Il Cenacolo a San Vittore 3068 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/05/2019
Addio a Vittorio Zucconi, storica firma del giornalismo italiano
25/05/2019
Il viaggio di Arca Collective inizia dalla sede di Fondazione Romaeuropa
25/05/2019
Leica celebra il centenario Bauhaus con una fotocamera da collezione
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE E SAGRESTIA DEL BRAMANTE ​ Via Caradosso 1 Milano 20123

Milano - dal 15 giugno al 15 luglio 2007

Il Cenacolo a San Vittore

Il Cenacolo a San Vittore
CHIESA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE E SAGRESTIA DEL BRAMANTE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Caradosso 1 (20123)
+39 024676111
centro@grazieop.it
www.grazieop.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Nella Sagrestia del Bramante di Santa Maria delle Grazie, un ambiente di eccezionale suggestione, trovano spazio i lavori nati da un continuo scambio di idee con le donne recluse
orario: dalle ore 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 15 giugno 2007. ore 18
editore: MAZZOTTA
note: La mostra è stata organizzata in collaborazione con il centro culturale “alle grazie” – Padri Domenicani
genere: documentaria, fotografia
email: progettocasina@fastwebnet.it

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
La mostra si propone come momento conclusivo del progetto “Il Cenacolo a San Vittore”, realizzato grazie a una convenzione stipulata nel 2004 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano e il Ministero della Giustizia – Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Casa Circondariale Milano S. Vittore. I due Ministeri, sensibili alle aspettative di crescita culturale delle donne della sezione femminile di San Vittore, si sono avvalsi della collaborazione dell’associazione Progetto Casina, attiva da oltre 15 anni all’interno del carcere milanese, per sviluppare il laboratorio culturale ed artistico previsto dalla convenzione.
Il progetto “Il Cenacolo a San Vittore” è stato sviluppato, nel biennio 2005-06, da Antonella Ortelli, dell’associazione Progetto Casina, e da Lorenza Dall’Aglio e Ivana Novani, della Soprintendenza per i Beni Architettonici.

Dal 1980 il Cenacolo Vinciano è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità e iscritto nei siti mondiali dell’UNESCO; riprodotto, descritto, commentato infinite volte, questo capolavoro è certamente tra le opere della pittura più note al mondo ed è familiare anche a chi non conosce nulla della storia dell’arte.
Ci si è domandato se questo dipinto così famoso, ammirato da migliaia di persone provenienti da tanti paesi diversi, era in qualche modo conosciuto anche all’interno del carcere. Certamente alcune delle donne della Sezione femminile di San Vittore conoscevano il dipinto, altre ne avevano sentito parlare, la maggioranza, forse, no.
Il brevissimo spazio urbano che separa la Casa Circondariale di San Vittore dal capolavoro di Leonardo è uno spazio incolmabile per chi si trova ad essere privato della libertà ed è nata quindi l’idea di portare il Cenacolo a San Vittore.
L’immagine del dipinto è stata inizialmente presentata, all’interno del laboratorio, senza alcun commento, per stimolare il desiderio di conoscere delle donne coinvolte, senza condizionamenti culturali. La risposta delle donne è stata immediata: oltre l’iniziale curiosità si sono sviluppati un interesse e un coinvolgimento nei confronti della scena raffigurata, che hanno favorito il clima di scambio e condivisione caratteristico del laboratorio. Ogni donna, raccontando ciò che vedeva nell’opera, ha raccontato di sé. Le differenze di origine, di religione e di cultura sono diventate elementi di ricchezza comune. Partendo dall’osservazione dell’opera, l’attenzione si è concentrata sulla qualità e sui modi degli incontri che, di volta in volta, coinvolgevano le donne all’interno della biblioteca di San Vittore. Attraverso l’utilizzo del disegno, della fotografia e del video, le donne si sono riaccostate consapevolmente alla propria immagine, postura, gestualità, in confronto e comunicazione le une con le altre. In questo clima culturale, la persona non vive un’esperienza solitaria e autoreferente, ma si trova a far parte di una dimensione collettiva di elaborazione e riflessione. Si tratta di una dimensione propria del sentire femminile, nella quale la corporeità è parte centrale della relazione con sé e con gli altri.
Una delle donne del Progetto Casina, ha sintetizzato così questo percorso culturale e di relazione: «Le immagini fanno venire dei pensieri. Nel Cenacolo ci sono dei personaggi ad un tavolo, proprio come noi quando abbiamo cominciato questo lavoro: sedute attorno ad un tavolo con una tovaglia bianca su cui abbiamo provato a disegnare qualcosa. Abbiamo pensato, così, di iniziare a metterci “nei panni” degli apostoli e Gesù, evidenziando un parallelismo con quelle immagini e riproducendo la stessa realtà. Ma solo con versi poetici siamo riuscite a descrivere l’aria che si respira nel Cenacolo.»

Nella Sagrestia del Bramante di Santa Maria delle Grazie, un ambiente di eccezionale suggestione, trovano spazio i lavori nati da un continuo scambio di idee con le donne recluse: le fotografie scattate durante il laboratorio, alcuni grandi disegni su fogli trasparenti di acetato, l’allestimento di una simbolica mensa e un video che documenta tutte le fasi del progetto. In dialogo con i ritratti fotografici delle donne, sarà esposta, una straordinaria serie di grandi fotografie del 1908, provenienti dall’Archivio della Soprintendenza, che raffigurano i volti degli apostoli di Leonardo.


Il Progetto Casina, avviato nel 1991 da Antonella Ortelli, Silvia Truppi e Carla Vendrami (con la collaborazione di Aldo Rocco e Luca Quartana), presso la Sezione femminile del carcere di San Vittore a Milano, si è proposto fin dall’inizio di costituire un originale spazio di relazione che coinvolgesse senza distinzioni di ruolo gli artisti promotori e le donne partecipanti. Il Progetto è un insieme di tanti elementi, artistici, umani e istituzionali strettamente collegati nella loro complessità. La necessità di collocare l'esperienza artistica in una istituzione totale, programmaticamente estranea ad una dimensione estetica, nasce dal riconoscere a questa attività un carattere civile inteso come svolgersi di relazioni umane.
Il percorso del Progetto Casina è documentato: dal libro Progetto Casina. Immaginate. Poetiche fuori luogo dalla Sezione Femminile della Casa Circondariale di San Vittore (a cura di G. Zanchetti, Mazzotta, Milano, 2001); dalla rivista «Parata» (4 numeri, 2003-2006) e dal video Parata, regia di Stefano Meldolesi, 2001, b/n, 35’.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram