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arte contemporanea, collettiva DOROTHEUM - PALAZZO AMMAN ​ Via Arrigo Boito 8 Milano 20121

Milano - dal 28 marzo al primo aprile 2007

Inaugurazione per il Giubileo

Inaugurazione per il Giubileo
DOROTHEUM - PALAZZO AMMAN
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Via Arrigo Boito 8 (20121)
+39 023035241 , +39 0230410120 (fax)
milano@dorotheum.it
www.dorotheum.com
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dipinti antichi, vetri e porcellane, sculture, mobili, gioielli
biglietti: free admittance
vernissage: 28 marzo 2007. ore 18.30
ufficio stampa: IRMA BIANCHI
genere: arte antica, arti decorative e industriali, asta

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comunicato stampa
Trecento anni! La più grande e antica casa d’aste dell'Europa occidentale celebra quest’anno il Giubileo. Fondata nel 1707 dall’imperatore Giuseppe I, Dorotheum è oggi una prestigiosa casa d’aste internazionale con rappresentanze a Milano, Bruxelles, Düsseldorf, Monaco di Baviera, Praga e Tokyo; inoltre è membro fondatore di International Auctioneers. Una sviluppata attività con 600 aste all'anno dedicate ad oltre 40 settori, più di 400 collaboratori e 70 esperti pronti ad offrire al pubblico consulenza e assistenza, la rendono un punto di riferimento fidato e sicuro nei diversi campi del collezionismo per la clientela di tutto il mondo.
Fra tutti i lotti spiccano per importanza i Dipinti antichi, settore in cui Dorotheum è leader nell’Europa centrale. E proprio i Dipinti antichi apriranno gli incanti in occasione del trecentenario, il 24 aprile 2007. I festeggiamenti proseguiranno con l'asta del 25 aprile che offrirà una vasta e pregiata selezione di sculture, vetri, porcellane, mobili e gioielli.

