Emilio Ambasz - Costruire con la Natura 3096 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
15/06/2019
Libri, film, interviste. A Milano, Gucci punta tutto su Harmony Korine
15/06/2019
David LaChapelle firma il calendario Lavazza 2020
14/06/2019
Tutti i segreti per un ritratto postmoderno. Mostra e talk alla RUFA
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva TRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE ​ Viale Emilio Alemagna 6 Milano 20121

Milano - dal 26 maggio al 24 luglio 2005

Emilio Ambasz - Costruire con la Natura

Emilio Ambasz - Costruire con la Natura

 [Vedi la foto originale]
TRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Viale Emilio Alemagna 6 (20121)
+39 02724341 , +39 0289010693 (fax), +39 0272434208
info@triennale.it
www.triennale.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Nell’ambito della Festa per l’Architettura - II Edizione, La Triennale di Milano presenta la mostra Emilio Ambasz. Costruire con la Natura
orario: 10.30–20.30, chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 5,00/4,00/3,00
vernissage: 26 maggio 2005. ore 18.30
catalogo: Skira
editore: SKIRA
autori: Emilio Ambasz
genere: architettura, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Nell’ambito della Festa per l’Architettura - II Edizione, La Triennale di Milano presenta la mostra Emilio Ambasz. Costruire con la Natura.

Architetto, designer, autore di fama internazionale, Emilio Ambasz - argentino di nascita, americano d’adozione - non è solo il creatore di oggetti di straordinario successo nel campo del disegno industriale o il brillante ordinatore di mostre come “Italy: the new domestic landscape” (1972) o “Luis Barragan”(1974) al MoMa di New York, di cui è stato curatore fino al 1976.

Autore della misteriosa Casa de retiro espiritual nei pressi di Cordoba, in Spagna, cui il Museum of Modern Art di New York dedicherà il prossimo autunno una attesa monografica, Ambasz si è imposto in questi ultimi decenni come il profeta e il poeta di un nuovo programma di alleanza tra architettura e natura cui ha improntato il motto della sua filosofia progettuale: “green over gray”.

Restituire alla terra ogni centimetro sottrattole dall’atto di edificare è, infatti, il principio di un’attitudine creativa che mira a riproporre il mondo come una sorta di nuovo Paradiso Artificiale.
Opere come i Giardino Botanici di San Antonio, Texas, il Mycal Cultural Center a Shin-Sanda o il Fukuoka Prefectural Hall a Fukuoka, in Giappone, e più recentemente nel nostro paese il centro turistico-residenziale New Concordia a Castellaneta, dimostrano come una tensione utopica possa tradursi in praticabile realtà grazie all’ausilio di una tecnologia pensata come supporto alla creatività umana.
Proponendo una rassegna di alcuni dei suoi più importanti lavori nel campo della “green architecture”, la mostra vuole essere un omaggio all’inventiva dell’architetto nell’elaborare risposte significative ai bisogni delle società contemporanee.
Allestita dall’architetto in maniera allo stesso tempo austera e spettacolare, la mostra ospiterà disegni, fotografie, plastici e installazioni che condurranno lo spettatore nel cuore dei “giardini domestici” e delle “montagne verdi” pensati da Ambasz come centri commerciali, complessi abitativi e spazi per il terziario nelle varie latitudini della società globale.



Biografia

Emilio Ambasz, è nato in Argentina nel 1943, ha studiato alla Princeton University.
Curatore del dipartimento di architettura e design del Museum of Modern Art di New York dal 1970 al 1976, vi ha diretto e installato numerose e influenti mostre di architettura e industrial design, tra le quali Italia, il nuovo paesaggio domestico nel 1972, L’architettura di Luis Barragan nel 1974 e il Progetto per un Taxi nel 1976. Presidente dell’Architectural League per due mandati dal 1981 al 1985; professore alla Facoltà di Architettura della Princeton University, ha tenuto corsi alla Hochschule für Gestaltung a Ulm in Germania e in molte altre importanti università americane.

