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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA ​ Piazza Brà Verona 37121

Verona - dal 26 luglio al 15 agosto 2007

Simone Butturini - Quarantesimo: uno sguardo

Simone Butturini - Quarantesimo: uno sguardo

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PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA
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Piazza Brà (37121)
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La antologica raggruppa più di cinquantina di opere: dipinti e carte dal 1988 al 2007, in particolare 35 dipinti su tela a tecnica mista, dodici pastelli su carta e 8 carte, tecniche miste, chine, e tempere
orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 26 luglio 2007. ore 18
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Giorgio Cortenova
autori: Simone Butturini
genere: arte contemporanea, personale
web: www.simonebutturini.it

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comunicato stampa
Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona, presso il prestigioso palazzo veronese della Gran Guardia, in piazza Brà, dal 26 luglio al 15 agosto si terrà un’importante antologica di Simone Butturini, significativamente intitolata “Quarantesimo, uno sguardo”, perché questo è il quarantesimo anno di età dell’artista che intende volgere uno sguardo sui suoi primi quarant’anni di vita e sui suoi primi venti anni di esposizioni. Curata da Giorgio Cortenova, direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Forti, con catalogo edito da Silvana Editoriale che riprodurrà tutte le opere esposte e conterrà una ricca serie di riflessioni critiche dai primi anni ’90 ad oggi, la mostra intende quindi proporre al più grande pubblico dell’estate veronese un giovane artista sostenuto da un curriculum di tutto prestigio, presentato dall’ideatore delle più importanti mostre italiane di questi ultimi anni.



La antologica raggruppa più di cinquantina di opere: dipinti e carte dal 1988 al 2007, in particolare 35 dipinti su tela a tecnica mista, dodici pastelli su carta e 8 carte, tecniche miste, chine, e tempere.

Significativi nel percorso dell’esposizione sono Il letto rosso del 1988, La tata del 1989, Il palaghiaccio 1990 e le carte sul tema: In pista, Il lavandino, La porta, Oggetto domestico. Nella serie delle colazioni, importanti per lo sviluppo della ricerca sono: Interno attesa1,1991; Attesa,1993; Attesa 2 ,1993.

Agli inizi del Novantacinque compare una esili figura con riferimenti a Music ne La colazione 1997, in cui l’artista evoca presenze alle pareti. Così sarà tanta sua produzione fino al 2002.

Nel 2003 il pittore ritorna ad ambienti austeri( Lavabo e Vecchio trumeau del 2004 ) che riprendono un tema a lui caro già nei primi anni novanta con l’oggetto domestico.

Contemporaneamente il filone del ritratto introspettivo (Ritratto del fotografo 2004) e i dipinti su tessuto che manifestano un atteggiamento ironico dell’autore sul fare pittura ( Le mie ciabatte, Oscurità).

nel 2005 Paesaggio, caratterizzato da un’immagine antropomorfica. Poi la serie di interni di Motel americani dove il protagonista è un vecchio televisore portatile( Motel 1, Motel 5 e il pastello Motel 3)che si unisce alla ripresa del tema della figura.

A seguire la serie delle grandi torri d’acqua, in particolare, importanti per i successivi sviluppi, Torre d’acqua n3 e Torre d’acqua n5. e le opere recenti del 2006-2007, Mongolfiera e Dirigibile rivolte verso una nuova dimensione spaziale: su questo tema si era svolta la mostra personale alle grafiche Aurora della primavera 2006.



Simone Butturini è presente sulla scena nazionale dalla fine degli anni ’80, con mostre personali e collettive nelle sedi più prestigiose: dalla XLVI Biennale Venezia del centenario nel 1995, alla Joseph Art Galery nel Columbus Center di Toronto, dal premio Torino del 1992 (secondo assoluto) alla 7° Biennale d’Arte sacra al San Gabriele della fondazione Stauros, ai premi nazionali Suzzara, Marche, Michetti, Ravenna; mostre personali presso la Lys Galery di St.Paul de Vence e di New York, a Darmstadt, Innsbruck, Seeheim, e in Italia nelle gallerie fiorentine Delle Giubbe Rosse e di BZF, ad Ascoli Piceno alla Galleria La Mimosa di Verdesi, alla Galleria Santa Margherita di Taranto e alla Galleria Ghelfi di Verona e Montecatini, alla Tremend Art in palazzo Marino a Milano alle Grafiche Aurora di Verona, e ancora a Brescia ,Rovereto, Vicenza, Cremona, L’Aquila, al Museo Bargellini di Cento e al museo di Gazzoldo degli Ippoliti, al Museo civico di Conegliano di Palazzo Sarcinelli, alla Casa dei Carraresi di Treviso; ad Artefiera di Bologna e alle Fiere di Padova, Bari, Genova.

Per ricordare alcune delle sue più significative presenze.

Di lui hanno scritto artisti come Minguzzi e Nag Arnoldi, e critici quali Giorgio Cortenova, Mauro Corradini, Giorgio Segato, Enrico Mascelloni, Luigina Bortolatto, Raffaele De Grada, Luigi Serravalli, Marco Goldin, Floriano De Santi (che ha curato la personale nella primavera 2006 alle Grafiche Aurora di Verona), Luca Massimo Barbero che ha curato la prima monografia (ed. Vallecchi 2001).
 
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