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Roma - dal 4 ottobre al 24 novembre 2007
Francesco Cervelli - Cervelli in acqua
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Francesco Cervelli, cuore di tenebra, 2006, olio su tela, cm160x140
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DORA DIAMANTI ARTE CONTEMPORANEA
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Francesco Cervelli presenta un progetto che offre al pubblico la possibilità di accostarsi alla sua eterogenea produzione artistica. Nelle sue opere l’acqua diviene la protagonista assoluta.
orario: da martedì a venerdì ore 16–19; sabato ore 10-13 e 15.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
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biglietti: free admittance
vernissage: 4 ottobre 2007. ore 18:30
curatori: Micol Di Veroli
autori: Francesco Cervelli
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Francesco Cervelli presenta un progetto che offre al pubblico la possibilità di accostarsi alla sua eterogenea produzione artistica. Nelle sue opere l’acqua diviene la protagonista assoluta. Francesco Cervelli racchiude il pensiero umano in un liquido amniotico che trasuda dalle pareti, invade gli anfratti dell’ego sovvertendo le naturali leggi della logica spazio temporale in un processo di interiorizzazione dell’immagine strettamente legato alla letteratura e all’arte come strumento di conoscenza della verità. La voglia di allagare superfici non si esaurisce con la pratica catartica della pittura, l’artista infatti ricorre anche alla scultura, all’installazione site-specific per far comprendere quanto la scorrevolezza dell’acqua sia in grado di spiegare i mutamenti delle cose stesse. Così, stanze fedelmente riprodotte in scala si lasciano inondare dalla sacra forza di una goccia che lentamente le avvolge e le purifica in una sorta di rituale scintoista.

Lo stile pittorico dell’artista è caratterizzato da una minuziosa ricerca dei dati realistici ed un attento studio di una rifrazione esaltata dalla straordinaria trasparenza del segno. I paesaggi fitti di mangrovie sembrano compiacersi della loro medesima forza suggestiva, evocando scenari ispirati da un accurato senso del movimento, mentre il taglio prospettico dal gusto squisitamente fotografico proietta lo spettatore all’interno dell’opera stessa. Armonica e senza mezzi termini è l’esaltazione di una monocromia rigorosa e solenne che riesce a soppiantare i comodi agi del colore grazie ad una prepotente ed affascinante variazione sul tema che sfrutta in maniera totalitaria lo spettro offerto dalla gamma tonale prescelta. Persino quando la tecnica rappresentativa sterza verso un inusitato pointillisme ci si accorge che la fusione dei colori nella retina dello spettatore non avviene per accostamento di toni complementari ma per contrasto di simultaneità monocrome.

La carica enigmatica che si cela dietro ogni opera rende sterile ed inefficace qualsiasi velleità di interpretare canonicamente l’arte di Francesco Cervelli, questo poiché il suo approccio concettuale strettamente connesso alla metapsicologia, si pone al di sopra di qualsiasi altro schema comune.

Francesco Cervelli è nato a Roma nel 1965, dove vive e lavora. Attivo sulla scena artistica dal 1994, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive.



TESTO CRITICO

Proseguimmo lungo la costa informe delimitata da una risacca pericolosa, quasi che la natura stessa avesse voluto respingere gli intrusi; entrando e uscendo dai fiumi, vive correnti di morte, le cui rive imputridivano nella melma, le cui acque, ispessite dal fango, invadevano le intricate mangrovie che sembravano torcersi verso di noi in un eccesso di disperazione impotente.

Cuore di Tenebra – Joseph Conrad

Il simbolo è la chiave di volta del lavoro di Francesco Cervelli, un’intricata e perfetta ragnatela neuronica di elementi cassireriani che si sostituiscono alle confortanti visioni della realtà quotidiana, dando vita a parallelismi sincronici tra fisica, psicoanalisi e pittura . Come in un veloce mescoliò di tarocchi le tele si empiono di sedimentarie forme dalla fisicità oscura e materica, lontane dal surrealismo e dalla metafisica ma strettamente annesse ad un dirompente iperrealismo dell’inconscio. Ogni cosa dall’arcano è avvolta in questo lento percorso attraverso il silenzioso mare della memoria che nella sua immota inquietudine sovrappone immagini diverse su di un unico piano. Francesco Cervelli racchiude il pensiero umano in un liquido amniotico che trasuda dalle pareti, invade gli anfratti dell’ego sovvertendo le naturali leggi della logica spazio temporale in un processo di interiorizzazione dell’immagine strettamente legato alla letteratura ed all’arte come strumento di conoscenza della verità.

L’acqua come organismo vivente o magma senziente invade stanze un tempo abitate da illustri pensatori, si espande su specchi immoti entro i quali si riflettono luoghi ed oggetti che rappresentano rifrazioni perfette della nostra mente. La voglia di allagare superfici non si esaurisce con la pratica catartica della pittura, l’artista infatti ricorre anche alla scultura, all’installazione site-specific per far comprendere quanto la scorrevolezza dell’acqua sia in grado di spiegare i mutamenti delle cose stesse. Così, stanze fedelmente riprodotte in scala si lasciano inondare dalla sacra forza di una goccia che lentamente le avvolge e le purifica in una sorta di rituale scintoista.

La carica enigmatica che si cela dietro ogni opera rende sterile ed inefficace qualsiasi velleità di interpretare canonicamente l’arte di Francesco Cervelli, questo poiché il suo approccio concettuale strettamente connesso alla metapsicologia, si pone al di sopra di qualsiasi altro schema comune. La dinamicità empirica che egli riesce a trasmettere rafforza ancor di più la teoria freudiana di quanto il sogno non sia un fenomeno casuale al di fuori dalla logica bensì il prodotto di una razionalità inconscia che può e deve essere rappresentato in arte.

Lo stile pittorico dell’artista è caratterizzato da una minuziosa ricerca dei dati realistici ed un attento studio di una rifrazione esaltata dalla straordinaria trasparenza del segno. Le ombre complementari giocano anch’esse un ruolo fondamentale ponendosi in netto contrasto con i toni chiari e fissando su tela lo scorrere del tempo grazie al costante cambiamento di luce. I paesaggi fitti di mangrovie paiono compiacersi della loro medesima forza suggestiva, evocando scenari ispirati da un accurato senso del movimento, mentre il taglio prospettico dal gusto squisitamente fotografico proietta lo spettatore all’interno dell’opera stessa. Armonica e senza mezzi termini è l’esaltazione di una monocromia rigorosa e solenne che riesce a soppiantare i comodi agi del colore grazie ad una prepotente ed affascinante variazione sul tema che sfrutta in maniera totalitaria lo spettro offerto dalla gamma tonale prescelta. Persino quando la tecnica rappresentativa sterza verso un inusitato pointillisme ci si accorge che la fusione dei colori nella retina dello spettatore non avviene per accostamento di toni complementari ma per contrasto di simultaneità monocrome.

È pittura della percezione quella di Francesco Cervelli, gesto stilistico che ruota attorno ad un eterea solidità estetica ed una sensibilità visiva mai fine a se stessa. Un malinconico e mistico rituale che con il suo atlantideo potere arriva con vigore e purezza nei meandri della nostra memoria.

Micol Di Veroli
 
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