Fra i numerosi progetti di prestigio di Emilio Ambasz vi sono il centro culturale Mycal a Sanda in Giappone, il Museum of American Folk Art a New York, e il progetto innovativo delle serre per il Giardino botanico di San Antonio nel Texas, che è stato inaugurato nel 1978 e premiato nel 1985 con il Progressive Architecture Award, nel 1988 con National Glass Association Award per Excellence in Commercial Design e nel 1990 con il prestigioso premio Quaternario per il progresso tecnologico.

Tra gli altri progetti che sono stati insigniti con premi figurano l’Art Museum di Grand Rapids nel Michigan, vincitore nel 1976 del Progressive Architecture Award, ed una casa per una coppia a Coroba, Spagna, vincitore nel 1980 del Progressive Architecture Award.
Ambasz ha realizzato gli interni della banca Bruxelles Lambert per la sede di Milano, per quella di New York al Rockfeller Center e per la sede di Osanna in Svizzera; quest’ultimo lavoro ha ricevuto sia l’Annual Interiors Award nel 1983 che una menzione speciale della giuria. Ambasz è risultato vincitore del Primo Premio e Medaglia d’Oro nel concorso a inviti per la progettazione del Piano Generale per l’Esposizione Universale del 1992, che ebbe luogo a Siviglia in Spagna in occasione della celebrazione del cinquecentenario della scoperta dell’America. Questo progetto è stato anche insignito dell’Architectural Project Award dell’American Institute of Architects di New York. Il Centro direzionale realizzato da Ambasz per la Financial Guaranty Insurance Company di New York ha vinto sia il Grand Prize dell’International Interior Design Award del Regno Unito nel 1987 che l’IDEA Award dell’Industrial Designers Society of America (IDSA) nel 1986. Ambasz ha vinto inoltre il premio nel concorso a inviti del 1986 per il Piano urbanistico della Eschenheimer Tower di Francoforte, Germania.

Il progetto per lo Showroom della Mercedes Benz è stato premiato nel 1987 dalla rivista Progressive Architecture e nel 1986 dall’Istituto Americano degli Architetti a New York con l’Architectural Project Award. Emilio Ambasz ha rappresentato l’America alla Biennale di Venezia del 1976 e il suo lavoro è stato oggetto sia di molteplici articoli su riviste internazionali che di mostre in musei e gallerie d’arte; tra queste, la Leo Castelli Gallery, la Caracoran Gallery e il Museum of Modern Art di New York, l’Art Institute di Chicago e quello di Philadelphia.

Una mostra intitolata Emilio Ambasz: Dieci Anni di Architettura, Graphic e Industrial Design si è tenuta a Milano nel 1983 e a Madrid e Zurigo nel 1984. Al suo lavoro hanno dedicato una mostra personale nel 1985 l’Axis Design and Architecture Gallery di Tokio, nel 1986 L’Institute of Contemporary Art, Halle Sud di Ginevra, e nel 1987 l’Arc-en-Ciel Gallery del Centre d’Art Contemporain di Bordeaux, Francia.

Nel 1989 una mostra retrospettiva della sua opera architettonica dal titolo Emilio Ambasz: l’Architettura, si è tenuta al Museum of Modern Art di New York e una seconda mostra itinerante Emilio Ambasz. Architecture, Exhibition, Industrial e Graphic Design è stata presentata nel 1989 al San Diego Museum of Contemporary Art, per poi passare, tra le varie sedi, al Musée des Arts Décoratifs di Montreal, all’Akron Art Museum nell’Ohio, al Chicago Art Institute, Illinois e al Laumeier Sculpture Park di San Louis. Un’altra retrospettiva completa dell’opera di Ambasz si è tenuta nel 1993 alla Tokio Station Gallery in Giappone e nel 1994 al Centro Cultural Arte Contemporaneo di Mexico City, come in altre sedi del Sud America e d’Europa. Le più autorevoli riviste internazionali, “Domus”, “On”, “Space and Design”, “Architectural Record”, “Architecture plus Urbanisme”, tra le altre, hanno dedicato numeri speciali al suo lavoro di architettura.

Ambasz è in possesso di numerosi brevetti di design industriale e meccanico. Dal 1980 è Chief Design Consultant della Cummins Engine Co. e lavora con uno staff di 750 ingegneri. La Cummins, il più grande gruppo industriale del mondo per la produzione di motori diesel, è celebrata internazionalmente per il suo illuminato sostegno all’architettura e al design.

