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Aste di luglio
mobili e dipinti
Comunicato stampa
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OGGETTI D’ARTE, BRONZI, SCULTURE. MOBILI ITALIANI ED EUROPEI DAL RINASCIMENTO AL NEOCLASSICISMO. ARGENTI
Ca’ Vendramin Calergi, splendida sede del Casinò di Venezia, già nota nella letteratura del XVI secolo come palazzo Non nobis Domine, dall’iscrizione posta sulla facciata al piano nobile, farà da degna cornice all’asta prevista per sabato 8 luglio,0.10 che aprirà la stagione della neonata San Marco Casa d’Aste con due nutrite sessioni di vendita all’insegna di eccezionali e rarissimi oggetti d’arte, bronzi, sculture, argenti, mobili italiani ed europei dal Rinascimento al Neoclassicismo.
Parola chiave di questa vendita: “collezionismo”, ovvero, citando dal dizionario, “attività di selezione e raccolta di oggetti d’arte secondo un principio di classificazione che chiama in causa moventi culturali, storici, psicologici ed economici”.
Ed ecco una prima sezione in cui sfilano splendidi oggetti realizzati in corallo da maestri trapanesi, come la placca da muro ottagonale del XVII secolo con la scena del Battesimo di Cristo (lotto n. 41, stima 45.000 – 55.000 euro); in cristallo di rocca, argento e smalti come i due splendidi candelieri veneziani della metà del XVII secolo (lotto n. 35, stima 18.000 – 25.000 euro); in onice ed argento vermeil come il piccolo vassoio di orafo viennese della metà del XVIII secolo (lotto n. 8, stima 12.000 – 14.000 euro); in calcedonio traslucido, oro e argento come la deliziosa croce di maestranze attive a Venezia nella prima metà del XVI secolo (lotto n. 18, stima 25.000 – 30.000 euro).
Strettamente connesso al mondo del collezionismo è lo stipo-monetiere, di cui ne vengono proposte tipologie diverse, tra cui un esemplare realizzato da un ebanista attivo nelle Fiandre nella prima metà del XVII secolo, con formelle dipinte da un pittore dell’ambito di Paul Bril con Storie del profeta Daniele (lotto n. 55, stima 20.000 – 25.000 euro).
Il nucleo di importanti bronzi alto-medievali e rinascimentali, fin dal XVI secolo oggetto di collezionismo quasi sfrenato presso le più importanti corti europee, si apre con un candeliere in ottone, raffigurante Sansone che cavalca un leone, di maestranze attive in Bassa Sassonia intorno al terzo decennio del XIII secolo (lotto n. 62, stima 65.000 – 90.000 euro); un acquamanile in foggia di leone realizzato a Norimberga agli inizi del XV secolo (lotto n. 63, stima 75.000 – 110.000 euro); un San Giovanni Battista dalla rara forza espressiva di Bertoldo di Giovanni, allievo e assistente di Donatello (lotto n. 97, stima 180.000 – 260.000 euro); un Cristo crocifisso tra la Madonna e Giovanni Evangelista dolenti, di grande slancio plastico nel modellato, del carrarese Pietro Tacca (lotto n. 96, stima 160.000 – 200.000 euro); una Vergine col Bambino in bronzo dorato a mercurio, attribuita ad artista della Cerchia del Sansovino, dal vibrante pittoricismo (lotto n. 85, stima 60.000 – 80.000 euro) ed infine, in un’esemplare reinterpretazione della lezione donatelliana, un medaglione di Bronzista fiorentino prossimo ad Antonio Rossellino raffigurante la Vergine col Bambino e San Giovannino (lotto n. 90, stima 120.000 – 180.000 euro).
Assai variegata anche la sezione dedicata alla scultura lignea con una luminosa Madonna assisa in trono di Giovanni Zabellana, scultore attivo in veneto nella seconda metà del XV secolo (lotto n. 126, stima 150.000 – 200.000 euro); un Sant’Antonio Abate ed un San Giovanni Evangelista, databili intorno agli inizi del Cinquecento, dello scultore friulano Bartolomeo dall’Occhio (lotto n. 41, stima 50.000 – 60.000 euro);un Cristo crocifisso magistralmente scolpito in legno di bosso da uno Scultore prossimo ad Andrea Brustolon (lotto n. 109, stima 80.000 – 90.000 euro); un drammatico Cristo crocifisso realizzato da un Artista pisano-lucchese attivo intorno alla metà del XIV secolo (lotto n. 122, stima 40.000 – 50.000 euro) ed un bassorilievo in legno di pero di Antoine Marie Melotte con la Processione di disperati prigionieri della Gallia, databile intorno al 1780 c.a (lotto n. 100, stima 28.000 – 35.000 euro).
Sono presentati inoltre due rari cassoni nuziali, di cui uno realizzato con decori in pastiglia dorata da Maestranze attive in ambito ligure o piemontese alla fine del XIV secolo (lotto n. 121, stima 190.000 – 240.000 euro).
