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arte contemporanea, collettiva MUSEO DI CAPODIMONTE ​ Via Di Miano 2 Napoli 80131

Napoli - dal 16 dicembre 2005 al 5 febbraio 2006

Mimmo Paladino - Quijote
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MUSEO DI CAPODIMONTE
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Via Di Miano 2 (80131)
+39 0817499111 , +39 0817445032 (fax)
sspsae-na.capodimonte@beniculturali.it
www.museo-capodimonte.it
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L’artista ci offre una lettura del tutto inedita e personalissima della figura dell'ingegnoso hidalgo. Don Quijote è molto più che il semplice protagonista di una storia: è la storia stessa
biglietti: free admittance
vernissage: 16 dicembre 2005. ore 12
editore: ELECTA NAPOLI
ufficio stampa: STUDIO ESSECI, CIVITA, MARIA BONMASSAR
autori: Mimmo Paladino
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
In occasione dell’apertura al pubblico dei nuovi ambienti espositivi del Museo di Capodimonte, destinati alla presentazione di mostre e altri eventi culturali, nonchè della ricorrenza del quarto centenario della pubblicazione de “El Quijote de la Mancha” di Miguel de Cervantes y Saavedra, Antonio Bassolino, Presidente della Giunta Regionale della Campania e Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo Museale Napoletano, hanno invitato Mimmo Paladino ad interpretare l’eterna attualità di Don Chisciotte. L’artista ci offre una lettura del tutto inedita e personalissima della figura dell'ingegnoso hidalgo. Don Quijote è molto più che il semplice protagonista di una storia: è la storia stessa.



Una mostra

E “Quijote” si intitola la mostra che Paladino ha creato per raccontare il popolare eroe-antieroe di Cervantes. Una grande installazione, quattordici tra bronzi e dipinti, trenta acquarelli, un libro d’artista, per un sorprendente viaggio nell’immaginario di Don Chisciotte. Le opere di Paladino sono un percorso all'interno dell’universo del cavaliere dalla ‘triste figura’, così lontano nel racconto delle sue avventure e delle sue fantastiche battaglie contro i mulini a vento, ma anche così vicino, nelle reazioni emotive e sentimentali, alla nostra contemporaneità.



Un film

Paladino, nelle vesti di regista, continua il racconto del suo “Quijote” anche sul grande schermo, con un cast eccezionale: Peppe Servillo degli Avion Travel è don Chisciotte, Lucio Dalla è Sancho Panza, Enzo Cucchi è Mago Merlino, Alessandro Bergonzoni è Mago Festone e Ginestra Paladino è Dulcinea.



Un libro

Paladino è anche autore delle tavole di un prezioso ‘Libro d’Artista’, dal titolo “Don Chisciotte”, realizzato da Editalia (Gruppo Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato). Le immagini dell’artista dialogano con i versi del poeta Giuseppe Conte che narra “l’eroe mitico mediterraneo”.

Sempre Editalia presenta, per l’occasione, una raffinata edizione del Chisciotte di Cervantes nella classica traduzione di Alfredo Giannini e accompagnata da 150 riproduzioni di acquerelli attraverso i quali Paladino offre la sua interpretazione non illustra il racconto, ma “gioca” con il libro, l’autore, i personaggi.



Un fantasmagorico gioco di specchi e di rimandi che rende ancora più affascinante e intrigante questo progetto. Un grande artista, una storia universale e una città senza rivali per un “Quijote” davvero unico.



L’arte di Mimmo Paladino affonda le sue radici negli anni Settanta, quando l’artista muoveva i primi passi nell’ambito di una figurazione ricca di elementi simbolici. Nel corso degli anni Paladino crea percorsi linguistici sorprendenti: nel rappresentare il proprio mondo interiore, primordiale e magico, passa dal disegno alla pittura, dalla scultura al mosaico, dall’incisione all’immagine filmica.

Tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta rivela un rinnovato interesse per la figura, mentre a partire dal 1985 si cimenta con grandi sculture in bronzo e installazioni.

Nel 1995 Paladino è protagonista a Piazza Plebiscito, a Napoli, con la sua Montagna di sale: vibrazioni cromatiche, grandi campiture di colore, installazioni scultoree, forme animali e umane, cavalli rovesciati sul sale rimangono ancora oggi nella memoria dei napoletani; testimonianza di quel grande evento è Vasca, oggi conservata nella collezione di Arte Contemporanea del Museo di Capodimonte.
 
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