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arte contemporanea, collettiva PARCO MUSEO D'ARTE AMBIENTALE DI POGGIO VALICAIA ​ Via Dell'Arrigo Scandicci 50018

Scandicci (FI) - dal 25 giugno al 30 settembre 2006

Gilberto Zorio - La Fontana arbitraria
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Gilberto Zorio - La Fontana arbitraria
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GILBERTO ZORIO
FONTANA ARBITRARIA
2006, acciaio corten, inox, zincato – 6,35 x 3,30
© Courtesy Associazione Arte Continua
Foto Ela Bialkowska
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PARCO MUSEO D'ARTE AMBIENTALE DI POGGIO VALICAIA
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Via Dell'Arrigo (50018)
+39 0557591436 , +39 0557591454 (fax), +39 0557591288
parchieverde@comune.scandicci.fi.it
www.comune.scandicci.fi.it/poggio_valicaia/
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Gilberto Zorio realizza un’installazione permanente per il Parco di Poggio Valicaia a Scandicci in Toscana, Fontana Arbitraria
orario: da giugno ad agosto dal martedì alla domenica 8.30- 21.00 – settembre dalle 9.00 alle 20.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 giugno 2006. ore 16
ufficio stampa: AMBRA NEPI
autori: Gilberto Zorio
genere: arte contemporanea, presentazione, personale
email: info@artecontinua.org

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comunicato stampa
Gilberto Zorio realizza un’installazione permanente per il Parco di Poggio Valicaia a Scandicci in Toscana, Fontana Arbitraria.

La scultura è stata realizzata nell’ambito del progetto di ARTE ALL’ARTE “Rinascimento Nascimento: Arte, Energia e Sostenibilità” dal Comune di Scandicci con l’Associazione Arte Continua e sarà visibile al pubblico a partire da domenica 25 giugno (inaugurazione ore 16.00). Curatore Florian Matzner, già direttore di “Skulptur Project” ( Monaco 1997) e in Italia di due edizioni di Arte all’Arte (1998-99).

La nuova installazione permanente sarà accompagnata da una mostra (Casa Colonica del Parco, 25 giugno- 30 settembre) con disegni e progetti di Zorio.

Con questo lavoro prosegue il progetto di Arte all’Arte “Rinascimento Nascimento: Arte, Energia e Sostenibilità” ideato dall’Associazione Arte Continua a cui hanno aderito in Toscana le Amministrazioni Comunali di Scandicci , Colle di Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano e Vinci. Tra le iniziative realizzate fino ad oggi, l’opera di Nari Ward, Illuminated Sanctuary of Empty Sins del 2001 al Termoutilizzatore di Poggibonsi e la “piazza Guidi” di Mimmo Paladino a Vinci.

Il progetto rientra tra le iniziative di Firenze 99% Contemporanea, l’evento realizzato dalla Fondazione Pitti Discovery con gli spazi di arte contemporanea dell’area fiorentina in occasione della 70esima edizione di Pitti Immagine Uomo.

Gilberto Zorio è una delle personalità più importanti della scena artistica italiana, tra i fondatori dell’Arte Povera. Nel contesto dell’attuale discussione sulle possibilità e prospettive dell’arte nello spazio pubblico, Zorio ha elaborato per il Parco Museo d’Arte Ambientale di Poggio Valicaia un progetto che si rifà al motivo della fontana, la forma più antica di opera d’arte nello spazio pubblico. Simbolo di ricchezza e abbondanza, la fontana rappresenta da sempre un punto importante di incontro tra gli uomini e la natura. Un tema di grande attualità, ripreso da numerosi artisti contemporanei.

La Fontana arbitraria di Zorio è una scultura alta sei metri in ferro zincato ed acciaio corten, costituita da un intreccio di tubi metallici su cui poggia una struttura a forma di stella con due contenitori per raccogliere l’acqua piovana e l’umidità notturna. Raggiunto il massimo livello, l’acqua viene espulsa violentemente per mezzo di un sifone automatico. L’evento è imprevedibile, poiché non risponde ad una sequenza calcolabile, e può quindi accadere che l’acqua colpisca chi sta guardando. Secondo il curatore: “ si viene così a creare un rapporto tra pubblico e scultura che è allo stesso tempo cosciente e casuale e che fa vivere in modo attivo ai visitatori l’energia di cui è capace la natura”. Da sempre “l’idea di energia” è la costante che attraversa l’opera dell’artista, al centro anche in questo nuovo lavoro.

Con la Fontana arbitraria di Zorio salgono a sei le installazioni permanenti realizzate fino ad oggi nel Parco di Poggio Valicaia : da quella di Paolo Staccioli (2000) a Dario Bartolini, Maria Dompé e Italo Zuffi (quest’ultime inaugurate nel 2003 sotto la direzione artistica di Adriana Polveroni) e infine Valentino Moradei Gabbrielli (2004).

Gilberto Zorio, nota biografica

Nato nel 1944 ad Adorno Micca (Biella), vive e lavora a Torino. Protagonista del rivoluzionario movimento formatosi a metà degli anni Sessanta in Italia, denominato Arte Povera, Gilberto Zorio pone in primo piano metamorfosi e alchimie, esplorando nel suo lavoro fenomeni naturali di trasformazione come l’evaporazione o l’ossidazione e il loro effetto sui materiali. Da sempre l’idea di energia è la costante che attraversa la sua opera, privilegiando un’arte che si rivela nel suo farsi. L'attenzione rivolta all'elettricità lo porta a incorporare nei suoi lavori lampade, incandescenze, fosforescenze; altrove utilizza stelle e giavellotti, forme archetipiche comunque evocatrici di energia. La sua scultura predilige materiali fragili, da cui emergono gigantesche stelle acciaiose o alambicchi in pyrex, contenenti soluzioni liquide in bilico su sottili giavellotti d'acciaio: sospendendo questi elementi in installazioni volutamente precarie, l'artista parla delle tensioni e della caducità del mondo fisico e chimico mentale.

Dal 1967 partecipa alle principali mostre dell’Arte Povera. Numerose le mostre personali e collettive, nei più importanti centri d’arte mondiale a cui prende parte. Tra queste: l’importante retrospettiva dedicatagli al Kunstverein di Stoccarda (1985). Inoltre ha esposto presso Il Centre d'Art Contemporain di Ginevra e il Centre Georges Pompidou di Parigi (1986), la Philadelphia Tyler School of Art (1988), la Fundaçao de Serralves di Oporto (1990), L'Istituto Valenciano de Arte Moderna di Valencia (1991), il Centro per l'Arte Contemporanea Pecci di Prato (1992), Documenta di Kassel (1992) ,il Dia center for the arts di New York (2001), l’Institut Mathildenhöhe di Darmstadt, (2005) e la personale alla Sonnabend Gallery di New York (2005).
 
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