Tesori ritrovati. Da Romanino a Moretto a Ceruti 3129 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
15/06/2019
Libri, film, interviste. A Milano, Gucci punta tutto su Harmony Korine
15/06/2019
David LaChapelle firma il calendario Lavazza 2020
14/06/2019
Tutti i segreti per un ritratto postmoderno. Mostra e talk alla RUFA
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva PALAZZO MARTINENGO ​ Via Dei Musei 30 Brescia 25121

Brescia - dal 19 ottobre 2005 al 19 marzo 2006

Tesori ritrovati. Da Romanino a Moretto a Ceruti

Tesori ritrovati. Da Romanino a Moretto a Ceruti
PALAZZO MARTINENGO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Dei Musei 30 (25121)
+39 03040668
mostre@amicimartinengo.it
www.amicimartinengo.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Scoprire e ritrovare grazie ad un percorso conoscitivo altri “tesori nascosti” e quindi accrescere il valore culturale, artistico e patrimoniale della collezione dei dipinti della Pinacoteca ed infine farne partecipe il pubblico è lo scopo di questa mostra
vernissage: 19 ottobre 2005. ore 18
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Elena Lucchesi Ragni, Renata Stradiotti
autori: Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giacomo Ceruti, Giacomo Francesco Cipper, Vincenzo Civerchio, Rosa da Tivoli, Luca Giordano, Girolamo Romanino
genere: arte antica, collettiva
email: info@bresciacultura.org
web: www.bresciacultura.org

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Scoprire e ritrovare grazie ad un percorso conoscitivo altri “tesori nascosti” e quindi accrescere il valore culturale, artistico e patrimoniale della collezione dei dipinti della Pinacoteca ed infine farne partecipe il pubblico è lo scopo di questa mostra.

Studiare, analizzare e talvolta restaurare le opere che costituiscono questo patrimonio ha portato a valorizzare sia opere ben conosciute sia a scoprirne altre meno note, che si aggiungono come “nuovi capolavori” a quelli già presentati nella mostra Da Raffaello a Ceruti.



Le scoperte riguardano artisti come Moretto (Brescia, 1498 circa- 1554) al quale è attribuito il Cristo portacroce, un grande affresco degli anni giovanili, opera di straordinario impatto visivo che trova strette corrispondenze con le opere più conosciute dell’artista bresciano e come Giovanni Battista Moroni (Albino, Bergamo 1520 circa – Bergamo 1579) con due preziose tavolette con i Santi Faustino e Giovita di nuova attribuzione e riferite alla sua attività giovanile, prima conservate nei depositi. Anche le quattro fastose Figure allegoriche date per la prima volta alla mano di Francesco Paglia saranno delle vere e proprie scoperte per il pubblico, ora che sono interpretate anche nella loro complessa iconografia.

L’individuazione di una antica e nobile provenienza o il riconoscimento dei complessi significati delle raffigurazioni restituiranno nuovo valore ad alcune opere già riconosciute come capolavori: è il caso delle quattro grandi tele di Rosa da Tivoli (Francoforte sul Meno, 1665 circa – Roma, 1706) e dei dipinti a pendant di Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705).

In un’apposita sezione di studio verranno presentati alcuni dipinti restaurati. Dal restauro del polittico di San Nicola da Tolentino, firmato nello scomparto centrale da Vincenzo Civerchio e datato 1495, è emersa la sicura collaborazione di Francesco Napolitano, un leonardesco attivo a Milano e ha reso evidente anche la mano di un altro artista ancora da individuare; l’intervento di pulitura nel Cristo portacroce del Romanino (Brescia, 1484/87 – 1560) sottolinea le valenze precaravaggesche della sua pittura.

L’attuale esposizione della pinacoteca, che in un rinnovato percorso offre adeguato spazio e risalto ai dipinti selezionati e commentati nel catalogo, si completa con la visita ad alcuni ambienti dove sono raccolte le opere più note delle collezioni civiche che non possono rimanere nascoste nei depositi.

Viene inoltre presentato un gruppo di opere provenienti dal legato che il pittore Gregorio Sciltian ha lasciato al Vittoriale: una grande scena di Mercato di Giacomo Francesco Cipper detto Todeschini (Feldkirch, Austria 1664 circa – Milano 1736) e due dipinti di Giacomo Ceruti (Milano, 1698 – 1767) con Le due sorelle e I bari, questi ultimi si aggiungono alle altre opere già presenti nella Pinacoteca di Brescia, a conferma che il museo è uno dei pochi in grado di proporre un cospicuo numero di opere di un autore considerato tra i maggiori esponenti della “grande” pittura del primo Settecento europeo.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram