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arte contemporanea, collettiva PALAZZO FRIZZONI ​ Piazza Giacomo Matteotti 27 Bergamo 24121

Bergamo - dal primo al 21 ottobre 2007

Nan°arte: vedere l’invisibile

Nan°arte: vedere l’invisibile

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PALAZZO FRIZZONI
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Viaggio nel nanocosmo, per scoprire le capacità che l’arte può sprigionare in un milionesimo di millimetro, grazie alle potenzialità di quella che è considerata la tecnologia che rivoluzionerà il XXI° secolo: la nanotecnologia
biglietti: free admittance
vernissage: 1 ottobre 2007. ore 17.30
editore: SKIRA
ufficio stampa: B@BELE
curatori: Stefano Raimondi
autori: Robin Goode, Grit Ruhland, Alessandro Scali
genere: arte contemporanea, collettiva
web: www.nanoart.it

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comunicato stampa
Viaggio nel nanocosmo, per scoprire le capacità che l’arte può sprigionare in un milionesimo di millimetro, grazie alle potenzialità di quella che è considerata la tecnologia che rivoluzionerà il XXI° secolo: la nanotecnologia

In occasione della V° edizione di BergamoScienza, ormai diventato uno degli eventi didattico-scientifici più importanti a livello nazionale e non solo, dal 2 al 21 ottobre 2007 sarà allestita a Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo, la mostra Nan°arte, la prima al mondo che esplora la nascita di una nuova forma d’arte che utilizza la nanotecnologia per esprimere un’idea inedita del contemporaneo.

Curata da Stefano Raimondi, a cui spetta la paternità critica di questa nuova disciplina, Nan°arte: vedere l’invisibile pone l’attenzione sull’utilizzo che gli artisti fanno della nanotecnologia (termine con il quale si indica un nuovo approccio scientifico capace di studiare, assemblare e manipolare la materia su scala nanometrica: un nanometro, ossia un miliardesimo di metro o un milionesimo di millimetro).

La mostra presenterà le prime opere di questo nuovo movimento artistico, realizzate da Alessandro Scali (Italia), Robin Goode (Sudafrica) e Grit Ruhland (Germania).

Con l’aiuto di microscopi, il pubblico potrà osservare e interagire con l’opera a grandezza nanometrica, mentre in un caso specifico sarà anche possibile “vedere” l’opera ad occhio nudo.

Nasce così una nuova disciplina artistica che si propone di essere il superamento di una frontiera, di un confine, di una necessità - quella dell’arte visibile e percepibile direttamente dall’occhio umano - giocando sul paradosso estetico di sperimentare idee, concetti e opere d’arte invisibili, ma non per questo inesistenti o irreali.

La Nanoarte non è una semplice riproduzione fotografica di dettagli minuscoli ma, al contrario, è la creazione originale di opere d’arte che usano la nanotecnologia come strumento necessario, ma non sufficiente, per riflettere e offrire spunti di riflessione sulla società contemporanea.

Al tempo stesso Nan°arte è una mostra esplorativa della capacità dell’arte di rendere la scienza fruibile e immediata.

Si potranno così osservare opere che seppure infinitamente piccole sorprendono per la loro bellezza, colpiscono per la forza del proprio messaggio, disorientano per la capacità di trasformare i paradossi in realtà.





La mostra si apre con il viaggio verso un universo sconosciuto, con il superamento di una frontiera,

di un confine: quello del nostro mondo, dove ogni luogo è conosciuto, classificato, fotografato. È il desiderio di recuperare la dimensione della sorpresa, del sublime, dell’ignoto: un viaggio Oltre le Colonne d’Ercole della nostra realtà alla scoperta di un universo che, seppure invisibile all’occhio umano, esiste ed è regolato da leggi diverse dalle nostre.

Si prosegue con Actual Size, una minuscola, invisibile Africa. Un’opera che parla di qualcosa che è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vuole vedere: un continente in realtà invisibile, spesso abbandonato al proprio destino. In Libertà condizionata, invece, a miniaturizzarsi è la Statua della Libertà, simbolo di una potenza mai come messa in discussione.

Ed ecco che, grazie alle nanotecnologie, un cammello passa nella cruna di un ago a suggerire la possibilità di varcare un confine da sempre considerato impossibile e impraticabile per l’essere umano. La chiave per il Paradiso è un’opera ironica che vuole oltrepassare il limite e giocare con il paradosso biblico per cui: “E’ più facile per un cammello entrare nella cruna di un ago, che per un uomo ricco entrare nel regno di Dio”. Di qui la provocazione: l’opera sarà messa in vendita su eBay, con un valore base d’asta di 1milione di euro.

Il gioco, è protagonista anche dell’opera Scemo chi legge , scritta destinata al visitatore con un po’ di sana autoironia, mentre in Pantofole per un animale pantofolaio di Grit Ruhland, una scultura nanometrica fa da casa a un bizzarro nano-organismo del tutto simile a una piccola suola. L’itinerario espositivo si conclude con l’opera interattiva Fiato sprecato, visibile anche senza l’ausilio degli strumenti tecnici: il soffio del visitatore attiverà “molecole intelligenti” che si muoveranno per visualizzargli il numero dei respiri che scandiranno il resto della sua vita.

Per la sua importanza la mostra si avvale di un comitato scientifico internazionale, che comprende i maggiori esperti di diversi settori, da quello scientifico a quello artistico, da quello storico a quello filosofico ed estetico: Stefano Raimondi, Piero Bianucci, Mauro Carbone, Frances Geesin, Maddalena Mazzocut-Mis, Antonello Negri, Jennifer Palumbo, Fabrizio Pirri, Ottilia Saxl, Kai Simons, Renzo Tomellini, Ugo Volli.

I contributi del comitato scientifico saranno raccolti in un catalogo bilingue (italiano/inglese) edito da Skira, che accompagnerà la mostra documentando le opere e la loro realizzazione, ma che soprattutto, grazie alla ricchezza dei suoi saggi, si propone di diventare un testo di riferimento a livello internazionale per la conoscenza di questa nuova disciplina artistica.

La mostra è promossa da Verbo Essere, Associazione Culturale nata con l’intento di organizzare mostre, festival ed altri eventi per mostrare le ultime novità nel campo delle ricerche artistiche legate alle nuove tecnologie e alla sperimentazione tecnologica.
 
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