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arte contemporanea, collettiva MUSEO DEL TERRITORIO BIELLESE ​ Via Quintino Sella 54B Biella 13900

Biella - dal 18 marzo al 4 giugno 2006

Premio Biella per l’Incisione 2006 - Arte nell’età dell’ansia
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Premio Biella per l’Incisione 2006 - Arte nell’età dell’ansia
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Kiki Smith Born, 2002 172.7 x 142.2 cm Lithograph Ed. 28 Courtesy Universal Limited Art Editions (U.L.A.E.)
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MUSEO DEL TERRITORIO BIELLESE
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Il Premio Biella per l’Incisione propone una selezione di quasi cinquanta opere, tra cui numerosi portfolio, realizzate nell’ultimo triennio da trentadue tra piu’ importanti artisti contemporanei
orario: Lunedì chiuso. Martedì e mercoledì riservato a gruppi e scolaresche. Giovedì dalle 15 alle 19, 15 - 21, sabato e domenica 10 - 13; 15 - 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero € 6,00, Ridotto € 5,00 (studenti, gruppi, insegnanti, militari), scuole € 3,00. Omaggio: Abbonamento Musei Torino Piemonte, soci ICOM, disabili con accompagnatore. Visite guidate: € 30,00 per gruppo (su prenotazione) e laboratori didattici per bambini
vernissage: 18 marzo 2006. ore 17
editore: SKIRA
ufficio stampa: ILARIA GIANOLI
curatori: Jeremy Lewison
autori: Miroslaw Balka, Christiane Baumgartner, Carole Benzaken, Sophie Calle, Enrique Chagoya, Jake & Dinos Chapman, Jim Dine, Olafur Eliasson, Walton Ford, Simon Frost, Günther Förg, Joseph Grigely, Richard Hamilton, Jane Hammond, Mona Hatoum, Yun-Fei Ji, Willian Kentridge, Sovann Kim, Per Kirkeby, Guillermo Kuitka, Michel Landy, Julie Mehretu, Olaf Nikolai, Gabriel Orozco, Giulio Paolini, Michelangelo Pisoletto, Tal R, Adrian Schiess, Linda Schwartz, Francesco Simeti, Kiki Smith, Rachel Whiteread, Terry Winters
genere: arte contemporanea, collettiva, disegno e grafica

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comunicato stampa
Sabato 18 marzo inaugura il Premio Biella per l’Incisione 2006, che si terrà sino al 4 giugno 2006 presso il Museo del Territorio di Biella. La mostra è a cura di Jeremy Lewison, critico d’arte e curatore inglese, per diversi anni direttore delle collezioni della Tate Gallery di Londra.

Il Premio Biella per l’Incisione propone una selezione di quasi cinquanta opere, tra cui numerosi portfolio, realizzate nell’ultimo triennio da trentadue tra piu’ importanti artisti contemporanei provenienti da Argentina, Austria, Cina, Danimarca, Etiopia, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Israele, Messico, Olanda, Palestina, Polonia, Stati Uniti e Sudafrica.

L’obbiettivo è quello di operare una ricognizione a tutto campo sulla grafica contemporanea, non solo adottando una prospettiva internazionale, ma anche un ampio spettro di tecniche, dalla classica xilografia alla fotoincisione, testimoniando così la vitalità della grafica d’arte come strumento di espressione anche tra gli artisti delle ultime generazioni. Non a caso quindi, il tema prescelto per questa sedicesima edizione, Arte nell’età dell’ansia, una riflessione critica sulla realtà sociale e politica del nostro tempo. “Attraverso la grafica, la riproduzione a stampa e la sua faciltà di circolazione, gli artisti si interrogano sul sentimento di ansia che pervade la nostra società, alla luce dei fatti bellici e politici degli ultimi anni, ponendo in alcuni casi in maniera sarcastica, l’accento sulla fragilità della vita” come scrive il curatore nel catalogo.



Diversi artisti presentano portoflio completi, come Jake e Dinos Chapman, con una beffarda serie di dodici tavole ispirata ai libri per bambini dell’inizio del secolo scorso, intitolata My Giant Colouring Book; Olafur Eliasson, con la grande installazione The Colour Spectrum, che ricompone in quarantotto pezzi (per un totale di circa 3,6 x 4 metri) l’intero spettro solare; Günther Förg, la cui serie To the Builders di ventiquattro tavole è realizzata con il particolare metodo della terragrafia, che usa per la stampa gli stessi materiali in uso nei cantieri edili.