Di rara accuratezza anche la scelta delle sculture in marmo, tra cui emerge un altorilievo del lombardo Antonio Mantegazza con la Fuga in Egitto, databile intorno al 1485 c.a (lotto n. 152, stima 220.000 – 250.000 euro); una dolcissima Madonna col Bambino di Gasparo Cairano del primo decennio del Cinquecento (lotto n. 150, stima 220.000 – 260.000 euro); una pudica Vergine Annunciata, realizzata da Bartolomeo Bon nella prima metà del XV secolo, riscolpendo parzialmente una statua realizzata nel II secolo d.C. e raffigurante una Vestale (lotto n. 153, stima 180.000 – 240.000 euro); un bassorilievo con la Madonna leggente col Bambino della Cerchia di Giovanni Antonio Amadeo dell’ultimo quarto del XV secolo (lotto n. 146, stima 100.000 – 160.000 euro); un grande medaglione scolpito ad altorilievo da Jean Delcour intorno al 1680 c.a con l’Esaltazione della Vera Croce (lotto n. 142, stima 90.000 – 140.000 euro); un drammatico Ercole e Caco dello scultore tedesco Balthasar Permoser (lotto n. 136, stima 60.000 – 70.000 euro) ed un busto neoclassico firmato da Albert Bertel Thorvaldsen a ritrarre il Conte Nicola Demidoff di San Donato (lotto n. 128, stima 80.000 – 100.000 euro).
Oltre a splendide cornici in legno dorato, maioliche e specchiere, tra cui si segnalano due coppie in vetro di Murano decorate con corolle di fiore, pubblicate dal Morazzoni nel 1958 (lotti n.304 e 305, stima 40.000 – 60.000 euro ciascuna coppia), tra gli arredi è doveroso porre l’attenzione su un magnifico bureau trumeau veneziano del XVIII secolo in noce e radica di noce (lotto n. 322, stima 260.000 – 330.000 euro); una console riccamente scolpita nell’ambito del Brustolon (lotto n. 317, stima 100.000 – 140.000 euro); una coppia di elegantissimi cantonali veneziani del XVIII secolo laccati in tenue policromia (lotto n. 315, stima 140.000 – 180.000 euro); un bureau trumeau milanese del XVIII secolo laccato a chinoiseries (lotto n. 316, stima 150.000 – 210.000 euro); una rara console laccata in ceruleo ed eseguita a Venezia nel XVIII secolo, proveniente dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia (lotto n. 306, stima 60.000 – 80.000 euro); una console genovese del XVIII secolo riccamente scolpita (lotto n. 292, stima 120.000 – 160.000 euro); un’importante credenza in noce e radica, proveniente da Mantova o Brescia, del XVIII secolo (lotto n. 228, stima 78.000 – 110.000 euro) ed infine una coppia di splendidi moretti veneziani del XVIII secolo, anch’essi provenienti dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia (lotto n. 308, stima 60.000 – 70.000 euro).
Nel gruppo degli argenti si mettono in evidenza otto candelieri da parete realizzati dall’argentiere padovano Angelo Scarabello (lotto n. 375, stima 60.000 – 70.000 euro) e una rara coppia di candelabri punzonati Genova 1795 (lotto n. 253, stima 35.000 – 45.000 euro).
Tra le mirabilia si segnalano infine due lanterne in stile neo-bizantino firmate dall’architetto Alfonso Orombelli (lotto n. 175, stima 28.000 – 35.000 euro); un cavallo realizzato da un ebanista veneziano della fine del XVIII secolo per gli allievi dell’Accademia di Belle Arti (lotto n. 177, stima 30.000 – 40.000 euro); un raffinatissimo ricamo su seta corredato di tre bonegrazie di maestranze attive in Piemonte nel XVIII secolo (lotto n. 319, stima 18.000 – 20.000 euro) ed uno spledido elefante in bronzo, proveniente dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia, di maestranze attive in Francia tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII secolo (lotto n. 309, stima 55.000 – 75.000 euro).
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DIPINTI E DISEGNI DI ANTICHI MAESTRI
L’importante asta organizzata da San Marco Casa d’Aste, la prima di dipinti e disegni antichi, si terrà domenica 9 luglio presso la prestigiosa sede del Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi, e consentirà ad un vasto pubblico di ammirare un eterogeneo gruppo di opere su tavola e su tela, dall’alta epoca fino al XIX secolo, provenienti dal mercato antiquariale e appartenute a diverse collezioni private.
Durante la seduta d’asta verranno messi all’incanto 109 lotti, raggruppati per scuole pittoriche di provenienza; top lot dell’asta la Natura morta con cardo, frutta e selvaggina (lotto 75, stima a richiesta), splendido dipinto di Juan Sánchez Cotán, il padre fondatore della pittura spagnola di natura morta e autore di bodegones che esercitarono una notevole influenza sulla pittura del XVII secolo in Spagna; la tela presentata, in ottimo stato di conservazione e pubblicata nel 1960 da Pontus Grate, costituisce una replica piuttosto puntuale, ma di maggiori dimensioni, del celeberrimo dipinto acquisito nel 1991 dal Museo del Prado, firmato e datato 1602. Al nutrito gruppo di nature morte secentesche di scuola spagnola vanno poi ricondotte le bellissime composizioni di Juan de Arellano, Fiori in un cesto di vimini (lotto 70, stima 150.000-200.000 euro), e Pedro de Camprobín, Natura morta con fiori dentro a un canestro (lotto 72, stima 320.000-400.000 euro), nonché la Natura morta con frutta (lotto 71, stima 400.000-600.000 euro) di Tomás Yepes, il massimo rappresentante in area valenciana nel campo della pittura di “fruteros”, e la Natura morta con cardo e finestra su un paesaggio (lotto 73, stima a richiesta) del madrileno Juan Van der Hamen Y León, “el mayor Español que huviera avido de su Arte” (J. Pérez Montalván,1633), tela firmata e datata 1623 e studiata da Pérez Sánchez. Molto importante, fra dipinti spagnoli a carattere religioso, la tela di Francisco de Zurbarán destinata in origine alla chiesa della Merced Descalza di Siviglia e raffigurante La Vergine consegna a San Pedro Nolasco l’abito dell’Orden de la Merced (lotto 69, stima a richiesta), ben nota alla critica per essere stata pubblicata da Paul Guinard.
Molto ben rappresentata anche la scuola fiamminga con altri quadri di nature morte quali quello gradevolissimo riconducibile al catalogo di Rachel Ruysch, artista attiva a cavallo fra il Sei e il Settecento specializzatasi nella pittura di fiori, genere in cui divenne senz'altro la donna più apprezzata di ogni tempo (lotto 58, stima 250.000-350.000 euro), e la barocca composizione di fiori e frutta con cherubini e uccelli di Frans Snyders (lotto 64, stima 240.000-280.000 euro), artista di Anversa aggiornato su modelli italiani e sulla conoscenza di Rubens, con cui a lungo collaborò. Ad un altro frequentatore della bottega di Rubens, Anton Van Dyck, spetta capolavoro del primo periodo ad Anversa, eseguito verso il 1616-17, lo Studio per una testa d’apostolo (lotto 62, stima 250.000-300.000 euro), olio su carta trasportata su tela pubblicato in due riprese da Erik Larsen; parimenti importante la Sacra Famiglia con San Giovannino di Bartholomaeus Spranger (lotto 66, stima 220.000-350.000 euro), una delle rare prove nel campo della pittura religiosa di un altro artista di Anversa specializzato in composizioni allegoriche e mitologiche, nominato nel 1581 a Praga pittore di corte da Rodolfo II.
Ma il nucleo più corposo è senz’altro quello della pittura italiana del XVII e XVIII secolo. Fra i numerosi dipinti veneti, oltre alle varie vedute lagunari di Bernardo Canal, Jacob de Joncheer, Vincenzo Chilone, Apollonio Domenichini e Francesco Tironi e alle piacevoli tele di Giovanni Antonio Guardi, Giovan Battista Pittoni e Gregorio Lazzarini, va ricordato il suggestivo San Giuseppe con il Bambino di Giambattista Piazzetta (lotto 11, stima 170.000-220.000 euro), soggetto molto caro al pittore veneziano, copiato addirittura da Giambattista Tiepolo agli esordi del terzo decennio del secolo.
Bellissimi i dipinti napoletani rappresentati dai classicisti Niccolò di Simone e Francesco Solimena, da Gennaro Greco ma soprattutto da Giuseppe Recco con una sua tipica Natura morta con frutta, ortaggi, brocca e piatto di rame (lotto 36, stima 150.000-200.000 euro) e da Luca Giordano di cui si contano ben due opere: un presunto autoritratto e la bellissima tela raffigurante Cristo e la Samaritana al pozzo (lotto 31, stima 250.000-300.000 euro), studiata da Benito Navarrete e da Nicola Spinosa, concordi nell’assegnarla senza incertezze a Luca e a considerarla uno dei massimi raggiungimenti dell’arte del pittore nel corso del nono decennio del Seicento.
Accanto alle tele di scuola bolognese di Giuseppe Maria Crespi e Francesco Tiarini spiccano poi quelle importantissime, romane, del classicista Carlo Maratta che ritrae Maria Maddalena Rospigliosi (lotto 33, stima 200.000-260.000 euro), del “fiorista” Mario Nuzzi che dipinge il Vaso di fiori (lotto 40, stima 100.000-150.000 euro) e di Francesco Ruschi, pittore formatosi a Roma e molto attivo in Veneto, con le sue tele di sapore barocco raffiguranti La Vanità (lotto 44, stima 140.000-180.000 euro) e Venere piange la morte di Adone (lotto 45, stima 60.000-90.000 euro).
Il Sacrificio di Abramo (lotto 46, stima 140.000-180.000 euro), restituito da Nicola Spinosa a Gioacchino Assereto, pittore attivo a Genova alla metà del Seicento, va citato assieme al Giacobbe e il gregge di Labano del conterraneo Grechetto (lotto 43, stima 80.000-110.000 euro) e alla Disputa tra sapienti (lotto 47, stima 150.000-200.000 euro) del periodo giovanile di Bernardo Strozzi, pittore genovese influenzato da Rubens e di Van Dyck, le cui opere erano note nella città natale, dal manierismo tosco-lombardo e del naturalismo di derivazione caravaggesca.
