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arte contemporanea, collettiva MERCATI DI TRAIANO ​ Via IV Novembre 94 Roma 00187

Roma - dal 6 settembre 2007 al 13 gennaio 2008

Kan Yasuda - Toccare il tempo
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MERCATI DI TRAIANO
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Via IV Novembre 94 (00187)
+39 0669780532
www.mercatiditraiano.it
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Negli spazi esterni dei Mercati di Traiano 29 sculture/installazioni in marmo, bronzo e granito per la prima mostra individuale a Roma dell’artista giapponese
orario: Fino al 30 settembre e dall’apertura del Museo dei Fori Imperiali: dal martedì alla domenica ore 9.00-19.00
Dal 1° ottobre all’apertura del Museo dei Fori: dal martedì alla domenica ore 9.00 - 18.00
La biglietteria chiude un’ora prima.
Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Fino all’apertura del Museo dei Fori Imperiali: € 4,50
Dall’apertura del Museo dei Fori Imperiali: intero € 6,50, ridotto € 4,50
vernissage: 6 settembre 2007. su invito
editore: SKIRA
ufficio stampa: ZETEMA
autori: Kan Yasuda
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Opere su cui salire e sdraiarsi, da toccare, accarezzare e attraversare. Un invito ad instaurare un rapporto di empatia con le sculture attraverso il tatto. L’artista Kan Yasuda (nato nel 1945 in Giappone, a Bibai, sull'isola di Hokkaido) ha individuato nei Mercati di Traiano - perla del patrimonio archeologico della città di Roma - il contesto ideale per “Kan Yasuda. Toccare il tempo”, la sua prima mostra individuale romana, dalle ore 20.00 di venerdì 7 settembre 2007 a domenica 13 gennaio 2008. L’esposizione, che inaugura in occasione di “Aspettando la Notte Bianca 2007”, è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, organizzata da Andrea Orlandini.

Oltre che in Giappone, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Australia – paesi dove Yasuda ha iniziato ad esporre a partire dal 1994 - l’artista ha portato le sue sculture in Italia (dove vive dal 1970) a Milano (che nel 1991 ha ospitato la prima mostra individuale della sua carriera artistica), a Pietrasanta (1995), a Firenze (2000), ad Assisi (2005) e adesso, per la prima volta, a Roma.

“Minimalismo” e “animismo cosmico” sono gli unici possibili “ismi” che si addicano a Kan Yasuda e che siano in grado di definirne l’arte. Entrambe le categorie, prima ancora di essere chiavi di critica estetica, sono concetti filosofici. Il “minimalismo” si esprime nelle forme pure che Yasuda realizza e poi depone in un determinato luogo – nel caso di Roma tra gli spazi dei Mercati di Traiano, dove i concetti di “universalità” ed “eternità” si sposano sia con la sede sia con il suo linguaggio artistico – con umiltà e attenzione infinite. Opere che si collocano nello spazio come presenze vive e, in un certo senso, sacre. L’“animismo cosmico” emerge invece dalla sensazione che esse stesse sembrano chiedere al pubblico contemplazione e silenzio.

La scultura di Kan Yasuda - sospesa tra materia e mente, tra legge e anarchia, tra organico e cristallino - intrattiene un vero e proprio dialogo con la sede che la ospita, in un consapevole confronto di segni. Yasuda imposta il rapporto con l’ambiente attraverso una disposizione progettuale delle opere. Le sue non sono sculture concepite per specifiche situazioni ambientali. L’artista, al contrario, colloca grandi sculture, dapprima realizzate, in modo da sollecitare la realtà ospite.

Le sculture solleticano sensazioni, iniziative, comportamenti. Ogni opera è un invito ad immaginare, ad inseguire le diverse possibilità allusive, a provare i diversi punti di vista rispetto alla sua collocazione.

A guardare le sculture di Kan Yasuda si resta incantati, come ci si trovasse davanti a qualcosa di spontaneo, di naturale, di sempre esistito. Al punto tale che queste opere sembrano non avere una mole, in certi casi appaiono prive di peso, e l’osservatore perde il senso della dimensione: potrebbero essere grandi come montagne o addirittura tascabili. Sono come sassi, che non hanno facce nè una destra nè una sinistra. Su ogni lato il sole gioca con raggi di luce e ombra oppure le gocce di pioggia si divertono a rimbalzare e a scivolarci sopra.

Molte forme plastiche di Kan Yasuda sembrano porte o passaggi, ma non è chiaro se c’è un interno o un esterno. La più emblematica delle sculture è “Apprezzamento celeste (Tensei)” opera misteriosa e complessa, come la maggior parte dei fenomeni apparentemente semplici. Quattro pezzi squadrati di marmo formano un rettangolo verticale che racchiude un vuoto rettangolare. Il vuoto, anche se mantiene il proprio carattere di vuoto, è perpetuamente riempito dalla vita che cresce, cambia, si muove dietro ad esso. Il rettangolo funge da cardine, funziona armoniosamente sia verso ciò che c’è al di fuori di esso quanto verso ciò che racchiude.

Considerato in relazione allo spazio fuori dalla cornice, “Tensei” si presenta come un oggetto austero, statico, cristallino, che proclama la sua presenza tanto quanto lo fa il paesaggio intorno ad esso. Qualsiasi cosa venga catturata all’interno dei confini della cornice, istantaneamente e automaticamente si compone di un’immagine stabile, forzata dalla nostra percezione di adattarla entro i limiti orizzontale-verticale dettati dalla cornice stessa. Ciò che è dentro la cornice è dotato di un centro ed una periferia. Ciò che è al di fuori la cornice è senza centro, senza coordinate e senza limiti.

Il concetto del passaggio in uno spazio aperto che annulla la divisione tra interno ed esterno è ripetuto nelle opere “Porta del ritorno” e “Chiave del sogno”, simbolicamente poste nel punto più alto della Via Biberatica e proiettate verso il cielo e verso la città.

L’immagine del tempo è rappresentata dall’uovo e dalla stele di marmo candido e dalle due sculture in bronzo intitolate “La nascita” che, al contrario, sono collocate sulla via basolata del livello inferiore dei Mercati di Traiano, ad indicare il rapporto con la terra resa fertile dal sole.

I “Sassi” sono “Goccia del tempo” e “Segreto del cielo”, uniscono la terra al cielo e superano nella loro immutabilità il tempo.

Un percorso espositivo che, nella sua interezza, segue il cammino dell’uomo oltre la storia, nel tempo eterno.

La mostra “Kan Yasuda. Toccare il tempo” è una sorta di “anticipazione”, prima della riapertura integrale del sito archeologico – prevista a fine ottobre – dopo il completamento dei lavori di restauro e il nuovo allestimento del Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano. Il percorso espositivo di “Kan Yasuda. Toccare il tempo” si sviluppa infatti negli spazi esterni dei Mercati di Traiano. Attraverso il Grande Emiciclo, la Via Biberatica e la Grande Aula il pubblico si sposta alla scoperta delle 30 sculture (di cui 11 realizzate appositamente per il sito archeologico che le ospita) in marmo, in bronzo e in granito, opere d’arte sia di impostazione evidentemente biomorfica, di allusione organica, dalle forme plastiche e curveggianti - la maggior parte - sia di impostazione più strutturale, geometrica, squadrata.
 
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