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arte contemporanea, collettiva CASTELLO PASQUINI ​ Piazza Vittoria 1 Castiglioncello 57012

Castiglioncello (LI) - dal 14 luglio al 4 novembre 2007

Il cinema dei pittori

Il cinema dei pittori
CASTELLO PASQUINI
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Piazza Vittoria 1 (57012)
serviziculturali@comune.rosignano.livorno.it
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Le arti e il cinema italiano 1940 – 1980
orario: Dal 15 luglio al 9 settembre tutti i giorni: 16.00 – 24.00 chiuso il lunedì (lunedì 13 agosto aperto)
Dall’11 settembre al 4 novembre tutti i giorni: 9.00 – 19.00 chiuso il lunedì
La biglietteria chiuderà un’ora prima della mostra
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 6,00; ridotto € 4,00
vernissage: 14 luglio 2007. ore 17,30
editore: SKIRA
ufficio stampa: CSC SIGMA, CRISTINA PARISET
curatori: Francesco Galluzzi
autori: Michelangelo Antonioni, Umberto Bignardi, Orazio Borgianni, Ferdinando Buonamici, Arnold Böcklin, Corrado Cagli, Duilio Cambellotti, Mario Ceroli, Pellizza da Volpedo, Giorgio DeChirico, Mario Fallani, Giovanni Fattori, Federico Fellini, Renato Guttuso, Yves Klein, Leoncillo, Carlo Levi, Carlantonio Longi, Alessandro Magnasco, Fabio Mauri, Pier Paolo Pasolini, Teofilo Patini, Domenico Purificato, Man Ray, Ottone Rosai, Mimmo Rotella, Mario Schifano
patrocini: Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Giunta Regionale Toscana
genere: arte antica, arte moderna e contemporanea, collettiva
email: serviziculturali@comune.rosignano.livorno.it
web: www.pittoridelcinema.it

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comunicato stampa
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Toscana, dal 14 luglio al 4 novembre 2007, le sale del Castello Pasquini di Castiglioncello ospiteranno la mostra “Il cinema dei pittori. Le arti e il cinema italiano 1940-1980”, a cura di Francesco Galluzzi.

L’iniziativa, che il Comune di Rosignano Marittimo promuoverà attraverso il Centro per l’arte “Diego Martelli”, collegandosi ad aspetti specifici della vocazione culturale di Castiglioncello, sposterà l’attenzione dalla pittura dei Macchiaioli, indagata negli ultimi anni in una serie di mostre originali, al rapporto tra arte e cinema, proponendo una riflessione inedita sui linguaggi artistici e visivi del Novecento in Italia.

La mostra intende affrontare il tema delle relazioni tra cinema e arti visive nella cultura italiana tra la seconda metà degli anni Quaranta e gli anni Settanta. Il periodo, dunque, che va dalla nascita e dall’affermazione del Neorealismo (che trovò nella tradizione figurativa italiana uno stimolo al superamento della stagione dei ‘telefoni bianchi’) al momento in cui, anche in Italia, si impone il paradigma televisivo.

Il confronto con le arti figurative è sempre stato per il cinema, specialmente in Italia, una patente di nobilitazione rispetto alle opinioni che lo relegavano nel limbo dell’intrattenimento popolare.

Negli anni Quaranta il confronto fra i due ambiti espressivi assume un carattere del tutto nuovo, dividendosi fra gli autori che continuano ad assumere la citazione pittorica come qualificazione culturale (si veda il ‘calligrafismo’ di Poggioli e Soldati) e quelli che assumeranno la tradizione pittorica italiana come fondamentale tramite alla restituzione realistica del panorama antropologico del paese. Comune alle due tendenze era comunque la convinzione che il riferimento pittorico contribuisse all’elaborazione di un immaginario capace di determinare un’identità nazionale’ (fondamentale, in questo senso, la riconsiderazione della pittura dell’Ottocento italiano da parte di Blasetti, De Sica,Visconti).




Questi temi critici e figurativi avranno negli anni Cinquanta una stabilizzazione sia nella categoria della ‘commedia all’italiana’, sia nella definizione di un neorealismo medio; mentre negli anni Sessanta conosceranno ulteriori elaborazioni grazie ai registi della generazione di Antonioni e di Pasolini e, in seguito, alla nouvelle vague nazionale.

