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arte contemporanea, collettiva MUSEO CIVICO ANGELO BARABINO ​ Via Emilia 446 Tortona 15057

Tortona (AL) - dal 16 dicembre 2005 al 12 marzo 2006

Angelo Barabino

Angelo Barabino
MUSEO CIVICO ANGELO BARABINO
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Via Emilia 446 (15057)
+39 0131863470
manifestazioni@comune.tortona.al.it
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la prima grande antologica dell’artista dal 1953, anno in cui si tenne a Milano, con 59 opere, l’unica retrospettiva che l’artista abbia mai avuto
orario: giovedì e venerdì 15.30-19.30; sabato: 15.30-22; domenica e festivi 10-12.30 e 15.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 3,00, ridotto € 2,00. Sono previste facilitazioni per famiglie, gruppi, scolaresche
vernissage: 16 dicembre 2005. ore 17.30
editore: MAZZOTTA
autori: Angelo Barabino
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La città di Tortona, organizza per il prossimo dicembre un’ampia mostra del pittore Angelo Barabino (Tortona 1883 - Milano 1950): la prima grande antologica dell’artista dal 1953, anno in cui si tenne a Milano, con 59 opere, l’unica retrospettiva che l’artista abbia mai avuto.
Le opere saranno esposte nel nuovissimo e appena restaurato Museo Civico, Palazzo Guidobono, che recentemente gli è stato dedicato. Il Museo normalmente espone una selezione di opere di Barabino, ma per l’occasione l’amministrazione ha voluto radunare a Tortona oltre settanta opere provenienti da musei e collezioni private.

Angelo Barabino visse costantemente a Tortona, città dalla quale si allontanò soltanto per brevi soggiorni in Liguria e per due viaggi più prolungati: uno a Venezia (1922-24) all’avvento del fascismo – esperienza dolorosa per l’artista che nella sua città ricopriva importanti cariche pubbliche – e l’altro in Venezuela, a Caracas (1929-31).

Angelo Barabino fu legato di profonda amicizia a Pellizza da Volpedo, di cui fu anche fedele allievo, al punto da portare a termine, dopo la morte del maestro (1907), un importante dipinto da lui iniziato, Il girotondo.

Dopo una prima fase propriamente divisionista-simbolista, sull’esempio di Pellizza ma con notevole originalità di accenti, la pittura di Barabino evolve, intorno al 1920, verso una poetica realistico-naturalistica, caratterizzata da una personale visione in cui il mai obliato colorismo divisionista e le cadenze lineari simboliste originalmente si coniugano con una nuova, netta definizione volumetrico-plastica dell’immagine.

Temi fondamentali della pittura di Barabino, dopo la prima fase divisionista-simbolista e dopo la pittura a carattere sociale – di cui è esposto in mostra il capolavoro La pietà, del ’32 – è il paesaggio, di pianura e montano, di cui l’artista dà una particolare rappresentazione, nella quale l’interpretazione poetica della natura si nutre delle molteplici componenti della sua profonda cultura.

La mostra di Tortona presenta oltre settanta dipinti appartenenti ad ogni periodo della sua attività, dal 1907 sino agli anni quaranta. Sono esposti i capolavori del suo primo divisionismo, dall’importante Rapina (1907-8), che fece scalpore al suo tempo per l’arditezza del soggetto; a Il sole (1907); a L’annegato e Fiori selvatici, del 1909; ai grandi paesaggi, da Prati della Prencipa (1907) a Pascolo alpestre (1909). Dei periodi successivi sono presentate, tra le molte altre opere, le diverse edizioni de La pietà (1932), e i bellissimi dipinti dell’ultimo decennio di attività dell’artista.

L’esposizione, ospitata nelle prestigiose sale di Palazzo Guidobono, è curata da un Comitato scientifico composto da Gianfranco Bruno, Raffaele De Grada, Mauro Galli, Mirella Tominetti.

Accompagna la mostra un catalogo, edito da Mazzotta, con riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, saggi critici dei curatori, apparati scientifici di Raffaele De Grada, Paolo Barabino, Gianfranco Bruno, Mauro Galli, Mirella Poggialini.
 
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