La sindrome di Tamerlano 3097 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
25/06/2019
Quattro residenze per il nuovo bando di CURA 2020
25/06/2019
Bill Murray riceverà da Wes Anderson il Premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva PALAZZO DEI SETTE ​ Corso Cavour 87 Orvieto 05018

Orvieto (TR) - dal 9 luglio al 2 ottobre 2005

La sindrome di Tamerlano
[leggi la recensione]

La sindrome di Tamerlano
[leggi la recensione]

 [Vedi la foto originale]
PALAZZO DEI SETTE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Corso Cavour 87 (05018)
+39 0763344567
info@palazzodeisette.com
www.palazzodeisette.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra presenta un mondo ancora sostanzialmente sigillato alle curiosità politico-turistiche dell’Occidente (con l’eccezione parziale delle enclave turistiche di Samarkanda e di Buchara)
orario: Dalle 10.00 alle 13.00; dalle 16.00 alle 20.00 - Chiuso il Lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 9 luglio 2005. ore 18
editore: SKIRA
ufficio stampa: MARA VITALI
curatori: Valeria Ibraeva, Enrico Mascelloni, Sarenco Sarenco
autori: Said Atabekov, Smail Bayalev, Muratbek Djumaliev, Alimzhan Gorobaev, Rustam Kalfin, Gulnara Kasmalieva, Roman Maskaliov, Erbossyn Meldibekov, Almagul Menlibaeva, Saken Narynov, Gennady Ratushenko, Georgy Tryakin-Bukharov, Alexander Ugai
genere: arte contemporanea, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Com’è potuto accadere che l’intera Asia Centrale -conquistata a tappe diverse e non senza sforzo dall’Impero Russo; difesa con i denti da quello sovietico- sia stata lasciata scivolar via in un breve volger di giorni? Perché le cinque Repubbliche ormai sovrane intrattengono tra loro relazioni spesso conflittuali ed a volte prossime alla guerra? Come si configura una nuova identità islamica in Asia Centrale nell’epoca di un conflitto che attraversa larghe parti del Medio Oriente, del Caucaso e del Sub-Continente Indiano ed in cui l’Islam radicale è un protagonista indiscusso? Il nuovo “Great Game”di cui straparlano un po’ tutti i commentatori è ben installato o è un gadget politico-letterario? La Sindrome di Tamerlano è una malattia cronica, mortale, infettiva o è semplicemente psicosomatica? La “Via della Seta” non è piuttosto la “Via dell’Oppio” o la “Via dei Conflitti”?

A rispondere o piuttosto ad attraversare le questioni di cui sopra saranno gli artisti di questa mostra e le loro opere: Said Atabekov, Smail Bayalev, Muratbek Dzhumalev, Alimzhan Gorobaev, Gulnara Kasmaleva, Rhustam Khalfin, Roman Maskaliov, Erbosyn Meldybekov, Almagul Menlibaeva, Saken Narynov, Gennady Ratushenko, Georgy Tryakin-Bukharov, Alexander Ugai.

Le opere, spesso di grandi dimensioni, a volte di carattere installatorio, verranno allestite nelle sale di Palazzo dei Sette dagli artisti stessi. Protagonisti di una nuova generazione centroasiatica, essi affrontano le questioni della violenza e del conflitto, dello sciamanesimo e dell’Islam, delle metropoli già sovietiche e della “steppa eterna” avvalendosi dei media tecnologici come il video e la fotografia, dei materiali tradizionali come il feltro, dei linguaggi canonici come la pittura e la scultura.

La mostra presenta un mondo ancora sostanzialmente sigillato alle curiosità politico-turistiche dell’Occidente (con l’eccezione parziale delle enclave turistiche di Samarkanda e di Buchara). In tale isolato laboratorio la Sindrome di Tamerlano, cioè la conflittualità come principale determinazione del mondo contemporaneo, è affrontata con una radicalità ed una tensione poetica che ha pochi paragoni altrove. Anche la recentissima “Rivoluzione dei tulipani” in Kirgizistan (Marzo 2005) è oggetto di un lavoro in forma di video, girato in presa diretta dagli stessi protagonisti durante le giornate di Marzo. Il tema della mostra trova una drammatica conferma nel bagno di sangue che ha momentaneamente represso la rivolta di Andizhan (Uzbekistan).

Il catalogo, per i tipi Skira editore, conterrà la riproduzione di tutte le opere in mostra, i testi dei curatori arricchiti da moltissime foto inedite sui luoghi e sui recenti eventi e gli apparati bio-bibliografici

Valeria Ibraeva è direttore del Soros Center for Contemporary Art di Almaty (Kazakhstan) ed è il principale studioso e animatore delle più audaci ricerche artistiche in Asia Centrale

Enrico Mascelloni scrive di arte e di geopolitica e viaggia da anni in Asia Centrale, in Pakistan, in Afghanistan e in Mongolia.

Sarenco è artista, poeta, gallerista e promoter dell’arte africana contemporanea e di quella dell’Asia Centrale.

Acas Services Mostre è un nuovo gruppo attivo nel settore dell’organizzazione di eventi artistici. Gestisce le mostre a Palazzo dei Sette.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram