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Castellina Marittima (PI) - dal 5 agosto al primo ottobre 2006
A Renato Spagnoli


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ECOMUSEO DELL'ALABASTRO
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Via Fratelli Rosselli (56040)
www.comunecastellina.it/ecomuseo.htm
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antologica
orario: agosto, tutti i giorni tranne il lunedì 16,30-20,00
settembre e ottobre, venerdì, sabato e domenica 15,30-19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Castellina Marittima (PI):
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biglietti: intero € 3, ridotto € 2, Famiglia € 7,5
vernissage: 5 agosto 2006. ore 18 al Teatro Niccolini
catalogo: in mostra
curatori: Raffaela Maria Sateriale
autori: Renato Spagnoli
patrocini: del Comune di Livorno, della Provincia di Pisa e della Regione Toscana
genere: arte contemporanea, personale
email: arte@caesaronlus.it

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comunicato stampa
Gli incanti e gli abbagli della comunicazione sono di scena, dal 6 agosto al 1 ottobre, nella prestigiosa cornice di Castellina Marittima (PI).

Nell’Ecomuseo dell’Alabastro la mostra antologica di Renato Spagnoli, “A RENATO SPAGNOLI”, organizzata da CAESAR Onlus e Comune di Castellina M.ma, con il patrocinio del Comune di Livorno, della Provincia di Pisa e della Regione Toscana, dà avvio alla serie di manifestazioni dedicate alla produzione coerente e attuale di questo artista ancora troppo poco conosciuto. Per approfondire e condividere gli spunti ludici e di riflessione ispirati dall’evento espositivo, sono stati programmati incontri e dibattiti, performances musicali e teatrali di giovani artisti.

La mostra, a cura di Raffaela M. Sateriale, ripercorre le principali tappe dell’attività dell’artista livornese, dagli esordi, in cui la ricerca è orientata alla individuazione del segno, alla standardizzazione critica e divertita dell’alfabeto su cui si fonda la comunicazione, fabbricata per avallare sistemi di valori.

Spagnoli ne traspone in modo graffiante, ma equilibrato, lirico eppure densamente concettuale il meccanismo di irradiazione. Usa acrilico su tela, assemblaggi, gioca con le trasparenze delle lastre su cui rimangono stampigliate lettere di un alfabeto in costruzione, dove trovarsi a proprio agio, liberi di interpretare, di scegliere se indugiare sulle foto scattate all’ABC della comunicazione e della percezione estetica, se inseguire quei segni in fuga o fors’anche ritrarsi, segni arricchiti da un’inquietudine ammiccante.

La coerenza multiforme sorprende in questo viaggio tra le opere. Le origini ricordano la temperie culturale che ha prodotto le Letters di Jasper Johns, gli Alphabets di Jannis Kounellis, le serie di Alfabeti di Piero Manzoni, i “Gridi” del pisano Gianni Bertini, emigrato a Parigi.

Gradualmente e con una logica quasi consequenziale, i segni e le porzioni di lettera, in particolare la lettera “A”, si staccano dalla superficie della tela fino ad occupare tridimensionalmente lo spazio, che diventa così percorribile, abitabile.

“Come in un ipertesto o nella navigazione in internet - spiega Francesca Pepi, curatrice del testo critico del catalogo -, scrittura e lettura tendono a semplificarsi, così viene da Spagnoli accordata la predilezione a strutture e colori primari. L’argomentazione critica seguita attraverso il segno appare, in un certo qual modo, appiattita, concentrandosi nell’intensità, a tratti quasi violenta, delle campiture dai valori cromatici squillanti. Il salto dalla pittura a tinte piatte all’installazione si produce con esiti comparabili a quelli perseguiti da artisti di calibro internazionale come Barnett Newmann ed Ellsworth Kelly.

Il colore si condensa e si satura al punto da divenire esso stesso materia, intorno a cui circolare e sostare. E’ come se queste figure del colore, questi veri e propri personaggi artificiali, incarnassero delle sentinelle, attente ad evitare l’inerzia della pittura e di una comunicazione che tende ad assecondare, acriticamente, le mode o il potere dominante”.
 
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