Non meno importanti le opere toscane di Rutilio Manetti, formatosi nel clima culturale del tardo manierismo senese di matrice romana, cui spetta la bellissima tela con Giuditta porge la testa di Oloferne alla fantesca (lotto 50, stima 220.000-250.000 euro), e del fiorentino Carlo Dolci, che ebbe il merito di saper reagire all’imperante venezianismo alla moda in Toscana nei primi decenni del Seicento, presente con la bella Madonna col Bambino (lotto 41, stima 100.000-120.000 euro). Di area lombarda, infine, il presunto autoritratto di Giacomo Ceruti, il ritratto di gentiluomo di Fra’ Galgario e la Natura morta con due figure di Giacomo Francesco Cipper, pittore austriaco attivo anch’egli nel bergamasco e nel bresciano (lotto 34, stima 160.000-220.000 euro).
Sono degne di considerazione anche le tavole a fondo oro del Trecento italiano, in maggior parte toscane, da quella pregevolissima del pittore senese Bartolomeo Bulgarini, pittore dalle discusse vicende biografiche, raffigurante una Crocifissione con dolenti (lotto 80, stima 250.000-300.000 euro) a quella col Cristo benedicente di Martino di Bartolomeo, già collezione Van Marle a Perugia, pubblicata in più occasioni e messa in relazione al grandioso polittico di Fontebranda, oggi smembrato (lotto 83, stima 150.000-220.000 euro).
Alla prima metà del XV secolo risale invece la bella Madonna col Bambino fra i Santi Biagio, Giovanni Battista, Dorotea e Giacomo Maggiore e angeli del fiorentino Maestro di Montefoscoli (lotto 86, stima 120.000-150.000 euro), già esaminata da Federico Zeri, mentre nel Quattrocento inoltrato vanno collocati i due dipinti di Vittore Crivelli, tra cui raffinatissima la Santa Chiara (lotto 87, stima 120.000-160.000 euro) studiata da Pietro Zampetti nella sua monografia sul pittore veneziano molto attivo nelle Marche; a quest’ultimo studioso si deve anche la restituzione della tavola con la Sacra Conversazione (lotto 92, stima 160.000-180.000 euro) al catalogo del veneziano Vittore Carpaccio, intorno agli ultimi anni del Quattrocento. Di area mantovano-ferrarese, invece, l’importante tavola con Cristo morto con i Santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e un angelo in questa occasione ricondotta al raro pittore Giovan Francesco Manieri, documentato dal 1489 al 1506 (lotto 93, stima 150.000-200.000 euro); di ambito lombardo, invece, i bellissimi Santi Pietro e Paolo (lotto 94, stima 140.000-200.000 euro) di Stefano de’ Fedeli, pittore direttamente influenzato dall’insegnamento di Vincenzo Foppa e dalla pittura ferrarese che aveva contaminato l’arte della Lombardia sforzesca verso l’ultimo quarto del Quattrocento, e il Cristo e l’adultera di Giampietro Silvio (lotto 101, stima 140.000-180.000 euro), esposto a Mantova nel 2002 nell’ambito della mostra sul collezionismo privato nelle terre dei Gonzaga, così come l’Adorazione dei Magi (lotto 97, stima 240.000-300.000 euro) del belliniano Rocco Marconi.
Una nota a parte, infine, su un importante gruppo di dipinti veneti del Cinquecento: il Gesù Bambino e San Giovannino di Paolo Caliari detto il Veronese (lotto 107, stima a richiesta), pubblicato da Filippo Pedrocco e collocato alla fine degli anni Settanta del XVI secolo o all’esordio del decennio successivo; il Sant’Andrea in gloria e angeli (lotto 104, stima 150.000-200.000) firmato dagli “Haeredes Pauli”, i figli di Paolo Veronese Carletto e Gabriele e il fratello Benedetto che, alla morte del maestro (1588) diedero vita ad una società che si proponeneva, come indicava il nome stesso, di far vivere l’eredità artistica paolesca; il San Giovanni in Patmos di Jacopo Tintoretto (lotto 108, stima 280.000-350.000 euro), importante dipinto pubblicato per la prima volta dal von der Berken nel 1924, quando faceva parte della collezione Von Nemes a Monaco di Baviera e in seguito nelle moderne monografie di De Vecchi (1970), Pallucchini e Rossi (1982); la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo da Ponte detto Bassano (lotto109, stima a richiesta), opera firmata, apparsa al pubblico per la prima volta alla mostra monografica sul maestro bassanese organizzata nel 1957 da Pietro Zampetti a Venezia e unanimemente accolta dalla critica successiva, a partire da Bernard Berenson (1958), dal Pallucchini (1958) e dall’Arslan, che la conferma nella sua fondativa monografia su Jacopo data alle stampe nel 1960.
Il catalogo include, infine, tre importanti disegni: due provenienti dalla collezione privata veneziana Gatti Casazzauna, la Scena galante (lotto 53, stima 14.000-18.000 euro) del pittore Giuseppe Zocchi, attivo a Firenze nel XVI secolo, e i Sei cani di Giandomenico Tiepolo (lotto 54, stima 18.000-22.000 euro), opera firmata dal figlio del celeberrimo Giambattista, e l’importantissimo Apollo di Benvenuto Cellini (lotto 55, stima a richiesta), studio per il sigillo dell’Accademia del Disegno di Firenze fondata nel 1563.