La nuova consapevolezza dei valori dell’immagine favorisce infatti un diverso rapporto con le arti figurative - compositivo e citazionistico -, senza tralasciare l’influsso che il linguaggio cinematografico avrà a sua volta sulla creazione artistica, a cominciare dalla pop art. Come pure si dovrà considerare la nascita di una cinematografia autoprodotta e underground, che vede la partecipazione attiva di molti artisti sino ad allora impegnati nel campo delle arti visive; ed infine il progresso della cinematografia sperimentale, che fin dagli anni delle avanguardie storiche aveva visto affermarsi il ‘cinema d’artista’.

A fronte di tale panorama di questioni critiche, la mostra si propone di presentare nella maniera più efficace e suggestiva quelle maggiormente collegate agli aspetti della cultura contemporanea e al gusto di un pubblico sempre in cerca di temi coinvolgenti e alternativi.

La mostra - che si avvale dei prestiti della Galleria degli Uffizi, della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, della Fondazione Longhi di Firenze, dei Civici Musei di Alessandria, del Museo dell’Archivio della Scuola Romana di Roma, dell’Archivio Contemporaneo del Gabinetto Vieusseux di Firenze, della Fondazione Marconi, della Fondazione Federico Fellini di Rimini, del Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara, del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dell’Istituto Matteucci di Viareggio, di Gallerie e collezionisti privati e degli stessi artisti - è ordinata in sei sezioni:

1. La citazione

La derivazione dalle opere d’arte figurativa è stata, per alcuni registi, un importante laboratorio di ricerca che ha contribuito ad arricchire di ‘materiale plastico’ l’immagine cinematografica.

La sezione espone celebri opere di pittori antichi (Alessandro Magnasco e Orazio Borgianni), ottocenteschi (Giovanni Fattori, Ferdinando Buonamici, Teofilo Patini, Pellizza da Volpedo, Arnold Böcklin), novecenteschi (Ottone Rosai, Renato Guttuso, Leoncillo, Man Ray), - ai quali si ispirarono Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Mario Soldati, Valerio Zurlini, Roberto Rossellini - posti a confronto con i fotogrammi che ne hanno citato l’insieme o i particolari.


2. Artisti nel cinema

La sezione si occupa degli artisti che, in vario modo, sono stati coinvolti nella lavorazione di film.

Vi sono esposte opere grafiche e pittoriche di Corrado Cagli, Duilio Cambellotti, Mario Ceroli, Giorgio De Chirico, Mario Fallani, Renato Guttuso, Yves Klein, Carlo Levi, Domenico Purificato, Mario Schifano.


3. L’opera d’arte come ‘set’.

Attraverso particolari accorgimenti espositivi (trasparenti, fotogrammi ...) vengono presentate le ambientazioni di opere d’arte in contesti cinematografici ove le stesse assumono un valore che travalica il semplice decor scenografico per assumere aspetti diversi: dalla ricostruzione storica alla ridefinizione dello spazio entro il quale si svolge l’azione.

Ne sono esempi, fra gli altri, la presenza della Madonna del Parto di Piero della Francesca ne La prima notte di quiete di Valerio Zurlini, e di Sant’Ivo alla Sapienza nel Cagliostro di Gregory Ratoff .



4. Il disegno dei registi.

La sezione presenta alcuni apici dell’attività grafica di registi particolarmente significativi per il periodo indicato, e per i quali l’interesse rivolto alle arti visive ha travalicato i confini di una semplice passione privata: Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini.


5. Il cinema nella pittura.

La sezione espone un’antologia di opere di artisti che, pur non avendo mai collaborato ad opere cinematografiche, hanno assunto il cinema e l’immagine-movimento come soggetto determinante del proprio lavoro: Umberto Bignardi, Fabio Mauri, Mimmo Rotella.


6. I manifesti di Carlantonio Longi

Una scelta di bozzetti per manifesti cinematografici di Carlantonio Longi completa il percorso, estendendo il dialogo fra cinema e figurazione anche all’ambito della grafica pubblicitaria.



Video

La mostra, allestita con studiate soluzioni che consentono diretti confronti fra opere d’arte, fotogrammi e materiali documentari, è accompagnata da un video, a cura di Giacomo Verde, che introduce lo spettatore ai temi della rassegna attraverso il montaggio creativo di sequenze di film riferibili alle diverse sezioni della mostra.


Festival

Il periodo d’apertura della mostra è arricchito da una serie di proiezioni serali che presentano, accanto ai classici riferimenti ai temi trattati (Senso, Il Vangelo secondo Matteo, La viaccia ...) materiali poco conosciuti o inediti relativi al cinema sperimentale, questi ultimi selezionati da Philippe Alain-Michaud, Conservateur,Chef de Service del Centre Pompidou di Parigi.
 
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