Mona Hatoum espone Hair, There and Everywhere, dieci incisioni che riproducono i delicati disegni realizzati con i propri capelli dall’artista palestinese, raffinato e difficile lavoro incisorio creato con l’aiuto di uno stampatore del calibro di Jacob Samuel, della cui perizia si avvalgono, in questa mostra, anche artisti come Gabriel Orozco, Guillermo Kuitca e Miroslaw Balka.



Il Premio Biella per l’incisione 2006 presenta diverse opere inedite per l’Italia, alcune di dimensioni particolari: i lavori monumentali di Simon Frost, Joseph Grigely, Jane Hammond e due enormi xilografie di Christiane Baumgartner (che riproducono in grande scala, fino ad una lunghezza di oltre 4 metri, due frame di video girati dalla stessa artista) accanto al microformato di 5 centimetri x 20 metri della litografia Candide di Carole Benzaken, vincitrice nel 2004 dell’importante premio Marchel Duchamp, promosso dal Centre Pompidou di Parigi

Presenti in mostra anche Enrique Chagoya, con la serie Disasters of War, che attualizza in chiave satirica e contemporanea I Disastri della Guerra di Francisco Goya; Walton Ford, che riprende nelle sue accuratissime incisioni le colorate illustrazioni dei volumi di zoologia ottocenteschi e grandi maestri dell’incisione contemporanea, come Jim Dine, Richard Hamilton, William Kentridge, Per Kirkeby, Michelangelo Pistoletto, Kiki Smith e Terry Winters insieme a Goshka Macuga, Tal R, Olaf Nicolai e Francesco Simeti, giovani artisti alle prese con tecniche piu’ sperimentali come la stampa a plotter o la fotoincisione.

Il corposo nucleo di opere esposte é affiancato da una sezione, nell'ultima sala della mostra, interamente dedicata a Giulio Paolini, massimo esponente dell'Arte Povera.

Paolini, vincitore della scorsa edizione, presenta un vero e proprio progetto d'artista, da lui interamente concepito ed allestito, dove saranno esposte circa venti opere selezionate in ordine cronologico. L'artista, da sempre legato al mondo della grafica, presenta anche la litografia su carta, commissionata dal Premio Biella e realizzata lo scorso anno, dal titolo Rue Principale.

La mostra è accompagnata dal catalogo, qui presente in versione aggiornata, Giulio Paolini, Impressions Graphiques, progetti e collaborazioni editoriali, edito da Marco Noire.



Il Premio Biella per l’Incisione nasce nel 1963, da un’idea del critico d’arte Luigi Carluccio e dell’industriale Aldo Zegna. La formula originale, che contemplava le tecniche piu’ classiche della calcografia (acquaforte, acquatinta, puntasecca, bulino) e xilografia, si è aperta nelle ultime edizioni a nuove procedure di elaborazione dell’immagine e di stampa per cui, come dice Claudio Botto Poala, Presidente del Premio Internazionale Biella per l’incisione “il termine incisione, presente nel nome della nostra Associazione oggi non è più tecnicamente corretto; tuttavia lo abbiamo voluto conservare nel rispetto dei fondatori, che più di quaranta anni fa proposero quest’iniziativa”.

Con il sostegno dell’Unione Industriale Biellese, della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, della Provincia di Biella, della Città di Biella, della Camera di Commercio di Biella e della Fondazione Museo del Territorio biellese e con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, l’organizzazione ha deciso la dotazione di un fondo destinato all’acquisto delle opere piu’ rappresentative, scelte da una giuria internazionale composta da Ida Gianelli, direttore del Castello di Rivoli, Museo d’Arte Contemporanea, Christophe Cherix, conservatore del Cabinet des Estampes di Ginevra, Barry Schwabsky, critico d’arte della rivista Artforum, Claudio Botto Poala, Presidente del Premio Internazionale Biella per l’Incisione e Andrea Zegna, collezionista e membro dell’Associazione Premio Biella per l’Incisione.

L’annuncio dei vincitori sarà effettuato il giorno dell’inaugurazione.



La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira, introdotto da un saggio di Jeremy Lewison, con immagini a colori, schede biografiche degli artisti e delle opere in mostra, a cura di Barbara Casavecchia.
 
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