Matisse e Bonnard. Viva la pittura! 3095 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
20/06/2019
Sull’isola di Than Hussein Clark con Catherine David. Talk da KURA
20/06/2019
Le proiezioni sui monumenti di Londra per promuovere il nuovo album di Thom Yorke
20/06/2019
La pistola con cui si uccise Vincent van Gogh è stata venduta all'asta
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva COMPLESSO DEL VITTORIANO ​ Via Di San Pietro In Carcere Roma 00186

Roma - dal 6 ottobre 2006 al 4 febbraio 2007

Matisse e Bonnard. Viva la pittura!
[leggi la recensione]

Matisse e Bonnard. Viva la pittura!
[leggi la recensione]

 [Vedi la foto originale]
COMPLESSO DEL VITTORIANO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Di San Pietro In Carcere (00186)
+39 066780664 , + 39 068715111
www.ilvittoriano.com
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

oltre 230 opere tra oli, sculture, acquarelli, gouaches, disegni e documenti
orario: dal lunedì al giovedì 9.30 -19.30; venerdì e sabato 9.30 - 23.30; domenica 9.30 - 20.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto
vernissage: 6 ottobre 2006.
editore: SKIRA
ufficio stampa: NOVELLA MIRRI, COMUNICAREORGANIZZANDO
autori: Pierre Bonnard, Henri Matisse
patrocini: Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana
genere: doppia personale, arte moderna

