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arte contemporanea, collettiva EX CHIESA DI SANT'AGOSTINO - PINACOTECA MARCO MORETTI ​ Corso Annibal Caro Civitanova Marche 62012

Civitanova Marche (MC) - dal primo luglio al 29 ottobre 2006

Omaggio a Picasso
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EX CHIESA DI SANT'AGOSTINO - PINACOTECA MARCO MORETTI
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Corso Annibal Caro (62012)
+39 0733892650 , +39 0733891019
info@pinacotecamoretti.it
www.pinacotecamoretti.it
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Sessantanove grandi artisti
orario: luglio e agosto 18 - 23; settembre e ottobre 17-20. Chiuso Lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 3 €, ridotto 2 €, gratuito minori 14 anni
vernissage: 1 luglio 2006.
editore: MAZZOTTA
autori: Renato Guttuso, Jiøí Kolar, Joan Miró, Pablo Ruiz Picasso, James Rosenquist, Andy Warhol
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La mostra "Omaggio a Picasso", che verrà inaugurata il 2 luglio, ore 18,00 al Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche Alta, organizzata dal Comune di Civitanova Marche in collaborazione con la Fondazione Mazzotta di Milano e il contributo di Cesare Paciotti, sponsor unico, si prospetta di grande qualità sia per la scelta che per l´abbondanza delle opere, prestate da istituzioni pubbliche e soprattutto da generosi collezionisti privati. Tra le quasi 80 opere di Picasso esposte nella Pinacoteca Marco Moretti spiccano parecchi "pezzi unici" dipinti su tela o su terracotta, disegnati a matita o a pastello su carta, scolpiti in bronzo. A questi si aggiungono numerose incisioni che comprendono tra l´altro "Il pasto frugale" del 1904, cinque "Saltimbanchi" del 1905, una dozzina di tavole del "Tricorne" (1920), le serie complete di "Le cocu magnifique" (12 tavole), "Sables mouvants" (10) e "Célestine" (12), oltre ad alcune litografie e linoleografie. Nell´attigua Chiesa di Sant´Agostino saranno invece esposte altrettante opere dedicate da grandi artisti internazionali a Picasso subito dopo la sua morte: tra questi Miró, Masson, Bellmer, Matta, Lam, Dalí, Moore, Hartung, Nevelson, Tàpies, Kolár, Warhol, Lichtenstein, Oldenburg, Rauschenberg, Rosenquist, Rivers, Stella, Indiana, Jones, Tilson, Hamilton, Hockney, De Maria, Vasarely, Guttuso, Baj, Pistoletto, Beuys, Christo ecc., e infine, più recentemente, il Gruppo Cracking Art. L’eccezionale carriera artistica di Pablo Picasso (Malaga 1888 - Mougins 1973) si può dividere grosso modo in due parti: prima e dopo il 1930. Prima di tale data egli crea e sviluppa uno stile dopo l´altro, talora cambiando bruscamente direzione di marcia: così avviene nei celeberrimi periodi blu e rosa dei primi anni del Novecento, caratterizzati da un malinconico simbolismo postimpressionista, seguiti verso il 1907-10 da un deciso mutamento di orizzonte che dà vita alla innovativa produzione cubista, in cui spiccano le Demoiselles d´Avignon che segnano una vera e propria rivoluzione nella storia dell´arte. Ma già negli anni a cavallo della prima guerra mondiale il maestro spagnolo, che sembra essersi stancato di tanto furore creativo, opera un "ritorno all´ordine" e trova ispirazione nell´arte del passato con una ripresa di figuratività classicista. Nei primi anni Venti, tuttavia, ecco una nuova impennata "sovversiva" con un recupero stilizzato del cubismo e l´avvicinamento al movimento surrealista di Breton, Salvador Dalí, Joan Miró ecc. Dopo il 1930 sembra invece che l´artista non sappia o non voglia più inventare uno stile radicalmente nuovo, come quelli precedenti, e che quindi si dia a ripercorrerli tutti circolarmente con una ibridazione incessante tra una serie e l´altra, per cui, come scrive Renato Barilli nel catalogo della mostra edito da Mazzotta, "il segno scheggiato e rigido di derivazione cubista coesiste accanto al profilo smussato e dolce proveniente dai periodi blu e rosa; e, accanto ai tracciati esili condotti in punta di pennello, rotondeggiano gonfiori plastici affidati a un pesante chiaroscuro; il tutto ripreso, agitato, rimescolato con una energia sovrumana che accorpa, unisce, aggrega in un gigantesco melting pot". E così il grande maestro spagnolo proseguirà, dando vita a capolavori straordinari come Guernica, fino agli ultimi anni della sua vita. Da una fucina di tale immane creatività non potevano fare a meno di attingere gli artisti suoi coetanei e anche quelli delle generazioni successive, ognuno adottandone un qualche particolare più congeniale alla propria personalità e poi sviluppandolo secondo il proprio stile, quasi a testimoniare l´inesauribilità dell´eredità picassiana. Come in varie opere di Picasso presenti in mostra, anche in alcuni degli omaggi esposti alla Ex Chiesa di Sant’Agostino uno dei temi predominanti è la raffigurazione della donna, considerata una forza vitale dell´umanità in particolare dai surrealisti (Bellmer, Matta, Lam, Masson ecc.) ma anche da taluni artisti più giovani (Guttuso, Manzù, Moore, Hrdlicka ecc.) e persino da certi esponenti della pop art (Hamilton, Jones, Rivers). In altre opere di Picasso c´è però anche una vena di rigore formale e di severità compositiva che nei suoi epigoni trova espressione in movenze rigide o persino acuminate (Wotruba, Chadwick, Mack, Uecker, Wewerka ecc.) o addirittura in modulazioni geometriche (Bill, Stella, Vasarely, D´Arcangelo) che sembrano quasi porsi in antitesi rispetto alle scelte del Grande Vecchio. Ma tante altre ancora possono essere le chiavi di lettura con cui gli "eredi" di Picasso ne interpretano le suggestioni: ed ecco allora quelli che, riprendendo i suoi collages di oggetti trovati, assemblano con grande disinvoltura le immagini più disparate, come fanno i nouveaux réalistes Arman, Tinguely e Niki de Saint-Phalle e poi gli artisti pop Rauschenberg, Rosenquist, Oldenburg, Tilson e Télémaque; quelli che ne portano avanti le scomposizioni e deformazioni dei corpi e dei volti (Baj, Schultze, Paolozzi, De Maria ecc.); fino a quelli che gli rendono omaggio rielaborando in chiave più o meno ironica o seria le sue stesse opere: come fanno Pol Bury e Jiri Kolár con le Demoiselles d´Avignon, Lichtenstein in una natura morta accostata a un viso femminile, Pistoletto con la celebre colomba della pace e infine Warhol ritraendo un´altra "creatura" del grande spagnolo: la figlia Paloma.

La mostra è posta sotto il Patrocinio del Senato della Repubblica e
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
 
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