Da Dorotheum Milano preziose opere esposte in anteprima
Di grande effetto il Busto di Pietro Mellini in terracotta del 1474 circa di Benedetto da Maiano (Firenze 1442-1497) un significativo e inedito modello fittile del celebre ritratto marmoreo di Pietro Mellini (Firenze, Museo Nazionale del Bargello) scolpito nel 1474 da Benedetto da Maiano. Questo modello in terracotta, di cm. 48x53, presenta rispetto al marmo alcune significative varianti quali il taglio delle spalle, che conferisce al busto uno sviluppo più compatto e conforme alle consuetudini quattrocentesche ed una tecnica di lavorazione che rivela una modellazione "diretta", tipica delle opere di Maiano (stima 350.000-450.000 euro, asta del 25 aprile).
Di Giuliano Giamberti detto Giuliano da Sangallo (Firenze 1443/1445-1516) il pubblico potrà ammirare il sublime Cristo in croce, una scultura in legno intagliato policromo alto cm. 42. Le piccole dimensioni della scultura fanno pensare ad un’immagine di devozione privata, per un tabernacolo domestico o una cella conventuale, secondo una consuetudine diffusa a Firenze soprattutto dal Savonarola che suggeriva di porre Crocifissi nelle camere per suscitare quotidiane meditazioni sulla morte. La raffigurazione del Cristo Crocifisso, momento estremo del percorso terreno di Dio e delle sofferenze affrontate per la redenzione degli uomini, era certo un tema particolarmente caro agli artisti del primo Rinascimento. L’esecuzione dell’opera risale infatti intorno al 1490. È stato esposto al Museo Horne di Firenze nel 2004 insieme a un’opera giovanile di Michelangelo "Un crocifisso in legno di tiglio" (stima 600.000-700.000 euro, asta del 25 aprile).
Notevolissima è la tela che ha per soggetto Lucrezia di Guido Cagnacci (Santarcangelo di Romagna 1601 - Vienna 1665), pittore barocco della scuola bolognese divenuto in seguito artista di corte a Vienna. Per la sua "morbidezza e geniale ariosità" il quadro è paragonato da Wilhelm Suida, in una perizia del 1924, alla Cleopatra di Cagnacci del Kunsthistorisches Museum di Vienna. L'opera è raffrontata all'Assunzione della Maddalena esposta alla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, ma in questo caso la trasposizione dell’iconografia è assai più monumentale e drammatica. L'olio proviene da una collezione privata tedesca (80.000 - 120.000 euro, asta del 24 aprile).
Di grande attrattiva anche il dipinto a olio su tela Il Tempo incorona la Fama di Gian Domenico Cerrini detto il Cavalier Perugino (Perugina 1609 – 1681 Roma), un'allegorica rappresentazione proveniente da una collezione privata (26.000–30.000 euro, asta 24 aprile).
Altro lotto che si presenta assai promettente è l'incantevole Madonna con Bambino di Bernardino Pinturicchio (1454 circa-Siena 1513) una straordinaria tempera su tavola, proveniente da un'importante collezione privata, che desterà particolare interesse (50.000-70.000 euro, asta del 24 aprile).
Gli appassionati del settore rimarranno incantati dal bellissimo Orologio notturno italiano denominato "l'orologio dei papi", cerchia di Carlo Maratta e Filippo Lauri, della seconda metà del XVII secolo e alto 132,5 cm. Questa tipologia di orologio nasce nella Roma del '600 per desiderio di papa Alessandro VII: soffrendo di insonnia, il Pontefice aveva espresso il desiderio di un orologio per la camera da letto tale da permettergli di vedere l'ora anche di notte mediante una lucernetta posta all'interno, senza però il fastidio del ticchettio. Si sviluppò così una produzione assai ricercata e qualificata di esemplari di "orologio notturno" che, attraverso un disco ruotante indicante l'ora in corso, si muoveva sotto un quadrante su cui era stata eseguita un'apertura semicircolare con numeri, quarti e mezzi quarti traforati, in modo da consentire la lettura delle ore anche nell'oscurità. Si resta dunque affascinati dal pregiato quadrante, dipinto a olio su lamiera, raffigurante "Gesù nell’orto del Getsemani"; la cassa è realizzata in legno di pero ebanizzato a forma di altare architettonico con colonne in marmo, lapislazzuli, corniole, agate ed intarsi, oltre a capitelli e figure in bronzo dorato (100.000-150.000 euro, asta 25 aprile).
Oro, brillanti, rubini, diamanti, perle: questi sono i preziosi materiali che accendono le teche di via Boito. Tra i Gioielli (asta 25 aprile) spicca senza dubbio il collier in oro 18 carati con un grande brillante e brillanti più piccoli e un pendente con brillanti e uno smeraldo di circa 4,20 carati per un peso complessivo di 37,6 grammi (stima 200.000-300.000 euro), accanto al bracciale in platino con tre brillanti, diamanti a taglio baguette di circa 6,20 carati e diamanti più piccoli (stima 45.000-70.000 euro). Senza dimenticare il collier risalente al 1900, dall'attraente forma di serpente, su cui campeggiano diamanti a taglio vecchio e un rubino di 5,50 carati (stima 20.000-30.000 euro). Attenta come sempre anche ai piccoli collezionisti, Dorotheum offre al pubblico italiano un'ampia scelta di gioielli dai prezzi più contenuti, come la spilla in oro e argento composta da brillanti e diamanti a taglio vecchio (stima 1.800-2.300 euro), gli orecchini in oro con pregiate perle coltivate (stima 3.000-4.000 euro) o quelli in oro della fine del XVIII secolo (stima 1.000-1.500 euro).
Anche il settore dei Mobili (asta 25 aprile) propone agli affezionati visitatori pezzi di eccellente qualità: la coppia di poltrone in legno dorato, Parigi 1770-80 di epoca Luigi XVI -parte di un salotto con divano e 10 poltrone-, lascito della regina del Portogallo Amelie, impreziosisce le sale di Dorotheum Milano con il suo insigne valore (stima 170.000-220.000 euro); il cassettone a ribalta, impiallacciato in radica di noce, Verona XVIII secolo, esibisce tutta la sua bellezza (stima 28.000-35.000 euro), al pari del tavolo italiano della prima metà del XIX secolo con la base in marmo bianco e il piano in pietra dura (stima 28.000-30.000 euro).
Altrettanto preziosi i Vetri e le Porcellane (asta 25 aprile): il bicchiere in vetro con decorazioni in oro e seppia con figura (stima 12.000-15.000 euro) si accompagna a quello bordato in oro con decorazioni sull’amore (stima 5.000-9.000 euro). Entrambi i pezzi sono stati realizzati da Anton Kothgasser. La sua ecezionale abilità si esprime anche nel bicchiere in vetro con decorazione raffigurante il Duomo di Santo Stefano a Vienna (stima 5.500-9.000 euro). Tra le porcellane si distingue la statuina raffigurante un buffone di corte con iscrizione (stima 10.000-18.000 euro) e un curioso set di posate con scatola da viaggio del XVIII secolo in metallo dorato con manico in porcellana dipinto con motivi floreali (stima 5.500-7.000 euro).

