esteriorità sociale e le relazioni umane".

(J. Baudrillard)
 
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