Ca’ Vendramin Calergi, splendida sede del Casinò di Venezia, già nota nella letteratura del XVI secolo come palazzo Non nobis Domine, dall’iscrizione posta sulla facciata al piano nobile, farà da degna cornice all’asta prevista per sabato 8 luglio,0.10 che aprirà la stagione della neonata San Marco Casa d’Aste con due nutrite sessioni di vendita all’insegna di eccezionali e rarissimi oggetti d’arte, bronzi, sculture, argenti, mobili italiani ed europei dal Rinascimento al Neoclassicismo.
Parola chiave di questa vendita: “collezionismo”, ovvero, citando dal dizionario, “attività di selezione e raccolta di oggetti d’arte secondo un principio di classificazione che chiama in causa moventi culturali, storici, psicologici ed economici”.
Ed ecco una prima sezione in cui sfilano splendidi oggetti realizzati in corallo da maestri trapanesi, come la placca da muro ottagonale del XVII secolo con la scena del Battesimo di Cristo (lotto n. 41, stima 45.000 – 55.000 euro); in cristallo di rocca, argento e smalti come i due splendidi candelieri veneziani della metà del XVII secolo (lotto n. 35, stima 18.000 – 25.000 euro); in onice ed argento vermeil come il piccolo vassoio di orafo viennese della metà del XVIII secolo (lotto n. 8, stima 12.000 – 14.000 euro); in calcedonio traslucido, oro e argento come la deliziosa croce di maestranze attive a Venezia nella prima metà del XVI secolo (lotto n. 18, stima 25.000 – 30.000 euro).
Strettamente connesso al mondo del collezionismo è lo stipo-monetiere, di cui ne vengono proposte tipologie diverse, tra cui un esemplare realizzato da un ebanista attivo nelle Fiandre nella prima metà del XVII secolo, con formelle dipinte da un pittore dell’ambito di Paul Bril con Storie del profeta Daniele (lotto n. 55, stima 20.000 – 25.000 euro).
Il nucleo di importanti bronzi alto-medievali e rinascimentali, fin dal XVI secolo oggetto di collezionismo quasi sfrenato presso le più importanti corti europee, si apre con un candeliere in ottone, raffigurante Sansone che cavalca un leone, di maestranze attive in Bassa Sassonia intorno al terzo decennio del XIII secolo (lotto n. 62, stima 65.000 – 90.000 euro); un acquamanile in foggia di leone realizzato a Norimberga agli inizi del XV secolo (lotto n. 63, stima 75.000 – 110.000 euro); un San Giovanni Battista dalla rara forza espressiva di Bertoldo di Giovanni, allievo e assistente di Donatello (lotto n. 97, stima 180.000 – 260.000 euro); un Cristo crocifisso tra la Madonna e Giovanni Evangelista dolenti, di grande slancio plastico nel modellato, del carrarese Pietro Tacca (lotto n. 96, stima 160.000 – 200.000 euro); una Vergine col Bambino in bronzo dorato a mercurio, attribuita ad artista della Cerchia del Sansovino, dal vibrante pittoricismo (lotto n. 85, stima 60.000 – 80.000 euro) ed infine, in un’esemplare reinterpretazione della lezione donatelliana, un medaglione di Bronzista fiorentino prossimo ad Antonio Rossellino raffigurante la Vergine col Bambino e San Giovannino (lotto n. 90, stima 120.000 – 180.000 euro).
Assai variegata anche la sezione dedicata alla scultura lignea con una luminosa Madonna assisa in trono di Giovanni Zabellana, scultore attivo in veneto nella seconda metà del XV secolo (lotto n. 126, stima 150.000 – 200.000 euro); un Sant’Antonio Abate ed un San Giovanni Evangelista, databili intorno agli inizi del Cinquecento, dello scultore friulano Bartolomeo dall’Occhio (lotto n. 41, stima 50.000 – 60.000 euro);un Cristo crocifisso magistralmente scolpito in legno di bosso da uno Scultore prossimo ad Andrea Brustolon (lotto n. 109, stima 80.000 – 90.000 euro); un drammatico Cristo crocifisso realizzato da un Artista pisano-lucchese attivo intorno alla metà del XIV secolo (lotto n. 122, stima 40.000 – 50.000 euro) ed un bassorilievo in legno di pero di Antoine Marie Melotte con la Processione di disperati prigionieri della Gallia, databile intorno al 1780 c.a (lotto n. 100, stima 28.000 – 35.000 euro).
Sono presentati inoltre due rari cassoni nuziali, di cui uno realizzato con decori in pastiglia dorata da Maestranze attive in ambito ligure o piemontese alla fine del XIV secolo (lotto n. 121, stima 190.000 – 240.000 euro).
Di rara accuratezza anche la scelta delle sculture in marmo, tra cui emerge un altorilievo del lombardo Antonio Mantegazza con la Fuga in Egitto, databile intorno al 1485 c.a (lotto n. 152, stima 220.000 – 250.000 euro); una dolcissima Madonna col Bambino di Gasparo Cairano del primo decennio del Cinquecento (lotto n. 150, stima 220.000 – 260.000 euro); una pudica Vergine Annunciata, realizzata da Bartolomeo Bon nella prima metà del XV secolo, riscolpendo parzialmente una statua realizzata nel II secolo d.C. e raffigurante una Vestale (lotto n. 153, stima 180.000 – 240.000 euro); un bassorilievo con la Madonna leggente col Bambino della Cerchia di Giovanni Antonio Amadeo dell’ultimo quarto del XV secolo (lotto n. 146, stima 100.000 – 160.000 euro); un grande medaglione scolpito ad altorilievo da Jean Delcour intorno al 1680 c.a con l’Esaltazione della Vera Croce (lotto n. 142, stima 90.000 – 140.000 euro); un drammatico Ercole e Caco dello scultore tedesco Balthasar Permoser (lotto n. 136, stima 60.000 – 70.000 euro) ed un busto neoclassico firmato da Albert Bertel Thorvaldsen a ritrarre il Conte Nicola Demidoff di San Donato (lotto n. 128, stima 80.000 – 100.000 euro).
