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arte contemporanea, collettiva TRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE ​ Viale Emilio Alemagna 6 Milano 20121

Milano - gio 21 giugno 2007

Ghitti

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TRIENNALE - PALAZZO DELL'ARTE
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Viale Emilio Alemagna 6 (20121)
+39 02724341 , +39 0289010693 (fax), +39 0272434208
info@triennale.it
www.triennale.it
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sarà presentato alla Triennale di Milano il volume Ghitti, Memorie del Ferro curato da Cecilia de Carli e recentemente pubblicato dalla casa editrice Mazzotta di Milano
biglietti: free admittance
vernissage: 21 giugno 2007. ore 18
editore: MAZZOTTA
autori: Franca Ghitti
genere: arte contemporanea, presentazione, personale

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comunicato stampa
GHITTI
MEMORIA DEL FERRO
Sculture e installazioni
A cura di Cecilia De Carli
Testi di in italiano e inglese di Paolo Biscottini, Cecilia De Carli, Michela Valotti, Massimo Fortis, Alessandro Carrera, Fausto Lorenzi, Franca Ghitti
160 Pagine, 270x230 cm. Prezzo di Copertina: € 28,00

Presentazione del volume e installazione
Milano, Triennale di Milano - Sala Lab (viale Alemagna), giovedì 21 giugno ore 18
Intervengono Cecilia De Carli, Maria Antonietta Crippa, Massimo Fortis
Durante la presentazione verrà proiettato un video sul lavoro di Franca Ghitti realizzato da Davide Bassanesi

Giovedì 21 giugno sarà presentato alla Triennale di Milano il volume Ghitti, Memorie del Ferro curato da Cecilia de Carli e recentemente pubblicato dalla casa editrice Mazzotta di Milano.
Franca Ghitti, nata a Erbanno in Val Camonica (Brescia), realizza le sue prime sculture in legno negli anni Sessanta (Vicinie, Mappe, Rituali) per poi sperimentare negli anni successivi anche altri materiali quali la terra, il vetro, la calce, le corde e il ferro. Questo volume è dedicato alle moltissime grandi sculture e installazioni realizzate a partire dagli anni Settanta con quest’ultimo materiale.
Proprio in quegli anni la Ghitti, per incarico del Ministero dei Beni Culturali, lavora in Val Camonica per il Museo di Arti e Tradizioni Popolari e nel seguire in fucina il processo di lavorazione di alcuni attrezzi agricoli in ferro, si accorge con interesse che il materiale di scarto, abbandonato sul pavimento sotto la polvere, diventa traccia di un percorso ignoto da seguire.
Quei pezzi sono per lei come come lettere di un alfabeto che aspetta di essere ricomposto in una sorta di mappatura antropologica, per definire fin da allora un’immagine dello spazio che abbia anche una dimensione del tempo, della storia di culture intessute di elementi costanti e ripetuti. Attorno al contorno, allo scarto degli attrezzi agricoli in ferro, raccoglie e rilancia il ritmo di segni, gesti e riti che diventano "le voci di dentro" delle civiltà materiali.
Inizia così a realizzare i primi “cancelli”, strutture fatte di pieni e di vuoti, e le prime “porte-scultura” (Porta del Silenzio), i labirinti e le spirali. In seguito i “cancelli-scultura” diventano “cancelli-installazione” (Cancelli D’Europa), luoghi di transito e di passaggio che l’artista continua a realizzare negli anni fino ad oggi in parallelo ad un’idea di scultura creatrice di luoghi di riflessione e identificazione collettiva, con un forte legame con lo spazio urbano.
Questo libro racconta la storia e l’evoluzione di questa produzione attraverso bellissime immagini a piena pagina accompagante da diversi scritti e testimonianze di Paolo Biscottini, Cecilia De Carli, Michela Valotti, Massimo Fortis, Alessandro Carrera, Fausto Lorenzi, e dell’artista stessa. Ricchi apparati bio-bibliografici completano la pubblicazione
 
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