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arte contemporanea, collettiva PALAZZO REALE ​ Piazza Del Duomo 12 Milano 20122

Milano - dal 4 luglio al 16 settembre 2007

Ferroni
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A mosca-cieca, 1967 Olio su tela, 98 x 114 cm
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PALAZZO REALE
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Piazza Del Duomo 12 (20122)
+39 02875672
www.comune.milano.it/palazzoreale/
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A Palazzo Reale circa 200 opere tra dipinti, disegni e opere grafiche dell’artista livornese di nascita ma milanese di adozione dialogano con alcune opere di altri autori, quali Umberto Boccioni, Otto Dix, Lucien Freud, Alberto Giacometti, David Hockney, Peter Blake, Antonio López García, Giorgio Morandi e altri, in grado di ricostruire tutto il suo percorso creativo
orario: Tutti i giorni 9.30-19.30. Giovedì 9.30-22.30. Lunedì 14.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: €7 intero - €5 ridotto (il biglietto è comprensivo dell’ingresso alla mostra Arte Italiana 1968-2007. Pittura)
vernissage: 4 luglio 2007. ore 18-21
editore: SKIRA
ufficio stampa: CLP
autori: Peter Blake, Umberto Boccioni, Otto Dix, Gianfranco Ferroni, Lucian Freud, Alberto Giacometti, David Hochney, Antonio Lopez Garcia, Giorgio Morandi
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
A Palazzo Reale circa 200 opere tra dipinti, disegni e opere grafiche dell’artista livornese di nascita ma milanese di adozione dialogano con alcune opere di altri autori, quali Umberto Boccioni, Otto Dix, Lucien Freud, Alberto Giacometti, David Hockney, Peter Blake, Antonio López García, Giorgio Morandi e altri, in grado di ricostruire tutto il suo percorso creativo.

Nell’ambito dell’iniziativa “La Bella Estate dell’Arte 2007” promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune Di Milano, si terrà dal 6 luglio al 16 settembre 2007 presso Palazzo Reale la mostra “FERRONI” che celebra una delle figure artistiche più interessanti del secondo Novecento italiano.

L’esposizione nasce da un progetto concordato tra le due città di Milano e Bergamo in cui Ferroni ha vissuto e lavorato e si svilupperà lungo un itinerario che coinvolge entrambi i capoluoghi lombardi: Bergamo, che gli dedica un’antologica a Palazzo della Ragione dal 1 giugno al 19 agosto 2007 e, appunto, Milano.

Il percorso espositivo prenderà inizio dai lavori degli anni Cinquanta, quelli ancora improntati a un realismo, anche ideologicamente schierato verso i dettami estetici del Partito Comunista, e che lo stesso Ferroni successivamente ricusò – portandolo a distruggere molte delle opere prodotte in questo periodo - soprattutto dopo l’ingresso delle truppe sovietiche a Budapest nel novembre 1956.

La mostra documenterà tutte le tematiche più care a Ferroni, inquadrando il suo lavoro all’interno del panorama artistico internazionale. Per questo motivo, verranno presentate opere di Umberto Boccioni, Otto Dix, Alberto Giacometti, Antonio López García, Lucien Freud, con le quali si instaurerà un confronto visivo sulle influenze e gli influssi che Ferroni accolse per sviluppare la sua pittura.

Il ritratto che ne risulterà non sarà solo quello di un artista di statura europea, sensibile alle influenze dell’arte internazionale, ma un personaggio colto, attento e aperto a suggestioni che gli provenivano ora dalla letteratura – Balzac, Robe-Grillet, Perec, - ora dal cinema – Dryer, Antonioni, Hitchcock – ora dalla musica – Webern, Debussy.

Nei suoi intenti, la mostra cercherà di liberare Ferroni da categorie critiche che lo vogliono legato a un discorso puramente figurativo e avvicinarlo ad altri àmbiti, quale quello dell’arte concettuale. Non è un caso che l’esposizione si concluderà idealmente con un’opera di Giulio Paolini, uno dei maggiori interpreti del concettuale italiano, che agli inizi della propria carriera ha guardato a Ferroni come a una figura di riferimento.

Accompagnerà l’esposizione un catalogo Skira, che presenterà testi di Vittorio Sgarbi, Alberto Boatto, Silvio Lacasella, Valerio Magrelli, Franco Marcoaldi, Casimiro Porro e un intervista a Luca Ronconi di Marco Vallora.

Gianfranco Ferroni (1927 - 2001). Livornese di nascita, nel 1944 si trasferisce a Milano dove, verso la metà degli anni Cinquanta, entra a far parte del gruppo dei realisti esistenziali (Banchieri, Bodini, Ceretti, Guerreschi, Romagnoni, Vaglieri). Fin dagli esordi la sua arte denuncia un'attenzione privilegiata a un'umanità intimamente sofferente, comunque gravata dal peso di un'esistenza che si incide nella memoria. È da queste constatazioni, risolte nei quadri con un gusto, secondo una definizione del 1955 di Mario De Micheli, “tra il fiabesco chagalliano e il grottesco espressionista”, che Ferroni chiarisce quel realismo fortemente connotato in senso drammatico, di un'incisività violenta che tanta parte della critica gli riconoscerà negli anni a venire. Dal 1957 si dedica all'acquaforte e all'incisione, che gli frutta nel 1963 il Premio Biella. Fra le numerose presenze in mostre in Italia e all’estero si ricordano: le Biennali di Venezia del 1950, ‘58, ‘64, ‘68, ‘82, le Quadriennali di Roma del ‘59, del ‘72 e del ’99, dove gli è stato assegnato il premio per la pittura.
 
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