Oltre a splendide cornici in legno dorato, maioliche e specchiere, tra cui si segnalano due coppie in vetro di Murano decorate con corolle di fiore, pubblicate dal Morazzoni nel 1958 (lotti n.304 e 305, stima 40.000 – 60.000 euro ciascuna coppia), tra gli arredi è doveroso porre l’attenzione su un magnifico bureau trumeau veneziano del XVIII secolo in noce e radica di noce (lotto n. 322, stima 260.000 – 330.000 euro); una console riccamente scolpita nell’ambito del Brustolon (lotto n. 317, stima 100.000 – 140.000 euro); una coppia di elegantissimi cantonali veneziani del XVIII secolo laccati in tenue policromia (lotto n. 315, stima 140.000 – 180.000 euro); un bureau trumeau milanese del XVIII secolo laccato a chinoiseries (lotto n. 316, stima 150.000 – 210.000 euro); una rara console laccata in ceruleo ed eseguita a Venezia nel XVIII secolo, proveniente dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia (lotto n. 306, stima 60.000 – 80.000 euro); una console genovese del XVIII secolo riccamente scolpita (lotto n. 292, stima 120.000 – 160.000 euro); un’importante credenza in noce e radica, proveniente da Mantova o Brescia, del XVIII secolo (lotto n. 228, stima 78.000 – 110.000 euro) ed infine una coppia di splendidi moretti veneziani del XVIII secolo, anch’essi provenienti dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia (lotto n. 308, stima 60.000 – 70.000 euro).
Nel gruppo degli argenti si mettono in evidenza otto candelieri da parete realizzati dall’argentiere padovano Angelo Scarabello (lotto n. 375, stima 60.000 – 70.000 euro) e una rara coppia di candelabri punzonati Genova 1795 (lotto n. 253, stima 35.000 – 45.000 euro).
Tra le mirabilia si segnalano infine due lanterne in stile neo-bizantino firmate dall’architetto Alfonso Orombelli (lotto n. 175, stima 28.000 – 35.000 euro); un cavallo realizzato da un ebanista veneziano della fine del XVIII secolo per gli allievi dell’Accademia di Belle Arti (lotto n. 177, stima 30.000 – 40.000 euro); un raffinatissimo ricamo su seta corredato di tre bonegrazie di maestranze attive in Piemonte nel XVIII secolo (lotto n. 319, stima 18.000 – 20.000 euro) ed uno spledido elefante in bronzo, proveniente dalla Collezione Gatti Casazza di Venezia, di maestranze attive in Francia tra la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII secolo (lotto n. 309, stima 55.000 – 75.000 euro).
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DIPINTI E DISEGNI DI ANTICHI MAESTRI
L’importante asta organizzata da San Marco Casa d’Aste, la prima di dipinti e disegni antichi, si terrà domenica 9 luglio presso la prestigiosa sede del Casinò di Venezia, Ca’ Vendramin Calergi, e consentirà ad un vasto pubblico di ammirare un eterogeneo gruppo di opere su tavola e su tela, dall’alta epoca fino al XIX secolo, provenienti dal mercato antiquariale e appartenute a diverse collezioni private.
Durante la seduta d’asta verranno messi all’incanto 109 lotti, raggruppati per scuole pittoriche di provenienza; top lot dell’asta la Natura morta con cardo, frutta e selvaggina (lotto 75, stima a richiesta), splendido dipinto di Juan Sánchez Cotán, il padre fondatore della pittura spagnola di natura morta e autore di bodegones che esercitarono una notevole influenza sulla pittura del XVII secolo in Spagna; la tela presentata, in ottimo stato di conservazione e pubblicata nel 1960 da Pontus Grate, costituisce una replica piuttosto puntuale, ma di maggiori dimensioni, del celeberrimo dipinto acquisito nel 1991 dal Museo del Prado, firmato e datato 1602. Al nutrito gruppo di nature morte secentesche di scuola spagnola vanno poi ricondotte le bellissime composizioni di Juan de Arellano, Fiori in un cesto di vimini (lotto 70, stima 150.000-200.000 euro), e Pedro de Camprobín, Natura morta con fiori dentro a un canestro (lotto 72, stima 320.000-400.000 euro), nonché la Natura morta con frutta (lotto 71, stima 400.000-600.000 euro) di Tomás Yepes, il massimo rappresentante in area valenciana nel campo della pittura di “fruteros”, e la Natura morta con cardo e finestra su un paesaggio (lotto 73, stima a richiesta) del madrileno Juan Van der Hamen Y León, “el mayor Español que huviera avido de su Arte” (J. Pérez Montalván,1633), tela firmata e datata 1623 e studiata da Pérez Sánchez. Molto importante, fra dipinti spagnoli a carattere religioso, la tela di Francisco de Zurbarán destinata in origine alla chiesa della Merced Descalza di Siviglia e raffigurante La Vergine consegna a San Pedro Nolasco l’abito dell’Orden de la Merced (lotto 69, stima a richiesta), ben nota alla critica per essere stata pubblicata da Paul Guinard.