Ambasz ha ricevuto moltissimi premi di industrial design; tra questi, il Gold Prize, assegnatogli per il co-design del sistema di sedute Vertebra dall’IBD (USA) nel 1977, il Premio SMAU (Italia) nel 1979, e l’ambito Compasso d’oro (Italia) nel 1981. Nel 1991 ha nuovamente vinto il Compasso d’oro con il nuovo sistema di sedute per ufficio Qualis Tecno (Italia). La poltrona da ufficio Vertebra è stata inclusa nelle collezioni di design del Museum of Modern Art di New York e del Metropolitan Museum sempre a New York. Il Museum of Modern Art di New York ha inoltre posto nella propria collezione di design anche il poster in te dimensioni per la Geigy Graphics del 1967 e la Torcia Flashlight, un progetto citato anche per il Compasso d’oro e dall’Industrial Designer Society of America (IDSA) NEL 1987.

Il suo progetto per il motore diesel n. 14 per la Cummins ha vinto nel 1985 l’Annual Design Review della rivista Industrial Design. Questa rivista lo ha premiato anche con lo stesso premio anche nel 1980 per il sistema di faretti Logotec per la Erco (Germania), che ha inoltre ottenuto, sempre nel 1980, l’IDSA Design Excellence Award. Nel 1983 per un altro sistema di faretti Oseris Erco, come pure nel 1986 per il progetto per il filtro per l’aria Escargot realizzato per la Fleetguard Incorporated, ha nuovamente vinto l’Annual Design Review. Nel 1987 la Industrial Designer’s Society of America ha premiato Emilio Ambasz con il Top Award dell’Industrial Design Excellence Award Winner per il sistema di illuminazione modulare Soffio per la Sirrah (Italia).

Il suo set di acquarelli AquaColor è stato premiato nel 1988 dall’IDSA nuovamente con il Top Award e nel 1989 con l’ID Designer’s Choise Award per Design Excelence and Innovation.
Nel 1992 l’IDSA lo ha nuovamente premiato con il Top Award per il suo innovativo progetto della televisione a cristalli liquidi su base flessibile Handkerchief, come pure per il progetto degli spazzolini Toothbrushes Sunstar (Giappone) e per il Soft Notebook. La decima Biennale di Industrial Design (BIO 10 di Lubiana 1984) ha premiato Ambasz con il Jury Special Award “Per i suoi numerosi contributi al mondo del design”.

Nel 1997 Ambasz ha ricevuto il premio Vitruvius del Museo Nacional de Bellas Artes, Argentina, per la qualità innovativa della sua opera. Recentemente il Mycal Cultural Center di Shin-Sanda, costruito in prossimità dell’epicentro del terremoto che ha devastato Kobe, ha ricevuto dal Ministro giapponese dei Lavori Pubblici un premio speciale per l’alta qualità strutturale e costruttiva, che gli ha permesso di superare con eccellenti prestazioni quello sconvolgente evento naturale. Quest’opera, il Mycal Cultural Center di Shin-Sanda, ha ricevuto il Saflex Design Award per l’anno 2000.

Nel 1999, il progetto di Ambasz per il Cummins Segnature 600 Engine ha ricevuto il premio Industrial Designers Society of America/Business Week Award for Designed Excellence e nel 2000, l’architetto ha ricevuto dallo stesso gruppo, il premio Gold Award per l’illuminazione stradale e autostradale Saturno, che ha ricevuto anche il prestigioso Compasso d’oro nell’anno 2001. Nel 2000 ad Ambasz viene conferito il premio American Institute of Architects/Business Week Architectural per il Fukuoka Prefectural International Hall a Fukuoka, in Giappone. Lo stesso progetto ha ricevuto nel 2001 il primo premio per l'architettura ambientale dal Japanese Institute of Architects.
Il MOMA NY (Museo d’Arte Modera di New York) presenterà il 22 novembre 2005 una seconda mostra dedicata al lavoro architettonico di Ambasz. La prima mostra di suoi lavori è stata presentata al Museum of Modern Art di New York nel 1989.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram