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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DEL VESCOVADO ​ Piazza Duomo Parma 43100

Parma - dal 18 novembre 2006 al 14 gennaio 2007

Notai a Parma. X-XX secolo

Notai a Parma. X-XX secolo

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PALAZZO DEL VESCOVADO
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Questa mostra permette di toccare con mano, attraverso documenti (molti dei quali rari e mai esposti), carte, ritratti, immagini ed altro, la storia grande letta attraverso la “lente piccola” del notariato
orario: 9,30 – 12,30 e 15,00 – 18,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 novembre 2006.
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Ada Gigli Marchetti
note: Mostra promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Parma con il Consiglio Notarile di Parma
genere: documentaria

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comunicato stampa
La storia di una città raccontata attraverso le “carte” dei suoi notai. Documenti che registrano, con puntualità appunto “notarile”, i piccoli fatti di vita quotidiana insieme ai grandi eventi, e talvolta sconvolgimenti, di una città e di un territorio. Gente comune, vescovi, papi, duchi, principi, contadini e sommi artisti accomunati nel rigore dei documenti.

Questo l’obiettivo della mostra “NOTAI A PARMA. X – XX secolo” che sarà allestita nel Palazzo del Vescovado dal 19 novembre e al 14 gennaio 2007. Curatore della mostra è Ada Gigli Marchetti (catalogo Skira).

La mostra “NOTAI A PARMA” è stata promossa dalla Fondazione Cariparma in collaborazione con il Consiglio Notarile di Parma, nell’ambito delle Celebrazioni per i 900 anni della Cattedrale.



La sede prescelta per questa importante esposizione non è casuale: il 13 marzo 962 l’imperatore Ottone I conferisce al Vescovo-Conte di Parma, Uberto, “potestatem eligendi et ordinandi notarios”. Un atto che conferma la presenza in città del notaio, figura professionale che in questo millennio di attività è stata sottoposta a progressivi modellamenti. I Notai non ricoprirono solo il ruolo istituzionale della tutela e della garanzia della legalità nella vita cittadina, ma divennero essi stessi protagonisti di quella vita, ora come uomini di cultura e letterati ora come uomini di governo quando non di lotta politica. Alcune famiglie notarili hanno connotato con la loro attività più secoli, in particolare la dinastia notarile dei Micheli, notai a Parma ininterrottamente da 550 anni.



Il millennio del notariato a Parma rappresenta un lungo percorso tormentato, in cui non sono mancate zone d’ombra e cadute. Nel corso dei secoli, il ceto notarile parmense diventò, insieme a tutte le altre professioni intellettuali, l’ossatura delle classi dirigenti non solo a livello cittadino, ma anche a livello nazionale. Da collegio elitario, quale si configurava nell’Ottocento, il ceto notarile al pari di quello di altre professioni si è via via proposto pure come una “forza di governo”, capace cioè di gestire anche il potere politico. Élite sempre più consapevole del cruciale ruolo esercitato nella società contemporanea, la professione notarile ha infatti acquisito nel tempo la funzione fondamentale di mettere in comunicazione lo Stato con la società e di diventare elemento irrinunciabile di mediazione tra la sfera pubblica e la sfera privata. Si è così modificata attraverso l’acquisizione di saperi giuridici sempre più raffinati e anche attraverso la rivendicazione di un profondo senso dell’etica professionale e di responsabilità nei riguardi di tutti i cittadini

In questo quadro assunsero un ruolo particolare alcuni membri delle famiglie dalle antichissime tradizioni e “uomini nuovi” della professione. Caso emblematico di chi, pur non sortendo da una grande famiglia di notai, tuttavia seppe giocare un ruolo non piccolo nella società parmense, fu, nell’Ottocento, Filippo Bacchi la cui militanza nella Carboneria gli costò l’esilio in Inghilterra, ma gli valse anche il sodalizio con un “grande” della letteratura italiana, Ugo Foscolo. Caso ancor più emblematico di chi, uscendo da una lunga e prestigiosa tradizione familiare, ebbe una parte di grandissimo rilievo non solo nella vita cittadina, ma addirittura nella vita dell’intera nazione, fu, nel Novecento, Giuseppe Micheli, più volte deputato, e più volte ministro e da ultimo senatore. Della famiglia si celebrano quest’anno, appunto, 550 anni della professione, famiglia che ha espresso, con Pietro, anche un Presidente Nazionale del Notariato.



Questa mostra permette di toccare con mano, attraverso documenti (molti dei quali rari e mai esposti), carte, ritratti, immagini ed altro, la storia grande letta attraverso la “lente piccola” del notariato. Una chiave di lettura studiata anche per le scuole cui sono, tra l’altro, indirizzate particolari visite guidate.

Il percorso espositivo è completato da alcuni filmati.

Il primo è dedicato a una serie di interviste ad alcuni rappresentanti delle antiche famiglie notarili parmigiane, che raccontano il loro impegno civile e professionale. Un secondo è riservato ai documenti ed alle opere non presenti in mostra ed alla illustrazione del percorso stesso della mostra, che vede intrecciarsi le vicende storiche della città di Parma dal X al XX secolo con l'evoluzione della classe notarile insieme con lo sviluppo della città.

Un terzo filmato, sicuramente interessante, propone immagini di notai, così come elaborate dal cinema italiano. Le sequenze, disposte in ordine cronologico, permettono di farsi un’idea del valore semantico che questa figura ha assunto in determinati periodi della storia del nostro cinema.

L'inizio della Mostra viene sottolineato da un Convegno Nazionale di studi storico-giuridico che si terrà il 18 novembre mattina, nell’ambito delle celebrazioni del Giubileo della Cattedrale, dal titolo: “Il notaio a Parma per elezione del Vescovo. Dal signum tabellionatus alla firma digitale.”

 
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