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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MAGNANI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 29 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 14 aprile al 4 giugno 2006

Graziano Pompili - La memoria del sacro

Graziano Pompili - La memoria del sacro
Deposizione, 2006
Marmo
cm 54 x 54 x 20
collezione dell’autore
 [Vedi la foto originale]
PALAZZO MAGNANI
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Corso Giuseppe Garibaldi 29 (42100)
+39 0522454437 , +39 0522444436 (fax)
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it.
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presenta il ciclo delle quattordici stazioni della Via Crucis in terracotta, oltre a disegni preparatori su carta, a sculture in marmo e in bronzo
orario: 9.30 - 13; 15.00 - 19.00 (chiuso il lunedì). Aperto lunedì 17 aprile, il 25 aprile e il 1° maggio
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Euro 5 intero, Euro 4 ridotto, Euro 2 studenti
vernissage: 14 aprile 2006. ore 18
catalogo: euro 21 (Euro 30 in libreria)
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
curatori: Sandro Parmiggiani
autori: Graziano Pompili
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
"Graziano Pompili. La memoria del sacro", allestita nelle sale al piano terra di Palazzo Magnani, presenta il ciclo delle quattordici stazioni della Via Crucis in terracotta, oltre a disegni preparatori su carta, a sculture in marmo e in bronzo, tutte riferite al tema del sacro, cui l'artista ha lavorato in questi ultimi anni. Lo scultore, nato a Fiume nel 1943, e residente a Montecchio (Reggio Emilia), dopo essersi dedicato, negli anni Ottanta, alle "ri-archeologie" (in cui è evidente il retaggio dell'arte rinascimentale), terrecotte frantumate e successivamente ricomposte - di cui il catalogo di mostra ripropone alcuni lavori di soggetto sacro -, ha eletto, negli anni Novanta, la casa, nella sua rappresentazione primordiale di luogo dell'eterno ritorno, a emblema della propria ricerca, in cui il marmo è diventato il materiale prevalente, senza tuttavia abbandonare la terracotta e utilizzando anche il metallo traforato e le lamiere dipinte. La Via Crucis di Pompili ripropone il cammino ultimo di Cristo: formelle con figure stilizzate senza testa, che paiono manichini mossi da una forza misteriosa, chiamati a incarnare una tragedia di cui il rosso del sangue rivela tutta l'atroce sofferenza.

La mostra, a cura di Sandro Parmiggiani, è accompagnata da un catalogo Skira, con testi del curatore, di Marco Vallora e di Luciano Manicardi (Comunità di Bose).
 
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