Molto ben rappresentata anche la scuola fiamminga con altri quadri di nature morte quali quello gradevolissimo riconducibile al catalogo di Rachel Ruysch, artista attiva a cavallo fra il Sei e il Settecento specializzatasi nella pittura di fiori, genere in cui divenne senz'altro la donna più apprezzata di ogni tempo (lotto 58, stima 250.000-350.000 euro), e la barocca composizione di fiori e frutta con cherubini e uccelli di Frans Snyders (lotto 64, stima 240.000-280.000 euro), artista di Anversa aggiornato su modelli italiani e sulla conoscenza di Rubens, con cui a lungo collaborò. Ad un altro frequentatore della bottega di Rubens, Anton Van Dyck, spetta capolavoro del primo periodo ad Anversa, eseguito verso il 1616-17, lo Studio per una testa d’apostolo (lotto 62, stima 250.000-300.000 euro), olio su carta trasportata su tela pubblicato in due riprese da Erik Larsen; parimenti importante la Sacra Famiglia con San Giovannino di Bartholomaeus Spranger (lotto 66, stima 220.000-350.000 euro), una delle rare prove nel campo della pittura religiosa di un altro artista di Anversa specializzato in composizioni allegoriche e mitologiche, nominato nel 1581 a Praga pittore di corte da Rodolfo II.
Ma il nucleo più corposo è senz’altro quello della pittura italiana del XVII e XVIII secolo. Fra i numerosi dipinti veneti, oltre alle varie vedute lagunari di Bernardo Canal, Jacob de Joncheer, Vincenzo Chilone, Apollonio Domenichini e Francesco Tironi e alle piacevoli tele di Giovanni Antonio Guardi, Giovan Battista Pittoni e Gregorio Lazzarini, va ricordato il suggestivo San Giuseppe con il Bambino di Giambattista Piazzetta (lotto 11, stima 170.000-220.000 euro), soggetto molto caro al pittore veneziano, copiato addirittura da Giambattista Tiepolo agli esordi del terzo decennio del secolo.
Bellissimi i dipinti napoletani rappresentati dai classicisti Niccolò di Simone e Francesco Solimena, da Gennaro Greco ma soprattutto da Giuseppe Recco con una sua tipica Natura morta con frutta, ortaggi, brocca e piatto di rame (lotto 36, stima 150.000-200.000 euro) e da Luca Giordano di cui si contano ben due opere: un presunto autoritratto e la bellissima tela raffigurante Cristo e la Samaritana al pozzo (lotto 31, stima 250.000-300.000 euro), studiata da Benito Navarrete e da Nicola Spinosa, concordi nell’assegnarla senza incertezze a Luca e a considerarla uno dei massimi raggiungimenti dell’arte del pittore nel corso del nono decennio del Seicento.
Accanto alle tele di scuola bolognese di Giuseppe Maria Crespi e Francesco Tiarini spiccano poi quelle importantissime, romane, del classicista Carlo Maratta che ritrae Maria Maddalena Rospigliosi (lotto 33, stima 200.000-260.000 euro), del “fiorista” Mario Nuzzi che dipinge il Vaso di fiori (lotto 40, stima 100.000-150.000 euro) e di Francesco Ruschi, pittore formatosi a Roma e molto attivo in Veneto, con le sue tele di sapore barocco raffiguranti La Vanità (lotto 44, stima 140.000-180.000 euro) e Venere piange la morte di Adone (lotto 45, stima 60.000-90.000 euro).
Il Sacrificio di Abramo (lotto 46, stima 140.000-180.000 euro), restituito da Nicola Spinosa a Gioacchino Assereto, pittore attivo a Genova alla metà del Seicento, va citato assieme al Giacobbe e il gregge di Labano del conterraneo Grechetto (lotto 43, stima 80.000-110.000 euro) e alla Disputa tra sapienti (lotto 47, stima 150.000-200.000 euro) del periodo giovanile di Bernardo Strozzi, pittore genovese influenzato da Rubens e di Van Dyck, le cui opere erano note nella città natale, dal manierismo tosco-lombardo e del naturalismo di derivazione caravaggesca.
Non meno importanti le opere toscane di Rutilio Manetti, formatosi nel clima culturale del tardo manierismo senese di matrice romana, cui spetta la bellissima tela con Giuditta porge la testa di Oloferne alla fantesca (lotto 50, stima 220.000-250.000 euro), e del fiorentino Carlo Dolci, che ebbe il merito di saper reagire all’imperante venezianismo alla moda in Toscana nei primi decenni del Seicento, presente con la bella Madonna col Bambino (lotto 41, stima 100.000-120.000 euro). Di area lombarda, infine, il presunto autoritratto di Giacomo Ceruti, il ritratto di gentiluomo di Fra’ Galgario e la Natura morta con due figure di Giacomo Francesco Cipper, pittore austriaco attivo anch’egli nel bergamasco e nel bresciano (lotto 34, stima 160.000-220.000 euro).
