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arte contemporanea, collettiva ARCOS - MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA DEL SANNIO ​ Corso Giuseppe Garibaldi 1 Benevento 82100

Benevento - dal 28 maggio al 30 settembre 2007

La città che sale. We try to build the future
[leggi la recensione]

La città che sale. We try to build the future
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Ilya & Emilia Kabakov
What We Shall See After Death, 2004-2007
Veduta dell’installazione presso / Installation view at ARCOS, Museo d’Arte Contemporanea Sannio, Benevento
Photo: Pasquale Palmieri
 [Vedi la foto originale]
ARCOS - MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA DEL SANNIO
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Corso Giuseppe Garibaldi 1 (82100)
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Arcos, il museo di Benevento dedicato all’arte contemporanea, inaugura la stagione espositiva 2007 con un grande progetto focalizzato sugli sconfinamenti e gli sdoppiamenti tra lo spazio e l’idea che prende forma, tra i processi costruttivi della creatività e il linguaggio dell’ architettura
orario: Lunedi chiuso. Martedi/Venerdi 16.30-20.30 (mattina su prenotazione)
Sabato e Domenica 10.00-14.00 /16.30-21.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero euro 4; ridotto euro 2
vernissage: 28 maggio 2007. ore 19
editore: ELECTA
curatori: Odile Decq, Danilo Eccher
autori: Massimo Bartolini, John Bock, Pedro Cabrita Reis, Elmgreen & Dragset, Dan Graham, Ilya & Emilia Kabakov, Anish Kapoor, Tadashi Kawamata, Valery Koshliakov, Hans Op de Beeck, Luca Pancrazzi, Tobias Rehberger, Andreas Slominski, Patrick Tuttofuoco, Rachel Whiteread
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
La Provincia di Benevento e l’Agenzia dei Beni Culturali Art Sannio Campania presentano la mostra “La città che sale”. We try to build the future, a cura di Danilo Eccher con Odile Decq, inserita nei grandi progetti della Regione Campania che l’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali ha programmato per il 2007.

Arcos, il museo di Benevento dedicato all’arte contemporanea, inaugura la stagione espositiva 2007 con un grande progetto focalizzato sugli sconfinamenti e gli sdoppiamenti tra lo spazio e l’idea che prende forma, tra i processi costruttivi della creatività e il linguaggio dell’architettura.

Il tema è quello della visionarietà costruttiva, dell’architettura e dell’arte contemporanea nella loro reciproca tensione anticipatrice e trasformatrice.

Il titolo della mostra prende avvio dal titolo e dalle suggestioni dell’opera di Umberto Boccioni del 1910 e si propone come un percorso di investigazione sulla natura della costruzione, sulla sua materialità, sull'istantaneità e sull'illusione tradotte sul piano visivo e simbolico ma anche della spinta utopica. La mostra esplora la dimensione di un‘arte che alla contemplazione e alla descrizione preferisce un pensiero agito, il sogno di un azzardo e la possibilità di futuro, misurandosi con la capacità di interagire e modificare lo spazio e l’ambiente circostanti. La progettazione e la costruzione sono dunque il terreno di sperimentazione reale ed ideale di un’arte che vuole spingersi oltre.

La mostra si sviluppa muovendo dall’invenzione e dal sogno dell’artista, alla realizzazione documentata di progetti architettonici, con un percorso che si snoda tra installazioni e grandi immagini fotografiche dove si rincorre la visone del futuro.

Partecipano alcuni dei più rappresentativi artisti contemporanei che fanno del progetto e della costruzione nello spazio il proprio terreno di sconfinamento creativo: Massimo Bartolini, John Bock, Pedro Cabrita Reis, Elmgreen & Dragset, Dan Graham, Ilya & Emilia Kabakov, Anish Kapoor, Tadashi Kawamata, Valery Koshlyakov, Hans Op de Beeck, Luca Pancrazzi, Tobias Rehberger, Andreas Slominski, Patrick Tuttofuoco, Rachel Whiteread.

Il percorso espositivo, proponendo il progetto e la costruzione come atto creativo nello spazio attraverso l’esplorazione di tutte le forme, sceglie inoltre di affiancare alla creazione degli artisti, la realizzazione progettuale di alcuni tra i più importanti architetti internazionali: Christian de Portzamparc, Morphosis - Thom Mayne / fnp architekten, Stuttgart / Peter Cook & Colin Fournier / Bureau des Mesarchitectures - Didier Fiuza Faustino / EMBT - Enric Miralles & Benedetta Tagliabue / COOP HIMMELB(L)AU - Wolf D. Prix, Helmut Swiczinsky + Partner /

PTW architects - John Bilman, Mark Butler, Chris Bosse, Melbourne / Herault Arnod Architectes - Isabel Hérault + Yves Arnod.

L’architetto francese Odile Decq, per questa occasione, ha infatti selezionato progetti architettonici sperimentali la cui energia gioca sull’equilibrio tra tensione al futuro, forte coefficiente estetico e nuova attenzione al rapporto tra uomo e ambiente. In mostra saranno presentati grandi ektachrome che dialogano e si confrontano con uno spazio reale e utopico.

Sarà, inoltre, realizzato un catalogo bilingue, italiano/inglese, di circa 220 pagine con oltre 150 immagini a colori, testi critici di Danilo Eccher, Odile Decq, Lionel Lemire, apparati bio-bibliografici, edito da Electa.
 
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