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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DUCALE ​ Piazza Castello 1 Agliè 10011

Agliè (TO) - dal 10 giugno al 15 ottobre 2006

Scultura Internazionale 2006

Scultura Internazionale 2006
CASTELLO DUCALE
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Piazza Castello 1 (10011)
+39 0124330102
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mostra dedicata interamente alla scultura, pensata in rapporto con l’architettura del castello e del parco
orario: dalle 9 alle 19. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 10 giugno 2006. ore 16.30
catalogo: in mostra
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Luciano Caramel
autori: Maddalena Ambrosio, Valerio Anceschi, Natalino Andolfatto, Carlo Borer, Nado Canuti, Pietro Cascella, Angelo Casciello, Mario Ceroli, Michele Festa, Franco Fienga, Franco Garelli, Masayuki Koorida, Noriaki Maeda, Giuseppe Maraniello, Giancarlo Marchese, Koutarou Miyanaga, Pius Morger, Yatsuo Okamoto, Lucio Perone, Peppe Perone, Giò Pomodoro, Roberto Priod, Klaus Prior, André Raboud, Giancarlo Sangregorio, Salvatore Sava, Giuseppe Spagnulo, Paul Suter, Ito Takamichi, Mino Trafeli, Giuliano Vangi, Rudi Wach, Gillian White, Manzen Yabe
telefono evento: +39 011248179
genere: arte contemporanea, collettiva
email: piemontearte@libero.it

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comunicato stampa
Dal 11 giugno 2006 è aperta al pubblico l'imponente mostra Scultura Internazionale ad Agliè, 2006. Opere contemporanee nell’architettura del Castello e del Parco, curata da Luciano Caramel. L'evento si terrà nello splendido scenario del Castello di Agliè, antica residenza sabauda che sorge nelle colline del Canavese, alle porte di Torino. Luogo dove è stato ambientato il noto sceneggiato televisivo Elisa di Rivombrosa.

La mostra dedicata interamente alla scultura, pensata in rapporto con l’architettura del castello e del parco, è promossa dalla Regione Piemonte ed organizzata dall’Associazione Piemontese Arte, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte.

L'esposizione propone opere contemporanee di grandi dimensioni, che nel linguaggio della scultura cercano l’aderenza alla contemporaneità dell’arte, create da 34 artisti internazionali provenienti da Italia, Svizzera e Giappone. Si tratta di celebri maestri, di artisti ormai nel pieno della maturità creativa e di giovani scultori ormai noti, che si sono affermati per personali scelte di poetica e di linguaggio, influenzate anche dalla diversità della cultura dei paesi di origine e dalla specifica formazione, nonché dal percorso di ciascuno.

Sculture realizzate con molteplici materiali saranno collocate nell'immenso Parco secolare del Castello e in alcune delle sue suggestive sale affacciate sull’incantevole giardino barocco. Le numerose grandi opere si integreranno con la bellezza dell'ambiente circostante, dialogando sia con l’architettura dell’imponente edificio e del parco, sia con le stesse sculture collocate nel Settecento tra gli alberi e sui prati. L'antico progetto strutturale ispirato ad una funzionalità di definizione spaziale e di potenziamento della componente naturale è anche il presupposto dei nuovi interventi, che non si esauriranno nel posizionamento di sculture en plein air, ma che, pur nella loro provvisorietà, cercheranno un rapporto con la storicità dei manufatti settecenteschi in cui si inseriranno, aggiungendo valore a valore.

Il Castello diventerà così protagonista di un confronto culturale stimolante, nella memoria del passato per vivere il presente.

In mostra opere di: Maddalena Ambrosio, Valerio Anceschi, Natalino Andolfatto, Carlo Borer, Nado Canuti, Pietro Cascella, Angelo Casciello, Mario Ceroli, Michele Festa, Franco Fienga, Franco Garelli, Masayuki Koorida, Noriaki Maeda, Giuseppe Maraniello, Giancarlo Marchese, Koutarou Miyanaga, Pius Morger, Yatsuo Okamoto, Lucio Perone, Peppe Perone, Giò Pomodoro, Roberto Priod, Klaus Prior, André Raboud, Giancarlo Sangregorio, Salvatore Sava, Giuseppe Spagnulo, Paul Suter, Ito Takamichi, Mino Trafeli, Giuliano Vangi, Rudi Wach, Gillian White, Manzen Yabe, oltre che di Giò Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 – Milano 2002) recentemente scomparso, e dello scultore piemontese Franco Garelli, (Diano d’Alba 1909 – 1973). Del primo, tra i maestri maggiori della scultura europea della seconda metà del Novecento e autore anche di importanti interventi nello spazio urbano, saranno presentate tre sculture monumentali: Colloquio col figlio e Due, del 1975, e Sole deposto del 1982. Del secondo, troppo poco ricordato in rapporto alla qualità dei suoi risultati, tre delle grandi strutture in ferro tagliato, saldato e verniciato – T.R.T., Struttura primaria, del 1966 e Tubo del 1969 – che documentano i suoi più tardi, eccezionali raggiungimenti nella ricerca di una scultura nuova nel linguaggio e nella tecnica.

Questo è il quarto appuntamento biennale con la scultura internazionale voluto dalla Regione Piemonte e ben rappresenta una ulteriore conferma della politica cultura che la stessa sta da anni promuovendo in Italia.

L'evento è accompagnato da un catalogo con testo critico di Luciano Caramel e saggi di Daniela Biancolini, Giovanni Cordero, Barbara Tuzzolino.
 
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