Sono degne di considerazione anche le tavole a fondo oro del Trecento italiano, in maggior parte toscane, da quella pregevolissima del pittore senese Bartolomeo Bulgarini, pittore dalle discusse vicende biografiche, raffigurante una Crocifissione con dolenti (lotto 80, stima 250.000-300.000 euro) a quella col Cristo benedicente di Martino di Bartolomeo, già collezione Van Marle a Perugia, pubblicata in più occasioni e messa in relazione al grandioso polittico di Fontebranda, oggi smembrato (lotto 83, stima 150.000-220.000 euro).
Alla prima metà del XV secolo risale invece la bella Madonna col Bambino fra i Santi Biagio, Giovanni Battista, Dorotea e Giacomo Maggiore e angeli del fiorentino Maestro di Montefoscoli (lotto 86, stima 120.000-150.000 euro), già esaminata da Federico Zeri, mentre nel Quattrocento inoltrato vanno collocati i due dipinti di Vittore Crivelli, tra cui raffinatissima la Santa Chiara (lotto 87, stima 120.000-160.000 euro) studiata da Pietro Zampetti nella sua monografia sul pittore veneziano molto attivo nelle Marche; a quest’ultimo studioso si deve anche la restituzione della tavola con la Sacra Conversazione (lotto 92, stima 160.000-180.000 euro) al catalogo del veneziano Vittore Carpaccio, intorno agli ultimi anni del Quattrocento. Di area mantovano-ferrarese, invece, l’importante tavola con Cristo morto con i Santi Giovanni Evangelista, Maria Maddalena e un angelo in questa occasione ricondotta al raro pittore Giovan Francesco Manieri, documentato dal 1489 al 1506 (lotto 93, stima 150.000-200.000 euro); di ambito lombardo, invece, i bellissimi Santi Pietro e Paolo (lotto 94, stima 140.000-200.000 euro) di Stefano de’ Fedeli, pittore direttamente influenzato dall’insegnamento di Vincenzo Foppa e dalla pittura ferrarese che aveva contaminato l’arte della Lombardia sforzesca verso l’ultimo quarto del Quattrocento, e il Cristo e l’adultera di Giampietro Silvio (lotto 101, stima 140.000-180.000 euro), esposto a Mantova nel 2002 nell’ambito della mostra sul collezionismo privato nelle terre dei Gonzaga, così come l’Adorazione dei Magi (lotto 97, stima 240.000-300.000 euro) del belliniano Rocco Marconi.
Una nota a parte, infine, su un importante gruppo di dipinti veneti del Cinquecento: il Gesù Bambino e San Giovannino di Paolo Caliari detto il Veronese (lotto 107, stima a richiesta), pubblicato da Filippo Pedrocco e collocato alla fine degli anni Settanta del XVI secolo o all’esordio del decennio successivo; il Sant’Andrea in gloria e angeli (lotto 104, stima 150.000-200.000) firmato dagli “Haeredes Pauli”, i figli di Paolo Veronese Carletto e Gabriele e il fratello Benedetto che, alla morte del maestro (1588) diedero vita ad una società che si proponeneva, come indicava il nome stesso, di far vivere l’eredità artistica paolesca; il San Giovanni in Patmos di Jacopo Tintoretto (lotto 108, stima 280.000-350.000 euro), importante dipinto pubblicato per la prima volta dal von der Berken nel 1924, quando faceva parte della collezione Von Nemes a Monaco di Baviera e in seguito nelle moderne monografie di De Vecchi (1970), Pallucchini e Rossi (1982); la Madonna col Bambino e San Giovannino di Jacopo da Ponte detto Bassano (lotto109, stima a richiesta), opera firmata, apparsa al pubblico per la prima volta alla mostra monografica sul maestro bassanese organizzata nel 1957 da Pietro Zampetti a Venezia e unanimemente accolta dalla critica successiva, a partire da Bernard Berenson (1958), dal Pallucchini (1958) e dall’Arslan, che la conferma nella sua fondativa monografia su Jacopo data alle stampe nel 1960.
Il catalogo include, infine, tre importanti disegni: due provenienti dalla collezione privata veneziana Gatti Casazzauna, la Scena galante (lotto 53, stima 14.000-18.000 euro) del pittore Giuseppe Zocchi, attivo a Firenze nel XVI secolo, e i Sei cani di Giandomenico Tiepolo (lotto 54, stima 18.000-22.000 euro), opera firmata dal figlio del celeberrimo Giambattista, e l’importantissimo Apollo di Benvenuto Cellini (lotto 55, stima a richiesta), studio per il sigillo dell’Accademia del Disegno di Firenze fondata nel 1563.
08
luglio 2006
Aste di luglio
Dall'otto al 09 luglio 2006
arte antica
arte moderna
arti decorative e industriali
asta
arte moderna
arti decorative e industriali
asta
Location
SAN MARCO CASA D’ASTE – MARCO SEMENZATO AUCTIONEER
Venezia, Campo San Zan Degola', (Venezia)
Venezia, Campo San Zan Degola', (Venezia)
Vernissage
8 Luglio 2006, ore 16 e 17.30
Ufficio stampa
STUDIO ESTER DI LEO



