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Pieve Di Cento (BO) - dall'otto dicembre 2005 al 12 gennaio 2006
Giovanni Diffidenti - Sulle strade di Maputo

MAGI 900
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Una mostra fotografica unica, frutto del lungo viaggio di Giovanni Diffidenti tra le strade di Maputo
orario: tutti i giorni (escluso il lunedì) 10-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Pieve Di Cento (BO):
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biglietti: ingresso libero
vernissage: 8 dicembre 2005. ore 18
autori: Giovanni Diffidenti
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
I padri bianchi e la rivista Africa presentano:



SULLE STRADE DI MAPUTO

I MENINOS DE RUA DEL MOZAMBICO



dal 8 dicembre 2005 al 12 gennaio 2006



Una mostra fotografica unica, frutto del lungo viaggio di Giovanni Diffidenti tra le strade di Maputo (Mozambico) per raccontare i segreti della quotidiana lotta per la vita dei MENINOS DE RUA.

Il bianco e nero
per tracciare il contorno di un mondo dove non ci sono colori per sognare.

30 scatti
scelti tra 2500 raccontano l’esperienza insopportabile di bambini senza casa, senza diritti e senza futuro.

18 mesi
di lavoro per raccontare storie di abusi, violenze, droga e miseria, ma anche per non perdere nelle notti senza fine, quei sorrisi inaspettati, quella speranza che contro ogni abuso continua a crescere rincorrendo il sogno di un futuro migliore.

Sono bambini cresciuti troppo in fretta, rubati all’infanzia e troppo grandi ormai per giocare con la fantasia, il solo gioco che conoscono è quello della vita.

Sono bambini cresciuti troppo in fretta, rubati all’infanzia e troppo grandi ormai per giocare con la fantasia, il solo gioco che conoscono è quello della vita.



Una mostra per far conoscere e dar voce a chi lontano da noi, vive la sua normalità quotidiana ai limiti del rispetto dei diritti dell’infanzia e dell’uomo in quanto tale;

una mostra per conoscere e per capire: la fotografia d’autore e le problematiche del mondo africano si intrecciano per dar inizio ad un discorso dalle sfumature più scure, un racconto senza mezzi termini di un mondo alla deriva che questa volta alle parole preferisce gli sguardi, i contorni e le ombre su chiaroscuro.



Parte di un’articolo preso dalla rivista "Africa":

Grazie al talento del fotografo Diffidenti, le immagini ambientate a Maputo, capitale del Mozambico, testimoniano un mondo che va alla deriva e che trascina alla deriva. La raccolta di immagini fa parte di una mostra fotografica frutto di 18 mesi di lavoro e 2.500 foto di ragazzi di strada. L’autore conosce bene la loro vita e ha cercato di fissarla nella pellicola. Le foto sono state mostrate a vari ragazzi e fu chiesto loro di scegliere quelle che preferivano e di spiegare la loro scelta. Come ci si poteva aspettare la maggioranza scelse la propria foto, nella speranza di averne una copia da portare a casa alla famiglia. Il ragazzo sceglie sempre la foto in cui appare meglio, per far vedere a sua madre che vive bene nella strada. La seconda foto scelta era quella del fratello che vive pure nella strada; il legame che li unisce è quanto mai forte nella vita. Tutti e due sanno bene il motivo per cui sono nella strada, sanno quello che soffrono e, qualsiasi diverbio abbiano avuto, non si abbandoneranno mai l’un l’altro.

La terza scelta è quella dei loro migliori amici, sia quelli che sono ora con loro nella strada o amici del passato. Essi guardavano con tristezza e con desiderio il migliore amico del quale potevano fidarsi e che era partito per andare a casa o per entrare in un centro. Gli amici nella strada sono rari e perdere il migliore amico può spezzare il cuore. La mostra stessa era qualcosa che essi non potevano capire, non vedono perché mostrare delle foto; pensano che sia una festa in loro onore.

Pensano che la loro sia una vita normale e quindi non interessi gli altri. La loro reazione nel vedere le loro foto in gran formato non è pienamente compresa; pensano che la gente, vedendo le foto, veda un altro lato che non ha visto e veda il suo ruolo nell’aiutarli. E’ il lato del ragazzo solo, che vive la vita della strada, che nessuno di noi sarebbe capace di sopportare.
 
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