La giovine Italia 3063 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
23/05/2019
I capolavori degli Uffizi, raccontati dalle voci degli attori
23/05/2019
Banksy è stato allontanato dai vigili mentre "esponeva" senza autorizzazione a Venezia
23/05/2019
Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci sul tuo smartphone, grazie all’app
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva FABBRICA ​ Viale Giosuè Carducci 119 Gambettola 47035

Gambettola () - dal 14 ottobre al 26 novembre 2006

La giovine Italia

La giovine Italia

 [Vedi la foto originale]
FABBRICA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Viale Giosuè Carducci 119 (47035)
+39 054752115 , +39 054759302 (fax)
info@angelograssi.it
www.angelograssi.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Omaggio degli artisti italiani a Giuseppe Mazzini nel bicentario della nascita
biglietti: free admittance
vernissage: 14 ottobre 2006. ore 17
editore: MAZZOTTA
curatori: Renato Barilli
autori: Perino & Vele, Sergia Avveduti, Enrica Borghi, Pierluigi Caligano, Gianni Caravaggio, Alice Cattaneo, Loris Cecchini, Claudia Losi, Federico Maddalozzo, Marinangeli & Piacucci, Andrea Mastrovito, Andrea Melloni, Cristiano Picco, Alessandro Roma, Francesco Simeti, Sissi Sissi, Diego Soldà, Francesco Spampinato
genere: arte contemporanea, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Lo Spazio d’arte di Gambettola (Cesena), diretto da Angelo Grassi (monumentale complesso di archeologia industriale), con la collaborazione del critico Renato Barilli, organizza per il prossimo autunno (ottobre-novembre) 2006 la mostra avente il titolo e il sottotitolo sopra indicati. Il riferimento a Mazzini non vuole essere preso in senso rigoroso, ma muove dal riconoscimento che, ai suoi giorni, il grande predicatore laico aveva saputo scegliere bene tra le forme d’arte allora presenti, e risulta suggestivo e profetico che accanto alla “giovine Italia” egli fosse pronto a concepire tante altre formazioni nazionali, nel nome di un’unitaria e globale “giovine Europa”. Lo scopo più preciso della mostra è di valorizzare in pieno il ricchissimo arco di nuovi talenti che l’Officina Italia ha visto nascere nell’ultimo decennio, cioè esattamente da quando, nel ’97, Barilli documentò le presenze in atto entro il 1997 nella mostra omonima, a Bologna e in altre sedi emiliano-romagnole. Naturalmente dieci anni non passano invano, non stupirà quindi dover constatare che in un simile arco di tempo la ricerca internazionale, cui quella del nostro Paese si aggancia strettamente, ha mutato orientamento. Sul finire del Novecento si registrava un picco estremo verso la smaterializzazione dell’arte, tanto che si parlava di un postconcettuale esteso a macchia d’olio, con ricorso prevalente a fotografia, video, inserti verbali. I poteri della mente sembravano dominare su quelli della mano e delle materie sensibili. Ma dopo quell’estremo, è scattato inevitabilmente un movimento in senso contrario che vede il recupero di elementi fisici. Una simile direzione di marcia è senza dubbio propiziata dal ruolo sempre più incisivo assunto dalla partecipazione femminile, basti fare i conti, sui 18 selezionati in questa rassegna, un terzo è di donne artiste, che confermano quella dote di sicura vicinanza alle forze della vita quale si conviene alla loro condizione umana. E così, Sergia Avveduti, pur partendo da severe riflessioni concettuali, le collega a ottimi manufatti di ebanisteria, Enrica Borghi riscopre il fascino dei motivi decorativi, Claudia Losi si avvale di materiali tessili, giocando in pieno la carta del “soffice”, il che si può ripetere per Sissi, e anche la coppia Marinangeli-Placucci, unite nel lavoro, confezionano sorprendenti teatri di ombre, ma a partire da vani domestici. Alice Cattaneo per parte sua anima gli ambienti investendoli con elementi aerei tenaci e avvolgenti. Naturalmente, i loro colleghi non intendono essere da meno, e dunque si cimentano anche loro su materiali teneri e ben provvisti di sensuosità, come risulta dagli intagli lignei di Pierluigi Calignano, o dagli ammassi di Gianni Caravaggio che sembrano disintegrarsi a contatto con l’atmosfera. Parrebbe invece che Loris Cecchini si ostini a puntare su strutture metalliche, ma queste risultano sottoposte a una scarica tremenda che le sconvolge e le attorce. Perino e Vele assemblano, anche loro, materiali che vengono dai ripostigli di famiglia, di cui hanno la fragilità, ma anche un confortevole sapore di memoria. Diego Soldà conduce degli esami stratigrafici sui più vari tessuti, mentre Andrea Melloni, forse il più “mentale”, si adopra tuttavia a sollecitare effetti acustici, anch’essi ben avvertibili. In un clima del genere si attenua l’interdetto nei confronti della “vecchia signora”, la pittura, purché non pretenda di rinascere in forma del deprecato dipinto quadrangolare, e così Andrea Mastrovito la fa proliferare liberamente nello spazio, Francesco Spampinato ne ricava dei rosoni, dei mandala, mentre Alessandro Roma la pratica secondo un polistilismo aperto a tutte le combinazioni. Francesco Simeti rilancia il genere classico e tradizionale dei fregi per interni, ma li compila con elementi desunti da dati pungenti di cronaca. Gabriele Picco monta un universo di burattini che si levano arguti e protervi, mentre Federico Maddalozzo gioca sistematicamente sullo scarto che esiste tra il colore riportato e quello reale, tra le cose e le ombre.

Non si pretende certo che oggi, nella realtà multiforme della nostra arte giovane, esistano solo queste 18 presenze, altre incalzano, e avrebbero uguale diritto ad essere prese in considerazione, ma certo questo manipolo disegna un profilo di sorprendente e completa attualità.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram