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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CIVICA - PALAZZO LOFFREDO ​ Largo Duomo Potenza 85100

Potenza - dal 24 marzo al 3 giugno 2007

Carmelo Zotti - Antologica

Carmelo Zotti - Antologica

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GALLERIA CIVICA - PALAZZO LOFFREDO
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Oltre cento le opere del maestro riunite per questa grande rassegna, opere esemplificative di tutti i periodi della sua attività
orario: dal martedì alla domenica, ore 9.00 - 13.00 / 16.00 – 21.00. La mostra rimane aperta durante le festività
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 marzo 2007. ore 18.30 al Teatro Stabile in P.zza M.Pagano
editore: SKIRA
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Laura Gavioli
autori: Carmelo Zotti
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dopo il successo ottenuto alla Permanente di Milano, la vasta antologica di Carmelo Zotti, uno dei casi più singolari e fervidi della figurazione italiana del secondo dopoguerra, sarà presentata a Potenza, nella sede espositiva della Galleria Civica di Palazzo Loffredo.

Oltre cento le opere del maestro riunite per questa grande rassegna, opere esemplificative di tutti i periodi della sua attività. La mostra, curata da Laura Gavioli, è stata promossa dal “Gruppo Euromobil per la cultura”, il gruppo trevigiano che in questi mesi è presente, come main sponsor, nelle mostre bresciane di Turner e di Mondrian al Museo di Santa Giulia e ad Arte Fiera Bologna 2007.



Cresciuto alla scuola di Bruno Saetti nella Venezia degli anni Cinquanta, vicino dapprima al clima informale, Zotti matura nel confronto/scontro con la Pop, affermatasi alla Biennale di Venezia nel 1964 che vede una sua fondamentale presenza.

Una pittura, la sua, a forte componente narrativa non lontana dai riferimenti al “nuovo racconto” italiano e a maestri internazionali come Rafael Canogar e Alan Davie, Wols e Pierre Alechinsky, Graham Sutherland e Philip Martin.

Tale atteggiamento si nutre dello studio del clima sospeso e oniric metafisico/surreale, e dell’iconografia straniata della grande arte centroamericana e indiana, dalle quali Zotti estrapola il proprio tipicissimo repertorio iconografico.

Scrive Flaminio Gualdoni nel saggio introduttivo: “La mano, la sfinge, l’elefante, la piramide, il magrittiano rubinetto/fallo, la mummia, l’angelo, e poi Salomé e Giuditta, Lazzaro e Orfeo, Venere e Cleopatra, Ganesha e Mosè… Più saviniano che dechirichiano appare in questi anni Settanta l’approccio di Zotti (e ben lo ha ribadito Enzo Di Martino, scrivendone nel 1995), per quel suo evitare la cristallizzazione lucida della visione in favore di un sentimento più oscuro e mutante dell’immagine, e soprattutto per una meno esibita, ma non meno retoricamente padroneggiata, teatralità”.

Negli ultimi anni la sua pittura, ha scritto Dino Marangon, si apre a “una più sensibile e immanente modulazione delle luci, dei timbri e delle tonalità cromatiche” e a “una più viva attenzione per la delineazione della consistenza plastica delle figure”. In altri termini, non l’iconografia mitica vi è dominante, ma la sua capacità di metabolizzarsi nell’esperienza della pittura e della vita, posto che i due termini siano per Zotti effettivamente distinguibili.

I dipinti di Carmelo Zotti a Potenza, nella bellissima ed accogliente Regione Basilicata, andranno ad incontrare un pubblico particolarmente sensibile al mito, al mistero e alle metafore evocate da una pittura di profondo contenuto, come quella selezionata per questa rassegna. Le opere potranno contare su un habitat naturale, non solo per la straordinaria vicinanza geografica al Mediterraneo, dal quale esse catturano la loro più essenziale linfa evocativa e visionaria, ma anche per la presenza del vastissimo patrimonio archeologico, ospitato nel Museo Archeologico “Dinu Adamesteanu” di Palazzo Loffredo, che non potrà lasciare insensibile l'attento visitatore alla scoperta di una magica concomitanza.

La pittura di Zotti, tanto pregnante di significati e di presagi, sarà una piacevole scoperta per tutti alla Galleria Civica di Potenza e si può perfino pensare che essa godrà di una nuova e imprevedibile vitalità nella luce forte del sud.



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