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arte contemporanea, collettiva MUMI - MUSEO MICHETTI ​ Piazza San Domenico 1 Francavilla Al Mare 66023

Francavilla Al Mare (CH) - dal 29 luglio al 15 ottobre 2006

LVII Edizione del Premio Michetti - Laboratorio Italia
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MUMI - MUSEO MICHETTI
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Piazza San Domenico 1 (66023)
+39 0854912347 , +39 0854912347 (fax)
fondazionemichetti@tiscalinet.it
www.fondazionemichetti.it
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Oltre 100 gli artisti invitati dal curatore Philippe Daverio che nelle vesti di antropologo, oltre che di critico d'arte, li ha catalogati in cinque etnie, a seconda delle diverse espressioni
orario: dalle 18 alle 24 tutti i giorni. Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 luglio 2006. ore 19
catalogo: con testo di Philippe Daverio
editore: VALLECCHI
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
curatori: Philipe Daverio
genere: arte contemporanea, giovane arte, collettiva

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comunicato stampa
Sabato 15 luglio si inaugura nella storica sede del Palazzo S. Domenico di Francavilla al Mare la 57° Edizione del Premio Michetti dal titolo Laboratorio Italia.

Oltre 100 gli artisti invitati dal curatore Philippe Daverio che nelle vesti di antropologo, oltre che di critico d'arte, li ha catalogati in cinque etnie, a seconda delle diverse espressioni: ne è nata una sorta di genetica della pittura con gli Insubri-espressionisti, i Felsini-morbidi, gli Etruschi-materici, gli Adriatici-bizantini e i Mediterranei-barocchi.

"Il panorama attuale delle arti visive in Italia - precisa Philippe Daverio- è nella sostanza costituito da quattro aree ben distinte: un olimpo sancito dalle aste internazionali, alcuni artisti diventati con gli anni emeriti, una vasta produzione di giovani artisti con notevole e regolare produzione, un schiera più misteriosa di artisti nascosti nei meandri della società ma nondimeno portatori di innovazioni estremamente interessanti. L’intenzione è di portare all’attenzione del pubblico questa ultima categoria, costituita non solo da percorsi ancora sperimentali e in divenire ma anche di evoluzioni professionali accertate, riconosciute da collezionisti nazionali e internazionali. I criteri di selezione, vista proprio la tipologia indagata, non hanno potuto essere quelli usati abitualmente dalla critica tradizionale, sono stati così utilizzati parametri più vicini a quelli della antropologia culturale, in base ai quali la sommatoria degli elementi stilistici ha determinato raggruppamenti raccolti in base ad informazioni trasversali ottenute del mondo della cultura. Si sono evidenziati quasi automaticamente cinque gruppi, definiti non secondo scuole o consorterie ma attorno a tribalità antiche che sicuramente nella penisola sopravvivono così come sopravvivono le abitudini linguistiche e alimentari. L’Italia in questo modo si suddivide, ed è ovviamente una divisione più ludica o concettuale che effettiva, in insubri, felsini, adriatici, etruschi e tirreni. Ciò che è apparso straordinariamente intrigante è che ognuno di questi gruppi esprime uno stile linguistico con un senso di autonomia fortemente distinguibile".

Le cinque sezioni etno-antropologiche sono precedute da due aree di riflessione, sorte, più che dalla volontà critica, dalla raccolta di percorsi eccentrici catalogati da Philippe Daverio.
Nel percorso suddiviso in tre parti è possibile ammirare un consistente nucleo di opere su tela, sculture, ceramiche, vetri e fotografie. La prima parte dal titolo De Rerum Natura è una riflessione sulla natura anche nel suo incontro con la scienza e riunisce opere di artisti già noti come Agostino Arrivabene, Stefano Faravelli, Giuliano Mauri, Patrizia Medail, Laura Panno e Tommaso de Paris; la seconda, A proposito della luce, è uno studio sulla luce e su come la fotografia diventi un pezzo unico quando è rielaborata: qui, tra gli altri, si trovano i lavori di Vincent Berg, Cristopher Broadbent, Anna Rosa Gavazzi e Marinellia Pirelli. La terza è rappresentata dai cinque "gruppi etnici" e comprende molti artisti tra cui Cesare Berlingeri, Raffaele Bueno, Momò Calascibetta, Pirro Cuniberti, Beppe Gallo, Marcello Jori, Alejandro Kokocinski, Giovanni Ragusa, Luca Sacchi Gracco, Fabius Tita e Alessandro Verdi.

L'attenzione alla distinzione semantica dei linguaggi è stata particolarmente curata: si intende ridefinire ciò che oggi è pittura, scultura, fotografia, e si riporta nell'ambito delle arti maggiori il vetro e la ceramica. Il concetto dell'allestimento è rivisitato nell'ottica della cultura barocca e dell'ambientazione totale, in modo da consentire alle opere di essere partecipi di un tutto.

Il Premio Michetti, il più antico in Italia dopo la Biennale di Venezia, verrà conferito da una giuria il 15 luglio, giorno dell'inaugurazione: l'opera che si aggiudicherà il primo premio verrà acquisita dalla Fondazione Michetti ed entrerà a far parte della collezione permanente.
 
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