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arte contemporanea, collettiva ACQUEDOTTO ​ Solopaca 82036

Solopaca (BN) - dal 7 al 9 settembre 2007

Mimmo Paladino

Mimmo Paladino
ACQUEDOTTO
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la nuova installazione ambientale di Mimmo Paladino, eseguita su di una vasta area di terreno, un segnale a cielo aperto ad indicare che lassù si trova l’acqua e più precisamente un acquedotto
biglietti: free admittance
vernissage: 7 settembre 2007. ore 18
editore: ELECTA
ufficio stampa: ELECTA
autori: Mimmo Paladino
telefono evento: +39 0825794208
genere: arte contemporanea, presentazione, personale

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comunicato stampa
A Solopaca, sul Monte Pizzuto, a 580 metri d’altezza, dal 7 settembre risplende una superficie celeste e cristallina, visibile a notevole distanza. E’ la nuova installazione ambientale di Mimmo Paladino, eseguita su di una vasta area di terreno, un segnale a cielo aperto ad indicare che lassù si trova l’acqua e più precisamente un acquedotto. Il nome di Paladino da tempo appariva insolitamente sulla tabella dei lavori in corso per la costruzione del nuovo serbatoio idrico del Monte Pizzuto (massiccio del Camposauro), lavori progettati ed eseguiti dalla società Alto Calore Servizi di Avellino. Allo scultore di Paduli infatti è stato richiesto l’intervento per definire la sistemazione esterna del gigantesco manufatto.

Come è tipico della sua concezione artistica, Paladino ha ridefinito totalmente lo spazio a disposizione. La sistemazione esterna ha investito infatti una parete concava alta 25 metri, realizzata in fase di apertura del fronte di scavo della galleria per una superficie di 2.500 mq. Strutturalmente finita con spritz-beton ed una superficie grigio-cemento, derivante dall’applicazione del materiale, l’area ora si mostra in una colorazione blu, che balza all’occhio fin da lontano, tra il verde dei boschi e l’azzurro del cielo. L'acqua è il tema dominante dell'acquedotto e come tale viene esaltata dall'intervento artistico. In tale ambientazione si erge poi la scultura bronzea di Paladino immersa in una nuvola d’acqua e visibile fin da Solopaca.

Alla base della parete Paladino ha collaborato alla creazione di una struttura architettonica, con spazi e piazzali degradanti in due vasche d’acqua.

Di notevole suggestione anche l’intervento musicale richiesto dall’artista e commissionato al musicista Michelangelo Lupone. L’opera dal titolo “Sorgenti nascoste” è caratterizzata dalla profonda fusione con la natura ed è stata concepita in modo che la sua forma si autogeneri e si rinnovi nel tempo, ogni giorno, in modo diverso; la musica si muove nello spazio e si trasforma in relazione allo scorrere del tempo (come un organismo vivente). Quattro grandi mutazioni caratterizzano il cambio delle stagioni attraverso la trasformazione del timbro e del ritmo dei suoni. Il carattere espressivo di ogni stagione tiene in considerazione le diverse condizioni climatiche e di luce, e integra la percezione del suono dell’acqua ai suoni dell’area naturalistica circostante. La diffusione della musica avviene attraverso particolari sistemi di riproduzione del suono, celati all’osservatore, appositamente progettati e realizzati per questa installazione permanente dal CRM-Centro Ricerche Musicali di Roma.







Qui panche ed aree di sosta per i visitatori, consentono il godimento dell’opera e del paesaggio delle montagne del Camposauro, dei Monti del Titerno, fino a quelli del Matese, che bordano la piana telesina.

Di notte, un sistema di luci mette in risalto l’opera, senza turbare l’ambiente montano del parco che accoglie nel suo complesso la scultura.

In preparazione un film e un libro (edito da Electa) sull’opera di Mimmo Paladino con i contributi della Regione Campania e della Provincia Benevento .
Mimmo Paladino con Filippo Cannata per la luce
Solopaca ovvero la trasformazione dell’ingresso di un serbatoio idrico in opera d’arte. Un cuore rivestito di graniglia blu cobalto aperto nella pietra. Un uomo (il poeta) mette rimedio ai tagli che un altro uomo (l’ingegnere) ha funzionalmente inferto; una tintura blu cicatrizza lo scavo e la luce lo fissa. La luce, con i suoi lievi bagliori, e il suono dell’acqua riempiono il vuoto blu. La luce intesa come un leggero rischiarimento di sottofondo, unito ed in sincrono con il movimento lento della luna. Si hanno diversi momenti di illuminazione: uno di contrazione (sistole) ovvero luce di sottofondo, e uno di distensione (diastole) ovvero luce più intensa. La regolazione luminosa è in stretta relazione alle quattro fasi lunari: luna piena – illuminazione minima; assenza di luna – luce massima. E tra loro le due variazioni intermedie. Si crea un forte legame con la periodicità e ritmicità della terra e della luna. Le sorgenti di luce utilizzate sono a LED, in sintonia con la sostenibilità ambientale del progetto, l’intervento luminoso non interferisce con il cielo e la sua visibilità, anzi li attira in una danza primigenia fatta di luce serotina e acqua. Le due fonti primarie di vita sono unite in un unico luogo sorvegliate dalla propria dea.
Mimmo Paladino con l’arch. Nicola Fiorillo per l’architettura


L’architettura costruita è scevra di decorazioni, minimalista, industriale, impostata da rapporti spaziali e direttrici impercettibili, in una grande esplosione di riflessi emessi dalla graniglia di vetro, a volte dai blocchi vitrei o dall’acqua stessa. Il cemento è l’unica materia usata per la costruzione della Galleria Deposito, anche per la parte esterna, i piazzali, la vasca d’acqua, i camminamenti realizzati in un’unica visione di colore grigio in armonico rapporto con il blu della grande parete.

Il disegno degli elementi di calcestruzzo è fatto in modo da evidenziare grandi blocchi lapidei che si incastrano l’uno con l’altro e segnati negli incastri come elementi architettonici autonomi, dove è superfluo la cura del dettaglio ma importante la grana della materia .

Tutto il contesto geometrico porta ad un unico centro, alla figura scultorea “lo sciamano dell’acqua”, forma scura, un’ombra profonda all’interno del blu.

Il visitatore non ha barriere ma squarci per vedere o intravedere, zone di sosta, dalle quali visionare il tutto, alcuni istanti per riflettere su un esempio di ripristino delle innumerevoli ferite del paesaggio italiano.

La Società Alto Calore Servizi S.p.A. è a servizio delle due province di Avellino e Benevento per le quali è stata captata acqua per servire 200.000 abitanti. L'opera è stata finanziata, anche per la parte della sistemazione esterna, con fondi del Ministero dei LL.PP., della Regione e dello stesso ACS
 
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