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arte contemporanea, collettiva FABBRICA EOS ARTE CONTEMPORANEA ​ Piazzale Antonio Baiamonti 2 Milano 20154

Milano - dal primo dicembre 2005 al primo febbraio 2006

Georges Lilanga

Georges Lilanga

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FABBRICA EOS ARTE CONTEMPORANEA
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Piazzale Antonio Baiamonti 2 (20154)
+39 026596532
info@fabbricaeos.it
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100 opere, fra sculture, dipinti, installazioni, smalti
orario: martedì – domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 1 dicembre 2005. ore 19
editore: SKIRA
curatori: Enrico Mascelloni, Sarenco Sarenco
autori: Georges Lilanga
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 1 dicembre 2005 al 28 febbraio 2006 attraverso un’ampia retrospettiva, a cura di Sarenco ed Enrico Mascelloni, tre sedi espositive, Fabbrica Eos di Milano, Franco Riccardo Arti Visive di Napoli e lo Studio Brescia Arte Contemporanea di Brescia, rendono omaggio all’artista africano George Lilanga, scomparso lo scorso 27 giugno.



L’esposizione è accompagnata da un catalogo con cui l’editore Skira dà inizio alle pubblicazioni di una nuova collana, African Collection, a cura di Sarenco ed Enrico Mascelloni, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza e lo studio dell’arte africana contemporanea, sempre più al centro dell’interesse dell’arte mondiale.



Di George Lilanga, universalmente riconosciuto fra i maggiori artisti africani contemporanei, verranno esposte oltre 100 opere comprese fra il 1975 e il 2003 fra dipinti, sculture, installazioni e smalti, realizzati utilizzando i materiali più diversi, dalla pelle di capra al compensato, che ne testimoniano il ricco e complesso percorso artistico.

Nato nel 1934 nel sud della Tanzania, Lilanga fonde in un originale e personale linguaggio le culture della propria terra, la scultura makonde e la lezione della Scuola Tinga Tinga: i personaggi diabolici della tradizione, gli “shetani”, rappresentati dalle sculture in legno d’ebano, si trasformano in uomini-fantasma, con il pareo e le orecchie lunghe, la pancia gonfia e la disarticolazione motoria, in un progressivo accumulo di figure e corpi, sempre inquieti e in movimento. Come nota Sarenco in catalogo “la sua pittura è danza collettiva, espressione di una cultura tribale viva, autentica ed esasperatamente contemporanea”.



Lilanga descrivendo la propria opera, affermava: “tutta la mia arte, dalla scultura al disegno alla pittura, è in relazione con la gente che mi circonda nel momento in cui questa gente si rapporta alle attività giornaliere. La cosa più importante, che è facile capire dal mio lavoro, è che tutta la mia arte deve essere vista come espressione della mia felicità”.
 
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