Da Milano a Vienna: le opere si uniscono per l'esposizione integrale al Palais Dorotheum
Magnifico il Concerto di uccelli del 1670 di Melchior de Hondecoeter (Utrecht 1636 - Amsterdam 1693), soprannominato il "Raffaello degli animali" dei Paesi Bassi. Si tratta di uno dei rari dipinti di Hondecoeter che l’ineguagliabile maestro della pittura olandese di uccelli abbia firmato e datato. L'opera proveniente da una collezione privata patrizia (di proprietà della contessa Elisabeth Nostitz), rappresenta un importante contributo alla cronologia del suo lavoro (70.000-120.000 euro).
Il Paesaggio con dune ed alberi a fusto alto, di Jan Wynants (Haarlem 1631/31 - Amsterdam 1684), firmato e datato J. Wynants 1671, è stato custodito per cinquant’anni "come un tesoro" in una collezione privata inglese. È proprio la datazione a rendere ancora più interessante l’opera poiché si avvicina a quella della tela di Wynants appartenente alla collezione viennese Rothschild, conservata nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel 1999 il dipinto aveva raggiunto un nuovo record mondiale per le opere di Wynants. Le due opere sono entrambe di elevata qualità (60.000 - 80.000 euro).
Fra le nature morte colpiscono due dipinti particolarmente pregevoli: uno di Joris van Son (Anversa 1623 - 1667) con uva, mele, prugne, fichi e maggiolino (stima 60.000 - 70.000 euro) e una tela di Jacob Rootius (Hoorn 1644 - 1681/82) con limone, arancia, melone e ostriche (50.000 - 60.000 euro).
Singolare è la storia del Ritrovamento di Paride di David Teniers (Anversa 1610 - Bruxelles 1690). Teniers, celebre in realtà come il più fecondo fra i pittori fiamminghi di scene rurali, nel 1651 ha ricevuto l'incarico dall’arciduca Leopoldo Guglielmo di eseguire un catalogo illustrato, il primo in assoluto realizzato per una pinacoteca: lo testimoniano le 244 copie di dipinti italiani del Cinquecento e Seicento, in seguito pubblicate come acqueforti nel volume "Theatrum Pictorum" del 1660 a Bruxelles. Otto di tali opere sono oggi conservate al Kunsthistorisches Museum. Inoltre questa tela di David Teniers è particolarmente pregevole in quanto è la copia di un dipinto, oggi scomparso, del Giorgione (40.000 - 60.000 euro).
Il Ritratto d’uomo con fascia frontale, indicato dalla critica, sin dalla fine degli anni Settanta del Novecento, come dipinto eseguito dalla mano di Rembrandt, figura anch’esso fra i lotti più prestigiosi dell’asta. Fu soltanto Werner Sumowski ad identificare il dipinto come "pregevole opera della scuola di Rembrandt, realizzata intorno al 1651" (40.000 – 70.000 euro).
Il pittore olandese di architetture Anthonie Delorme (Torquai o Doornik 1610 – Rotterdam 1673) fa sfoggio di grande abilità nel cogliere la qualità luminosa e atmosferica degli ambienti interni, nel dipinto Interno di una chiesa con varie figure (35.000 – 45.000 euro).
Realizzata con grande maestria e realismo la Veduta della costa presso Amalfi del pittore austriaco Joseph Rebell (Vienna 1787 – Dresda 1828), ritenuto, insieme a Franz Steinfels, fondatore del vedutismo realistico in Austria. L'artista fa trasparire dalla tela uno forte drammaticità rappresentando un mare in tempesta dal quale una coppia salva dai marosi una donna in procinto di annegare, mentre un monaco Cappuccino accorre dal vicino convento arroccato sulla roccia, reggendo la croce. (15.000 - 20.000 euro). L'attenzione del pubblico verrà attratta in modo particolare da quattro incantevoli scene di Josef Karl Henrici (Schweidnitz/Slesia 1737 – Bolzano 1823) ambientate in una serra in cui sono raffigurati un sultano, le donne dell'harem e i cortigiani che suonano (30.000 - 50.000 euro). Definito, da Hermann Voss nel 1985, "una delle opere più importanti" dell'artista, si potrà inoltre ammirare il Perseo libera Andromeda di Gioacchino Assereto (Genova 1600 - 1649), risalente al 1620/30 e proveniente da una collezione privata della Germania meridionale (30.000 – 40.000 euro).
La serie dei lotti prestigiosi prosegue con La Sacra Famiglia e San Giovannino, di Sebastiano Conca (Gaeta 1680- Napoli 1764; 14.000 - 20.000 euro), e Sui canali di Rotterdam di Henryk de Meyer (6.000 – 9.000 euro).

Sempre in occasione del trecentenario nel mese di maggio si terrà a Vienna un'intensa settimana di aste che si aprirà con l’arte moderna e contemporanea per proseguire con mobili e arti decorative, jugendstil e arte applicata del XX secolo, argenti, disegni e acquerelli del XIX secolo, gioielli e orologi.
 
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