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
"Viva la pittura!" Con questo motto emblematico e pieno di entusiasmo inizia la corrispondenza tra due grandi artisti, Henri Matisse e Pierre Bonnard, un carteggio specchio di un'amicizia durata quasi quaranta anni e interrotta soltanto dalla morte. Dal 6 ottobre 2006 al 4 febbraio 2007 la mostra "Matisse e Bonnard. Viva la pittura!" al Complesso del Vittoriano celebra l'incontro tra i due maestri attraverso oltre 230 opere tra oli, sculture, acquarelli, gouaches, disegni e documenti. Partecipano alla mostra con i loro capolavori importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo. Ben 27 musei francesi aderiscono all'evento e, tra essi, il Centre Pompidou ed il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, il Musée des Beaux-Arts et d'Archéologie di Besançon, i Musées des Beaux-Arts di Bordeaux, di Brest, di Digione e di Nizza, il Musée Matisse di Cateau-Cambresis, il Musée Tavet Delacour di Pontoise, la Fondazione Maeght di Saint Paul de Vence, l'Annonciade Musée de Saint Tropez ed il Musée d'Art Moderne di Trois. Tra i paesi partecipanti spiccano la Russia (con quattro opere dallo Museo dell'Ermitage ed un capolavoro dal Museo Pushkin), gli Stati Uniti (con il Metropolitan Museum, il St. Louis Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art ed il Brooklin Museum of Art) il Canada (con il Montreal Museum of Fine Arts ed il Musée de Beaux Arts de Canada) e l'Australia (con la National Gallery of Australia, la National Gallery of Victoria e la New South Wales Art Gallery), oltre a Brasile, Finlandia Inghilterra, Irlanda, Italia, Norvegia, Ungheria, Città del Vaticano ed altri. La Mostra, che nasce sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ambasciata di Francia in Italia, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, ed è promossa dal Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali, Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche, Assessorato alla Comunicazione -, unitamente alla Provincia di Roma - Presidenza, Assessorato alle Politiche Culturali - e alla Regione Lazio - Presidenza, Assessorato Cultura, Spettacolo, Sport. L'esposizione "Matisse e Bonnard" si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico composto da Guy Cogeval, Direttore del Montreal Museum of Fine Arts, Philippe Cros, Direttore della Fondazione Bemberg di Tolosa e commissario generale internazionale della mostra, Jack Flam, Distinguished Professor of Art History della City University of New York, Marie-Thérèse Pulvénis de Seligny, direttrice del Museo Matisse di Nizza, Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale Romano e commissario generale per l'Italia della mostra, Maria Teresa Benedetti, già ordinaria all'Accademia di Belle Arti di Roma, e Claudia Zevi. La rassegna è coordinata e organizzata da Alessandro Nicosia (Presidente di Comunicare Organizzando). La mostra Nel corso dell'ultimo decennio il Complesso del Vittoriano è diventato lo spazio espositivo principe nel panorama romano per la presentazione di artisti di fine Ottocento e inizio Novecento, ospitando prestigiose mostre come quelle dedicate a Magritte, Cézanne, gli Espressionisti, Klee, Degas, Munch e, infine, ad Amedeo Modigliani. Oggi, con un approccio scientifico completamente innovativo, vengono presentati due maestri, Henri Matisse e Pierre Bonnard, artisti che percorrono strade parallele e sono in continuo dialogo attraverso un fitto carteggio pubblicato dalla casa editrice francese Gallimard. Matisse e Bonnard rappresentano due direzioni fondamentali dell'arte del Novecento: Matisse verso il moderno, Bonnard nel costante legame con la tradizione. Non un confronto tra opere diverse per segno e resa formale, bensì un incontro tra due grandi della pittura del Novecento, uniti da una fortissima stima reciproca e dalla comune indagine sulle capacità espressive del colore. Gli aspetti che legano Henri Matisse e Pierre Bonnard sono molteplici. Nonostante la sua sconcertante precocità, l'influenza che ebbe su Toulouse-Lautrec ed il suo ruolo cruciale nel movimento Nabis, Bonnard è stato spesso considerato come l'ultimo impressionista. In realtà, egli trasforma l'indagine obbiettiva sul reale degli Impressionisti in uno sguardo volto verso una realtà interiore. Egli è solo di due anni più vecchio dell'amico e condivide con lui momenti fondamentali del suo percorso. Per entrambi la prima mostra personale è alla Galleria Ambroise Vollard, sostituita, a partire dalla seconda metà degli anni '10, dalla Galleria Bernheim-Jeune; entrambi vivono la loro stagione matura nel Midi della Francia. Sanno di essere due sopravvissuti, due uomini, per usare le parole di Rodin, "che hanno avuto la fortuna di perseguire con passione ciò che hanno amato": l'Arte. L'amore incondizionato per la pittura e lo stesso rovello nei confronti delle difficoltà della creazione artistica costituiscono il loro legame più forte. Bonnard scrive a Matisse: "La pittura è qualche cosa a condizione di concedersi completamente. Credo che ci capiamo bene su questo punto"; Matisse gli dirà poi: "La verità è che un pittore esiste con la tavolozza in mano e fa ciò che può". Entrambi sono fautori di un'arte che superi il dibattito delle Avanguardie e trovi il proprio scopo all'interno del dipinto, non come imitazione del reale, ma come trascrizione di una reazione personale ad esso. Le famose frasi di Matisse "L'arte è una comoda poltrona" o di Bonnard "La pittura non è altro che il piacere di dipingere" vanno lette, dunque, come l'espressione di un ideale comune, per cui l'artista non deve sottomettersi alla natura e alle sue regole, ma esclusivamente a quelle del dipinto. La rivoluzione introdotta da Bonnard in pittura consiste nell'aspirazione a riprodurre una sensazione psicofisiologica del reale, cioè a dipingere la 'sensazione' prodotta in lui dal soggetto e ricollocata nel fluire del tempo. In tal modo, si abbandona uno degli elementi fondamentali della pittura tradizionale (quella che Matisse chiama 'la pittura della mimesi'), cioè la prospettiva. Non dovendo più riprodurre un'immagine, ma una percezione, il dipinto non raffigura più la realtà, ma una visione soggettiva derivata da essa. Perdendo il punto focale tradizionale, la pittura acquista una visione più ampia. E' proprio questo aspetto del superamento della mimesi che Matisse ricerca nell'arte orientale, composta di colori piatti, di forme giustapposte e non gerarchizzate, elementi che lo guidano verso la sua particolare concezione di un'arte decorativa. Nonostante gli esiti formali così diversi, i due artisti dimostrano sempre un estremo interesse, rispetto ed ammirazione l'uno per il lavoro dell'altro e si scambiano quadri alla ricerca del consenso e dell'approvazione reciproca. A testimonianza di ciò, all'inizio del 1911, Matisse acquista da Bernheim-Jeune "La serata al Salon" di Bonnard, che conserverà per sempre. Bonnard, dal canto suo, avrebbe sempre tenuto con sé la superba "Finestra aperta" di Matisse. I due testimoniano apertamente la stima che hanno l'uno per l'altro. A chi, dopo la morte di Bonnard, ne mette in discussione la "modernità", Matisse risponde irritato: "Sì! Certifico che Pierre Bonnard è un grande pittore oggi e lo sarà ancora di più per l'avvenire!". Bonnard, invece, gli testimonia la sua ammirazione direttamente in una lettera: "quando penso a lei, penso ad uno spirito mondato da ogni vecchia convinzione estetica, solo questo consente una visione diretta della natura, la fortuna più grande che un pittore possa avere". Il dialogo artistico tra i due è costante: Bonnard ammira l'originale visione della natura di Matisse, quest'ultimo trarrà ispirazione dall'opera dell'amico per rafforzare l'intensità del colore e la libertà del disegno. I due hanno in comune anche i temi rappresentati qui in mostra: ritratti, paesaggi e visioni delle città, marine, finestre aperte sul Mediterraneo o sulla campagna, capaci, come gli specchi, di infrangere le regole della prospettiva. Inoltre, le nature morte, oggetti e ricchi mazzi di fiori, e tutte le possibili declinazioni della figura femminile. Anche se i loro esiti formali sono diversi colpisce l'intensità di un incontro, lo scambio costante, il dialogo sempre alto, che arricchisce entrambi e che, sicuramente, colpirà i visitatori della mostra.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram